Viaggio nelle stazioni sciistiche più affascinanti al mondo
09.12.2011
Vantaggi:
Sulle piste dimentichi la civiltà, i rumori e le località sono mozzafiato
Svantaggi:
Avere un bel po' di soldi da spendere sarebbe meglio
Consiglio il prodotto:
Sì
 cascatadistelle
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D’inverno la Svizzera è la “regina delle nevi dell’Europa”. Un percorso da Milano a Ginevra, da un aeroporto internazionale all’altro, tocca alcune delle più spettacolari piste sciistiche, e insieme stazioni alpine di mondanità esibita o estremamente riservata. Volendo invece effettuare un viaggio da favola basta prendere il lento trenino rosso che da Tirano, in Italia -al centro della Valtellina-, raggiunge in venti fermate la brillante Sanit-Moritz nell’Engandina. Questo trenino sembra un giocattolo che viaggia tra i giganti di roccia coperti di neve, infatti la locomotiva elettrica d’inverno non porta più di sei vagoni, alcuni a larghe vedute panoramiche, eppure è l’unico in Europa che viaggia così in alto sul livello del mare, arrampicandosi fino a toccare quota 2.253 metri al passo del Bernina. Da qualche anno, questo treno da fiaba, è sotto la tutela dell’Unesco come parte integrante del paesaggio, piccola traccia umana sul cammino dei ghiacciai. Lungo il suo percorso salgono e scendono alpinisti e sciatori, o anche chi ha voglia di fare una gita in una baita, oppure organizzare un picnic sulla neve, ma con racchette ai piedi per non sprofondare nella candida neve. Optando per l’auto, dalla Valtellina all’Engandina il viaggio è breve. Si passa attraverso i paesaggi di boschi e rocce della Valposchiavo e si toccano i piccolo borghi di confine. Oppure si fiancheggia il Parco dello Stelvio fino a Livigno, per scivolare di nuovo in Svizzera, su stradine tornanti, fino a Ospizio Bernina nel cuore di un paesaggio di Alpi e ghiacciai, dove si trova il Lago Bianco, che una volta ghiacciato, diventa il campo preferito delle evoluzioni degli sciatori trainati dal kite o da quegli sportivi che hanno adottato la tavola da windsurf per fare le loro evoluzioni tra cunette e lastre di ghiaccio (ci si fa trascinare dal vento grazie ad una grande vela manovrabile) oppure, da coloro che su una slitta, si fanno trainare da una muta di husky. E quindi dritti ai fasti di Saint-Moritz.
Qui sono nate, è un vanto locale, le vacanze d’inverno. Infatti in montagna prima i turisti ci andavano solo d’estate ma a metà dell’800, quando Johannes Badrutt costruì i primi impianti per il curling, una specie di bocce sul ghiaccio con pesanti pietre levigate, gioco che appassionava i turisti britannici, e poi il primo circuito da toboggan (una specie di grande slitta) al mondo, ecco che furono subito gli aristocratici, i grandi industriali, le ereditiere o gli avventurieri sociali a prendere d’assalto questa località. Gli alberghi che li accoglievano aprono ancora le loro porte girevoli ai ricchi o arricchiti di oggi: il “Kulm”, che fu il primo albergo di Badrutt e il “Grand Hotel des Bains”, ristrutturato di recente e appartenente alla catena Kempisky, che vanta una delle Spa più rinomate e un ristorante osannato dalle guide. A Saint-Moritz la neve, così come il clima, è frizzante. Negli chalet tra le piste di Corviglia, le ostriche appaiono sui menu accanto alla fonduta e si stappano bottiglie di champagne sulla dance music mixata da dj internazionali. Chi non ce la fa a tornare sugli sci, può prendere una delle belle carrozze a cavallo fornite di calde coperte. Il divertimento dura fino a tardi: aperitivi, cene con balli sui tavoli al “Dracula”, ristorante-club tra i più mondani , o al “King’s club”, locale elegante e più tradizionale.
Si finisce all’alba, ma non bisogna ingannarsi. Per chi ama lo sci, il circuito di piste è molto vasto: oltre 300 km, contornate da paesaggi che tolgono il fiato. Le discese sono impegnative: dalla sciata assicurata sul ghiacciaio alla Diavolezza, dove si scia su una vista magnifica, ma attenzione a distrarsi, ai 9 km del Corvatsch. Si scende dalla vetta, alta più di 3mila metri fino a valle, e sono curve da gambe allenate! Ogni venerdì sera la pista viene illuminata per la discesa notturna su sci e snowboard: un grande spettacolo sotto lo zero; si può dire infatti che la temperatura a volte sembra quella polare. Per coloro che hanno i muscoli e il fiato da rimettere in forma dopo gli sport e le feste, Saint-Moritz offre ogni possibile trattamento di benessere, incluso -ma bisogna uscire dalla città- una jacuzzi con vista sul massiccio del Bernina dal rifugio Berghaus sul Diavolezza. Per chi vuole rallentare il ritmo, vale la pena effettuare una gita al borgo di La Punt Chamues, dove i bambini possono scivolare sugli slittini nelle strade chiuse al traffico e si seguono le orme degli amici sulla neve nelle passeggiate sulle ciaspole, le classiche racchette da neve. Oppure si può raggiungere la romanica chiesa di San Gian a Celerina, da cui parte una rete di piste da fondo, che si dirama nell’Alta Egandina. A Zuoz, un graziosissimo villaggio, si va per ammirare le case patrizie e a mangiare la tipica cucina dei Grigioni, incluso un incredibile cioccolato per i più golosi.
A Gstaad l’aria è più rarefatta, non per l’altitudine, anzi, siamo più bassi, a 1.050 metri. Rispetto alla rivale Saint-Moritz, si privilegia l’understatement alla “dolce vita” alpina. Qui ci sono alcune delle scuole più esclusive del mondo: il mito dei collegi svizzeri viene da qui. Per le cene si prediligono gli chalet curati all’interno come un set scenografico. Gli sciatori più snob scendono dalle piste di Wispile piegando elegantemente il ginocchio come facevano i dandies degli anni ’30 (uomini molto ricercati nel vestire e dai modi estremamente affettati). Le piste del Gsaad Mountain Ride forse sono un po’ meno varie e difficili che nell’Engandina, ma i panorami sono altrettanto mozzafiato. Siamo nell’Oberland bernese, sul confine linguistico tra la Svizzera francese e quella tedesca. Gstaad tende a passare sotto traccia, con impennate improvvise e un pizzico di eccentricità come il magnifico Palace Hotel, albergo a forma di castello, costruito nel 1913. I veri eccentrici però preferiscono dormire in quota, in igloo attrezzati, con tanto di sauna. Le vette, per chi può permetterselo, si raggiungono in elicottero, ma i prezzi degli skipass, sono accessibili ai comuni sciatori. E per chi ama il volo, non deve perdere il raduno delle mongolfiere che si svolge a gennaio nella vicina Chateau d’Oex, mentre per il relax dopo le piste, è perfetta la piscina di acqua salata nel supertecnologico centro benessere del Grand Hotel Park, uno dei fulcri della vita sociale cittadina.
Se si è alla ricerca della discesa perfetta, ecco Verbier, raggiungibile con una piccola deviazione dalla strada che porta a Ginevra. Qui lo sciatore deve avere esperienza, in quanto questa cittadina è famosa per i suoi fuoripista. Uno dei più battuti e meno difficili, è quello che dal Col des Gentianes, quasi a quota 3.000, scende a Tortin, a 2.050 metri, seguendo un percorso dolce e assolato nel primo tratto, con la neve che si fa più insidiosa e la pendenza più impegnativa nel secondo. Verbier è la regina del freeride, lo sci fuori dai tracciati, con le curve da fantasista: gli sciatori avventurosi mettono gli sci con la punta e la coda rialzata, che aiutano nelle evoluzioni, ma anche a mantenere la presa sulla neve fresca. Ma anche per quelli normali, che fanno scattare gli attacchi sui carving (sono sci più corti di quelli normali, che permettono letteralmente di tagliare la neve mentre si curva) per la sciata morbida, c’è un comprensorio di 410 km per 90 piste tra il massiccio del Gran Combin e il Monte Bianco.
Nelle quattro valli, in media le piste hanno una difficoltà maggiore rispetto alle altre stazioni sciistiche e sarà per questo che la notte è molto rilassante, con grandi mangiate. Nei ristoranti si trova di tutto: dal rombo al forno freschissimo alla “pierrade”, la carne di cervo cotta su pietre roventi. La sera, per compensare corpo e mente si possono frequentare sessioni di yoga o farsi fare rilassanti massaggi shiatsu. E il lago di Lemano, una vera perla incastonata tra i monti che con i suoi castelli, piuttosto che Ginevra, sono a breve distanza, ed inebrianti dall’altezza e dalla neve delle piste, si ha quasi la sensazione di poterli raggiungere con ai piedi gli sci. Epilogo Per le piste da sci c’è solo l’imbarazzo delle scelta e vi è la possibilità di spaziare dalla normale sciata a quella più estrema piuttosto che dedicarsi all’arrampicata, o ai giochi sulla neve oppure sul ghiaccio. Purtroppo per poter accedere ai migliori hotel oppure ai locali esclusivi, usufruendo di tutto ciò che offrono, il portafoglio deve essere piuttosto … gonfio. Va detto però che i luoghi sono straordinari, quasi cinematografici ovunque lo sguardo può spaziare, e se anche non si potrà accedere ai locali più chic, anche solo passeggiare, visitare le chiese o i castelli, fare shopping, usufruire delle offerte per lo sport o il tempo libero, oppure seguire le opere artistiche e culturali, ne vale davvero la pena…. Siete pronti a partire?
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 lionsxx
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19.05.2012 22:04
Eccellente
17.05.2012 09:39
eccomi
13.05.2012 06:48
Ripassata...eccellente!