Opinione Diamante

LA CITTA' DEL TRAVERTINO

5  07.08.2011

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aprire uno scrigno architettonico

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non averlo ancora aperto

Consiglio il prodotto: Sì 

byron2011

Su di me: ***NUOVA OPINIONE***

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LA CITTA’ DEL TRAVERTINO

PREMESSA

Siamo nel mese dei viaggi e delle auto in cui Ciao.it premia le recensioni con un sontuoso euro ed io che viaggio spesso eccomi dopo Matera e i suoi “Sassi” con un’altra avventura da raccontarvi vissuta tra il 2 e il 5 giugno scorsi.

Stavolta da solo con la mia compagna e senza amici al seguito, erano ancora stanchi della cavalcata di maggio nella quale avevamo visitato oltre alla bella Matera anche Alberobello, Vieste e Vasto, luoghi magnifici che se riuscirò a trovare il tempo vi racconterò con il mio solito modo un po’ da menestrello medievale che tutto scruta e tutto narra.

Essendo anche in tema di auto dovrei dirvi con quale mezzo mi sono recato in terra marchigiana, ebbene si con la mia fedele VW Bora Tdi auto ormai datata (10 anni di vita) e fuori produzione, sostituita dalla VW Jetta Tdi, ma di grande energia (115 cv) e poco consumo (19 km con un litro di gasolio), brutta esteticamente lo ammetto, assomiglia ad una Passat tronca, ma robusta ed indistruttibile come tutte le auto della VolksWagen (l’auto del popolo) germanica.

IL VIAGGIO

Partenza questa volta non alle prime luci dell’alba ma alle 8,30 del mattino, il tratto da percorrere per giungere alla prima meta e di appena 312 km . come suggerisce il GPS, ma io lo riduco di 32 km. percorrendo la SS 81 una volta giunto a Teramo . Ma veniamo al dettaglio.

Solito percorso per portarmi sulla A1 per poi immettermi sulla A24 direzione Aquila/Teramo . Giunto a Teramo, come accennavo poc’anzi anziché proseguire come suggeriva il GPS verso Giulianova e la A14 Adriatica e risalire verso Ascoli da San Benedetto del Tronto, ho tagliato per la tortuosa ma panoramica SS n.81 che uscendo da Teramo Est porta alla bella Asculum romana di fondazione picena.

Il tratto panoramico dell SS.n.81 offre nel breve percorso (36,3 km.) un paesaggio collinare tumultuoso, cosparso di verde intenso formato da boschi e cittadine inerpicate sulle cime quali ad esempio la fortificata Civitella del Tronto che fa bella mostra di se dalle diverse angolazioni che la Strada Statale propone lungo il suo scorrere. (a mio avviso merita una visita che io ahimè non ho effettuato).
Entro ad Ascoli alle 12,05 e senza tom tom ed altri marchingegni che la moderna tecnologia propina per farci perdere pure il gusto di cercare una strada (siamo diventati proprio degli automi) mi ritrovo su Viale Indipendenza.

IL SOGGIORNO

Che sbadato, non vi avevo detto che la sera prima di partire avevo trovato su internet (http://www.ilpicchiobnb.it/) un posto per dormire proprio al centro della città, presso il B&B Il Picchio di Lanzani Rosilla, Via Luigi Mercantini, 45 .

La nostra ospite ci ha accolti con molta simpatia mettendoci a disposizione una bella camera matrimoniale, quella con lo specchio ovale nel 4 stagioni, come potrete constatare se visualizzerete il link che vi ho segnalato, al prezzo di €.55 per notte , compresa prima colazione, inoltre visto che ha la campagna ci ha fatto assaggiare fragole fresche e ciliegie in quantità. Ma non finisce qui, più avanti vi racconterò di altre belle cose di questa signora veramente affabile.

Sistemate le cose in camera, parcheggiata l’auto in zona libera dove non si paga per intenderci, al di la del Ponte Maggiore (romano) in una traversa di Viale Indipendenza vicino all’Euro Spin. Abbiamo cominciato a girovagare per la città che si è aperta come d’incanto ai nostri occhi.

Ma prima di parlarvi delle bellezze architettoniche di Ascoli mi sembra opportuno e culturalmente corretto dirvi qualcosa della sua storia.

LA STORIA

1) LE ORIGINI

Le origini di questi luoghi dove l’uomo inizia a soffermarsi si perdono nel tempo fino a risalire al paleolitico, ma le prime testimonianze ci vengono offerte da ritrovamenti che risalgono al neolitico e al periodo del ferro, insomma dalle caverne alla vita all’aperto dove pietra e metalli permettono a quest’uomo primordiale di sopravvivere.

La posizione geografica la pone come in un anfiteatro di monti e colline che la cingono dall’alto dei suoi m.154 di altezza rispetto al mare come in una conca, delimitata dallo scorrere del fiume Tronto e dal torrente Castellano
Fotografie per Ascoli Piceno
  • Ascoli Piceno Palazzo dei Capitani foto 1 - Ascoli Piceno
  • Ascoli Piceno Forte Malatesta foto 2 - Ascoli Piceno
  • Ascoli Piceno Duomo foto 3 - Ascoli Piceno
  • Ascoli Piceno Chiesa di San Francesco foto 4 - Ascoli Piceno
Ascoli Piceno Palazzo dei Capitani foto 1 - Ascoli Piceno
Ascoli Piceno Palazzo dei capitani del Popolo
.

2) PICENI E ROMANI

Questa collocazione strategica permise ai Sabini (da cui il nome Piceno) di insediarvisi e diventare una roccaforte in un articolato territoriale che ben presto venne a scontrarsi con l’espansionismo romano che li vide soccombere dopo un lungo assedio nell’ 89 a.C alle milizie condotte dal Console Pompeo Strabone .

Sotto la dominazione di Roma la città di Ascoli vive un periodo di splendore, la strada Salaria diviene l’arteria principale che permette di collegare la capitale al feudo con una certa rapidità, ancora oggi il percorso più romantico.

Restano di questo periodo molti monumenti ancora ben conservati alla vista di quanti si recano a scoprire la città marchigiana, me compreso, tra cui spicca a mio avviso il Ponte Maggiore sul Tronto d’età augustea (fine I sec a.C), una costruzione che rivendica la maggior luce di tutti i ponti costruiti dai romani. Ma non solo questo, degni di nota sono anche Porta Gemina e i resti degli anfiteatri, il Ponte di Cecco d’epoca romana della Repubblica a due archi che permetteva di attraversare il Torrente Castellano ed uscire dalla città attraverso Via Salaria.

3) GOTI E LONGOBARDI

Non mi soffermo a narrarvi altri momenti della storia di questo periodo per non tediarvi e passo subito al periodo delle invasioni barbariche che colpiscono anche questa città che dopo aver resistito ai Visigoti deve cedere a Totila re dei Goti e poi dopo lungo assedio ai Longobardi che nel 578 la saccheggiano.

Nel 593 per volere della regina Teodolinda la città ritorna a vivere ed entra a far parte del ‘’’Ducato di Spoleto’’’ .

4) LOTTA PER LE INVESTITURE

Con l’ingresso di Carlo Magno nelle vicende storiche di quell’epoca e con l’affievolirsi fino a scomparire del potere longobardo Ascoli a partire dal 789 diventa una contea del Sacro Romano Impero sotto la protezione del Pontefice. In questo periodo la città è amministrata dai famosi Vescovi-Conti .

In questo particolare periodo che anticipa l’epoca dei Comuni si ergono nella città numerose torri , si dice 200 , che stanno a testimoniare sia l’importanza della famiglia che l’aveva fatta erigere, che vera e propria struttura militare difensiva. Di queste 200 torri oggi ne rimangono appena 50 ( vedi Torri Gemelle foto 6) , una novantina furono fatte abbattere da Federico II nel 1242, altre sono state trasformate in campanili di chiese ed altre ancora integrate nelle abitazioni del centro storico.

Le lotte tra i fautori del papa e quelli dell’Imperatore insanguinano la città fino al 1183 anno in cui con la venuta di Enrico IV si instaura il regime comunale di parte guelfa e si conclude di fatto il potere dei vescovi-conti.

5) GUELFI E GHIBELLINI

Federico II al fine di ricondurre Ascoli sotto il potere imperiale nel 1225 saccheggia la città portando a morte gli oppositori e ripristinando la supremazia di parte ghibellina .

In questo periodo storico approda ad Ascoli San Francesco e la sua predicazione sul territorio ottiene un notevole successo spirituale tanto che nel 1258 ha inizio la costruzione della Chiesa ad esse dedicata terminata nel 1549 e di cui oggi si conservano anche due bellissimi chiostri cinquecenteschi.

Il francescanesimo oltre a numerosi fedeli che seguirono i suoi insegnamenti ebbe modo di portare al soglio pontificio tal Girolamo Masci con il nome di Niccolò IV .

In questo periodo hanno luogo scontri fra Ascoli e Fermo per la supremazia del litorale adriatico. Gli scontri vanno avanti con alterni successi dell’una e dell’altra parte finché sotto il comando del signore di Rimini, Galeotto Malatesta , nel 1348, Ascoli ottiene la supremazia territoriale.

Il Malatesta tenta di approfittare del successo per impadronirsi della città, ma viene cacciato malamente.

La città finalmente libera allaccia rapporti commerciali con le maggiori città dell’epoca per rifiorire nonostante alcuni tributi che gli vengono imposti da Sisto IV .

Anche se tutto sembra calmo sotto la cenere cova il fuoco e riprendono le lotte intestine fra guelfi e ghibellini che si protraggono anche sotto la protezione pontificia. Si alternano al comando della città note famiglie quali i Guiderocchi, i Malatesta, nonché delegati dei papi, Alessandro VI e Paolo III.

Agli albori del ‘500 e fin quasi alla fine del secolo, Ascoli vive un momento di decadentismo che cesserà con l’elezione a papa del marchigiano Sisto V ( vedi stemma foto 5) .

6) IL SEICENTO E IL SETTECENTO

Questo periodo storico si potrebbe definire quello dell’arte e dello sviluppo di una società civile ascolana dove la città divenuta capoluogo di una vasta area si dedica ad una agricoltura quasi esclusivamente padronale cui attende il fittavolo.

In questo periodo fiorisce l’arte che si sviluppa essenzialmente in stile Barocco , che fanno di Ascoli un centro culturale di indubbio valore.

7) L’OTTOCENTO

Un periodo storico di grande impatto che coinvolge Ascoli prima con Napoleone Bonaparte che costituisce il Dipartimento del Tronto con capoluogo a Fermo , poi con il brigantaggio che osteggia la rivoluzione. Un po’ di confusione che si alterna ad altra confusione.

L’alternarsi delle vicende che hanno luogo in quegli anni caldi in cui si fa l’Italia, Ascoli affianca prima la Repubblica Romana (1849) e con i Piemontesi nella battaglia di San Martino (1859) . Fino al 1860 quando con l’unità d’Italia la città ottiene il riconoscimento di capoluogo.

LA VISITA

Bene, adesso che avete letto una panoramica storica della città, vi parlerò della visita che ho effettuato, durante la quale naturalmente vi illustrerò le bellezze artistiche della città che devo ammettere mi ha sorpreso per la sua magnificenza.

Un impianto urbanistico di età medievale che si è integrato e sovrapposto a quello lasciato dall’antica Roma in una simbiosi quasi naturale dove il travertino locale la fa da padrone e disegna di un colore brunito tutto ciò che scorre davanti agli occhi.

IL PONTE ROMANO E IL BATTISTERO

Appena attraversato il Ponte Maggiore romano ci inoltriamo, passata Piazza Matteotti alla cui destra si erge il Forte Malatesta (foto2) cui pose mano Galeotto Malatesta (da cui la denominazione) nel 1349 e successivamente, alla metà del 1500, Paolo III tramite gli uffici di Antonio da Sangallo il Giovane, in Corso V.Emanuele, sul cui fianco sinistro sfila, arrampicato su una collinetta, il Giardino pubblico, per entrare in uno dei luoghi più interessanti della Città : Piazza Arringo , prima della quale sulla destra sorge il Battistero di S.Giovanni , realizzato sui resti di una basilica romana nel XII secolo in classico stile romanico, su base quadrata, ma di forma ottagonale, in alto è circondato da una loggia di arcate cieche. Conserva al suo interno una vasca, costruita intorno al XIV secolo ed utilizzata per il battesimo ad immersione.

PIAZZA ARRINGO

Fiancheggiando sulla destra il Battistero e le mura del Duomo sulla sinistra si entra nella Piazza a forma rettangolare, la più antica di Ascoli, sorta sul preesistente Foro romano e luogo da sempre appunto delle arringhe ovvero luogo deputato ai discorsi degli oratori e alle riunioni popolari. Al suo centro spiccano due fontane a vasca ellittica, inaugurate nel 1884 ai lati del monumento di Vittorio Emanuele II, ora collocato nei Giardini pubblici. In questa piazza si trova il Duomo di Sant’Edimio (foto 3) , il palazzo Vescovile, restaurato nel settecento, che riunisce tre palazzi di epoche diverse, tra cui Palazzo Roverella, con affreschi del 1547 raffiguranti la Vita di Mosè di Marcello Fogolino. Inoltre il Vescovato conserva preziose sculture in legno, avorio e argento. Il Palazzo Panichi sede del Museo Archeologico , aperto al pubblico sin dal 2001 , conserva reperti preistorici, italici e romani provenienti dagli scavi effettuati nel territorio ascolano. Nel Palazzo dell’Arengo realizzato su strutture preesistenti del medioevo oggi oltre al Comune trova ospitalità nelle sue sale la Pinacoteca Civica , che raccoglie opere di inestimabile valore tra cui spiccano alcune di Carlo Crivelli, Tiziano, Guercino, Guido Reni.

PIAZZA DEL POPOLO

Percorrendo Via XX Settembre si giunge a Piazza Roma dalla quale si accede ad un'altra delle meraviglie ascolane, il vasto rettangolo che forma la Piazza del Popolo (foto 7) racchiusa come in un ricamo dalla Chiesa di S. Francesco (foto 4) sullo sfondo, la Loggia dei Mercanti sulla sinistra, cui segue il Palazzo dei Capitani del Popolo (foto 1), e il famoso Caffè Meletti, sulla destra completano la cornice i bassi palazzetti porticati che rendono l’immagine molto coreografica .

La Chiesa di S. Francesco come ho scritto in premessa fu costruita in tre secoli a partire dal 1258. Rivestita di conci di travertino ed abbellita da tre portali fu conclusa nel 1549. Il Palazzo dei Capitani del Popolo di presunta origine nel XIII secolo che ha assunto la sua attuale dimensione nel 1520. La facciata principale si apre con un portale massiccio sovrastato da una statua dalla statua di Paolo III. Nell’interno sono conservati in un bel cortile rinascimentale reperti romani e medievali. La Loggia dei Mercanti esprimente il potere commerciale, come il Palazzo esprime quello del popolo e la Chiesa quello spirituale, risale al ‘500 e le sue colonne con capitelli in stile corinzio poggiano su basi cubiche rivestite di travertino per dare maggior slancio alle arcate che formano il porticato. Infine il Caffè Meletti (adesso in fase di restauro come di vede nella foto 1), che sfoggia uno stile liberty di indubbia bellezza, luogo deputato agli incontri mondani e culturali della città. La sua costruzione risale al 1907 ed è stato realizzato in modo da integrarsi alla perfezione allo stile rinascimentale della piazza.

LA CENA SULLE COLLINE

Come vi dicevo nell’anteprima la sera de secondo giorno di visita la nostra ospite ci ha voluto condurre, assieme a nostri conoscenti che ci erano venuti a trovare dalla vicina Ancona, a cena in una trattoria sulle colline attorno ad Ascoli di cui non saprei dirvi di preciso dove si trova, considerato che lei assieme ad alcuni amici ci ha fatto da civetta con la sua auto, ma vi posso dire che si trova a circa 20 km. dal centro in zona Croce di Casale e si chiama Ristorante La Diga , telefono 0736/858124 .

Ma perché vi dico tutte queste cose ? Perché questo locale è stata una gradevole sorpresa per le cose che abbiamo mangiato e soprattutto per il prezzo irrisorio che abbiamo pagato. Dunque il locale è la tipica trattoria di collina con un ampio parcheggio, all’interno una enorme sala arredata in maniera semplice e rustica, ho avuto modo di visionare anche il bagno e il wc e devo dire che erano ottimamente puliti e profumati, la cena che ci è stata servita era influenzata dalla gastronomia locale dove hanno prevalso il fritto all’ascolana (nel caso delle famose olive la mia dieta vegetariana ha ceduto il passo per un attimo), poi abbiamo gustato gnocchi al tartufo, agnolotti al sugo, pasta fatta in casa con funghi porcini, coniglio in porchetta (io no), tacchino all’ascolana (io no), affettati misti (io no), gustosi formaggi locali, verdurine grigliate, il tutto Innaffiato con un Rosso Piceno della casa, per concludere con dolcetti vari.

Sapete quanto ho pagato per 4 persone ? Incredibile ma vero appena €.60 , dunque appena €.15 a persona. Se vi trovate da quelle parti fateci una passeggiata ne vale veramente la pena.

CONCLUSIONE E PARERE PERSONALE

Per concludere posso solo dirvi che questa città, che ho scoperto sulla scorta di una opinione che lessi tempo fa scritta dall’Utente Fiocchetta, cui dedico questo mio lavoro come ringraziamento, è stata per me una magnifica scoperta che mi ha affascinato con le sue artistiche opere che ricordano e fanno rivivere nei vicoli antichi, specie nelle tiepide serate di prima estate, l’aura magica di un’epoca misteriosa che pare sia rimasta impressa fra le mura romane e medievali. Le piazze più importanti la notte risplendono di luci soffuse e il rumore del chiacchierio tenero e dolce della gente che le affolla, pare una musica suadente che invita all’ascolto come fosse il racconto del menestrello che strimpella il suo liuto. Mistero e fascino socchiusi fra mura e ciottolato dove pare di avvertire il risuonare dei ferri degli zoccoli dei cavalli trattenuti a stento dai palafrenieri. Insomma profumo di favola in una modernità che stenta a prendere il sopravvento dove l’Arengo del popolo e i suoi Capitani dettano ancora il ritmo della vita.

INDIRIZZI UTILI

Ufficio Informazioni (Centro visitatori) – Piazza Arringo - Telefono e fax 0736/298204
Ufficio Regionale IAT (Accoglienza turistica) – Piazza Arringo - Telefono 0736/253045
Parcheggi : Ex Gil – Seminario – Torricella.

Non mi resta che salutarvi e raccomandarvi una visita ad Ascoli Piceno dove potrete trascorrere un week-end immersi come per effetto di una macchina del tempo in un epoca che non esiste più ma che l’architettura di questa città tramanda a noi posteri indegni forse di tanta bellezza e storia.

Byron2011

Didascalie delle foto personali allegate

1) Il Palazzo dei Capitani del Popolo
2) Il Forte Malatesta
3) Il Duomo
4) La Chiesa di San Francesco
5) Stemma di Sisto V
6) Torri Gemelle e Palazzo Merli in Piazza S. Agostino
7) Visuale di Piazza del Popolo
8) Porticato di Piazza del Popolo
9) Un Vicolo Ascolano
10) Un Ponte sul Torrente castellano


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epyman_2.0

epyman_2.0

30.11.2013 12:05

ripasso per l'eccellente

lucetta7

lucetta7

16.12.2012 14:04

Eccellente descrizione,come al solito,del resto!Sono stata ad Ascoli Piceno anni fa di passaggio ma spero di poterci tornare per fermarmi qualche giorno!Grazie per tutte le preziose indicazioni!

epy

epy

14.11.2012 08:43

eccellente

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