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Mi ricordo ancora la prima visita al mercato chiamato Bén Thàn. Allora la città si chiamava ancora Saigon e il Vietnam era ancora diviso fra nord e sud, fra comunisti e alleati degli americani. Ora la città è chiamata Ho Chi Minh City ed è considerata la capitale del Vietnam del sud. Nonostante tutto questo il cibo venduto per strada è ancora, e forse ancora di più, un business serio. La maggior parte dei locali consumano due dei loro tre pasti giornalieri presso le bancarelle poste nelle vie, dove a mio parere si trovano i migliori piatti della cucina vietnamita, ed in particolare i dessert “liquidi” chiamati “Chè”.
L’Asia, che nell’ultimo lustro è diventata la mia quasi residenza fissa, è un paese che amo per i suoi dialetti, per i visi sempre sorridenti e per la possibilità di mangiare, per strada, ottimi piatti a prezzi più che convenienti.
Ai tempi di Saigon i mercati erano pieni di piccole bancarelle e chioschi che vendevano cibi vietnamiti: da scodelle di bollenti spaghetti a delicati, coloratissimi involtini primavera, a croccanti focaccine farcite con cetrioli sott’aceto, carne di maiale e salsa di pesce.
Anche oggi, quando visito Ho Chi Minh City non lascio perdere la possibilità di visitare i mercati per assaporare bollenti zuppe, costine di maiale laccate e finire sempre con qualche assaggio di “Ché”.
“Ché” non è una semplice ricetta, anzi è una famiglia di ricette. Sono dei semplici dessert che hanno in comune molti degli stessi ingredienti, e che possono essere acquistati praticamente in ogni angolo della città: talvolta in negozi, talvolta da rugose signore intente a cucinare sopra fornelletti a gas dove stazionano pentole di riso bollito. “Ché” è quello che vedo mangiare dagli impiegati quando escono dall’ufficio, oppure alla sera dalle coppie di giovani accovacciati su i loro scooter. Il profumo del riso bollito, dello zucchero caramellato e del cocco si spande nei mercati e nelle affollatissime vie.
Il dolce è uno dei lati fondamentali della cucina vietnamita e questa è la ragione per cui esistono molte diverse varietà del “Chè”.
Quello che io preferisco “in primis” è conosciuto col nome di “chè dău trăng”, una specie di budino consistente servito freddo, fatto con riso bollito, zucchero e fagiolini (quelli che qui in Lombardia chiamiamo “fagiolini dell’occhio”). Dopo la preparazione viene messo in frigorifero dove pụ essere conservato per più giorni.
Il componente base della famiglia dei “Chè” è il riso a cui vengono aggiunti altri ingredienti in funzione del tipo: fagioli rossi, tapioca, sale, latte di cocco, zucchero di canna e, talvolta, anche frutta fresca. Alcuni “Chè” assomigliano a dolci e spesse zuppe che vengono confezionati in sacchetti di plastica e poi refrigerati, pronti per il consumo. Altri, come per esempio il “chè dău xanh”, sono tipicamente preparati e consumati durante i mesi estivi. Vengono serviti in bicchieri alti con frutta, ghiaccio, latte di cocco e purea di un fagiolo che si trova sono in alcuni paesi asiatici. Altri ancora sono dei budini che richiedono diverse ore di bollitura e vengono serviti caldi direttamente dalla pentola di preparazione. Peṛ tutti hanno una cosa in comune: la dolcezza naturale che rende il consumatore “Chè” dipendente.
Nonostante il fatto che il “Chè” si pụ trovare ovunque a Ho Chi Minh City, la più ampia gamma e la migliore qualità si trova in vendita nelle bancarelle del mercato Bén Thàn. Tali bancarelle hanno esposte le foto dei diversi tipi di “Chè” disponibili con una approssimata descrizione in inglese degli ingredienti. Bén Thàn è il giusto posto per iniziare a sperimentare questo particolare dolce vietnamita. Fra i vari tipi di “Ché” che qui si trovano, posso ricordare il “chè dău phông” (un dolce porridge con aggiunta di arachidi), il “ché cù súng” (una specie di zuppa fatta con fiori di ninfea), il “chè dău xanh ḍnh” (piccole palline di riso ricoperte di farina di un fagiolo che qui chiamano mung. Alcune bancarelle esistono da da diversi decenni con l’attività che viene tramandata da padre a figlio. Molto spesso dietro ad un bancarella si vedono i membri dell’intera famiglia impegnati a preparare questo tipico dolce vietnamita.
Al Cho’ Binh Tây, il mercato cinese, molti dei “Ché” hanno una impronta cinese che li contraddistingue da quelli tipici vietnamiti. Per esempio il “chè dău hyet” contiene più fagioli rossi che riso. Poi ci sono i “Ché” preparati dai cinesi per le occasioni speciali, come il “sâm bo’ luro’ng”, una zuppa dolce servita fressa con frutti tropicali per propiziare un felice matrimonio.
Chiaramente questa specialità, oltre che nei mercati o nelle bancarelle stradali, si trova anche in alcuni negozi come per esempio al “Ché 75” sulla Trän Huy Lieu oppure al “Ché 87” sulla Trän Quang Diêu”.
Quindi se andate in Vietnam non tornate a casa se prima non avete assaggiato almeno uno dei tanti “Ché”.
27.07.2012 22:33
eccellente
23.07.2012 23:34
eccellente
17.07.2012 12:50
i mercati asiatici mi attirano molto per i loro colori, sono molto restia a mangiare per strada ma se non provi non puoi sapere. Ciao e grazie