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Un quattro stelle a Parigi in zona centrale, non lontano dall’Opéra. Un momento, un momento, ho detto un quattro stelle. Niente marmi, luccichii e fasti imperiali, vi state confondendo con l’Hotel Ritz (che in effetti è a due passi) e simili, quelli non hanno stelle, sono costellazioni. Un quattro stelle dicevamo, l’ambiente è tipicamente accostabile ad una vita da 3 stelle italiane. Vi ho tolto ogni entusiasmo? No, dai vabbé, siete in posizione strategica sia per turismo non lontano dal Louvre dove è possibile trovare attracchi dei collegamenti in battello via mare e poco lontano dalla stazione ferroviaria della Gare Saint Lazare, nonché siete prossimi al capolinea di un servizio bus diretto da e verso l’aeroporto Charles De Gaulle. Che siete vicini ai collegamenti della metropolitana va senza dire, questa è Paris! Andiamo con ordine. L’Astra Opéra fa parte della catena Best Western (sparsa nel mondo in 80 paesi) . Al suo interno ci sono tre tipologie di stanze (qualità base, media e deluxe). Io ho alloggiato dal 18 al 23 agosto (Alta stagione) in una tripla di classe media per trecento euro al giorno, il prezzo al quanto contenuto visto che le tariffe di quel periodo raggiungono anche i 527 euro visto che ho prenotato tramite agenzia l’hotel + il volo con Air France. Sottolineo che questo albergo funziona esclusivamente in formato bed and breakfast. Vediamo più da vicino i dettagli.
ACCOMODATION
Accorgimento da prendere nota, state attenti. Arrivo in hotel e alla reception in formato pomeridiano c’è il sosia cattivo di Nelson Mandela. - Bonsoir et voilà… le carte d’identità. Il tipo ci fissa e dice di non averne bisogno, quelle semmai servono alla polizia nel caso venga a cercarci. Alla reception ti chiedono solo se hai una carta di credito. - Ehi, baby, un momento, noi abbiamo già pagato in agenzia e questo è il vaucher della ricevuta. Comprends? Eh,si. Ma lui dice che la carta di credito serve per vedere se puoi garantire le spese extra delle bevande non incluse e eventuali danni.
REGOLA NUMERO 1 DELL’ASTRA OPERA: fagli vedere la carta di credito, poi gli dici Bonjour.
E insomma, può capitare che se avete già pagato in anticipo lasciate a casa la carta di credito. Beh, non fatelo. Pure se avete con voi una Postepay dategliela. E il buonsenso volle che avessimo con noi una carta di credito di quelle di un vecchio conto con pochi eurini su. ( E altrimenti Monsieur Nelson che avrebbe fatto? Ci sbatteva fuori,mah? )
SPAZI COMUNI, ARREDAMENTI
Accolti in un ambiente austero, le luci a faretti, le pareti color maionese, uno stile minimal, con quadri dal design essenziali e schematici fatti di linee e figure geometriche lasciano qua e là qualche stroncatura di un mobile composto e pesante in stile liberty di marmo e legno scuro.
Occhio all’ascensore, capienza per 3 persone, circa 500 kg di portata. Se il peso dei passeggeri è sballato, suona l’allarme fin quando il peso è ottimale. Occhio alle porte, le cellule non hanno i riflessi pronti, saltate subito dentro, altrimenti, la sardina è servita. Per arrivare al vostro piano (6 in tutto) un po’ c’è da aspettare, è un ascensore a prenotazione. Lo sgomento, soprattutto in discesa, di chi aspetta la sua chiamata trovando ogni volta l’ascensore piena è consuetudine. Esiste poi un altro ascensore,
Fotografie per Best Western Astra Opera, Parigi
la facciata
esiste la freccia ma non ho mai trovato dove si trovi, destinazione: vista panoramica del settimo piano. Poco male, raggiungete i magazzini La Fayette a 5 minuti a piedi e anche lì trovate una veduta dal 7 piano su un’ampia terrazza che corrisponde all’altezza del primo piano della Tour Eiffel. Tutta Parigi sotto di voi.
C’è una saletta da hall ma poco frequentata, quasi un incavo. In un albergo dove non si socializza e ognuno pensa ai fatti suoi.
LE CAMERE (vedi in dettaglio le foto allegate)
Ero alla 403. Una tripla: letto matrimoniale + un lettino aggiunto.
Traduzione:
Letto matrimoniale = due lettini accostati vicini ognuno con due cuscini, di quelli sottili e soffici (uno solo sembra raso terra, due un po’ troppi) e una coperta di piume d’oca (e no, senza lenzuolo)
Il terzo letto è organizzato alla buona e meglio: una coperta di lana, un lenzuolo e non troppe cerimonie.
Ah, mi raccomando, occhio alle chiavi, si entra con la card, infilatela nel lettore, lucetta verde, tiratela subito fuori e zack, scatta la serratura… beh, diciamo che di norma non si azzecca il meccanismo al primo acchito…attenzione che Nelson si arrabbia.
In camera è disponibile un frigobar travestito da comodino, quello che ospita il telefono. C’è uno scrittoio in legno, un balconcino con tende di stoffa. Vista panoramica? Nada. Siete in realtà in un vicoletto. Rue Coumartine, poco lontano dalle fermata Auban del metrò.
La tv è uno schermo piatto della Samsung dotato,ovviamente, di tv satellitare. Pochi canali stranieri. Agli italiani tocca Raidue, punto e basta. Che altro? La moquette sul pavimento e un mobile a due ante a specchio, di quelli che se vi girate sul fianco vedete anche la tv appesa al muro, forse troppo in basso se non la vedete da seduti. Niente design, semplicemente essenziale, applique al muro compresi.
Per la zona bagno, come di consuetudine nei migliori alberghi di Francia, manca il bidet. Il WC si trova come di consueto in un angusta stanzetta pseudo cabina telefonica, forse troppo angusta se, seduti sul bagno le vostre ginocchia toccano la porta aprendola con quel caratteristico spiffero da brivido dell’aria condizionata (quando vi fanno la stanza, lasciano la climatizzazione a 22 gradi)
La sala da bagno ha un ampio lavandino in marmo e a lato c’è una vasca da bagno. Ha il bocchettone della doccia attaccato al muro, senza braccio manuale e in alternativa un grosso rubinetto con un getto più in basso. Una sorta di lavandino, va.
L’insonorizzazione delle stanze non è proprio sopraffine, i vicini sembrano essere da voi,soprattutto di notte. Il corridoio è un cunicolo stretto e un po’ buoi all’insegna delle luci fioche.
COLAZIONE
Salottino con sedie di velluto rosse o divanetti ad angolo, senza posti assegnati. Ti guardi intorno e leggi sui tovaglioli di carta “Best Wester. La catena di alberghi più francese che ci sia” o qualcosa del genere. Beh, a giudicare dai camerieri e da tutto il personale non credo. Ittogami il coreano, una giapponesina e un algerino. Vabbé W il multiculturalismo!
A colazione sono da provare i cornetti (non surgelati) le girelle al cioccolato e una sorta di piccoli saccottini. Un po’ di colazione all’americana, polpa di mela (una sorta di omogeneizzato per adulti, interessante), nutella, vasettini di vetro di marmellata e un po’ di frutta fresca mentre ai tavoli servono “lait ou café” ma potete chiedere di farvi servire un Espresso (sapore non italiano,eh?)
DOVE MANGIARE NEI DINTORNI
Quello che ho capito dopo questa mia prima incursione parigina è che di questi tempi, con una città del genere, una guida Lonely planet per riscoprire i tesori nascosti e realmente caratteristici delle capitali. Questo detto in soldoni, sarà che i tempi di Mitterand e dei francesismi ad oltranza sono un optional ma…
In questa traversina i ristoranti italiani o pseudo tali sono d’obbligo (credetemi, mi piange il cuore, mangio sempre cose “indigene” ma se a Parigi non ti arrangi a mangiare italiano le alternative sono i sushi bar,kebab e i fast food, altro che escargots)
CAFE’ DE L’OLYMPIA
Partiamo da quello con la faccia più francese, va. Questo è il bar che fa angolo alla fine della strada. Potete mangiare crepês e croque monsieur. Un po’ più caro degli altri, ma ne vale la pena. Di italiano c’è un cameriere,Palinuro, provincia di Salerno. Vi guarda in faccia, scopre che siete italiani e non fa tante cerimonie a parlare nella nostra lingua.
MAISON DE CREPES
Se agli emiliani che mi stanno leggendo chiedo cos’è la Cerelia so che sanno di cosa sto parlando. Acqua minerale imbottigliata a Bologna dal sapore frizzante ed asprigno, e bene. L’acqua minerale dei locali di questa traversa non è che quella. Con l’aggiunta che qui trovate anche il prosciutto di Parma. Occhio però a quel cartello in vetrina col menù delle bruschette. Non ce ne sono. Ma le mega insalatone si fanno ripagare.
RISTORANTE FIRENZE
Beh. Questo lo trovate per direttissima davanti all’hotel. E’ una pizzeria: il sapore delle pizze è un po’ bislacco, crude e farinose sotto, sopra dalla parvenza surgelata. Una margherita è una pizza alla mozzarella con due olive nere (curiosa,ma anche gustosa se andate sulle pizze semplici), meglio che una pizza con pomodori crudi che pure ho visto, non vi pare? Le omelette del locale non sono male. Ma di fiorentino c’è ben poco. Dalle foto di artisti francesi da Aznavour al più sconosciuto che tappezzano il locale parlano chiaro: dalle dediche negli autografi pare che il proprietario è un certo Ohniuk. Arabeggiante,no? Ma comunque, il proprietario di Maison de Crepes viene a sgraffignare baguettes e acqua Cerelia. Un punto a favore lo do per i dessert. Avete presente i sorbetti di Antica Gelateria nel guscio di cocco e nella buccia di limone? Beh, qui esistono anche al mango e all’arancia, sono artigianali e non è niente male.
PIZZERIA SAN GIORGIO
Questo qui fa una pizza all’italiana come si deve, soffice e precisa. Qualche omelette nel menù, ma per il resto è tutto un trionfo di piatti “à la bolognaise” tra tortellini, lasagne, pasta e tali “fettucci mafiosi”. Magari non barcamenatevi troppo in piatti eleborati, ma comunque, se volete una consolazione più francese (lo so, siamo all’osso), le torte sono tipicamente nazionali: la tarte Tatin alle mele cotte, la torta al limone (squisita col suo strato di panna!) e all’albicocca. È quello che più consiglio fra quelli elencati.
ALTRO
Questi sono i locali che ho toccato con mano. Ho notato che c’è anche un ristorante con piatti portoghesi vicino al san Giorgio e subito dopo l’hotel c’è un piccolo mini market, l’unico svantaggio è che apre alle 10.30. lì vicino c’è anche il piccolo teatro Coumartine, chissà, date un’occhiata, certe sere c’è la coda.
Di sera non vi consiglio di allontanarvi molto, è una zona un po’ scura e sull’imbocco che da su Rue de Capucines la sera diventa un bivacco di senza tetto che dormono e di ragazzi un po’ più brilli del solito. Magari, sul presto, concedetevi una piccola passeggiata fino all’Opéra per vedere la facciata illuminata, vi sconsiglio l’altro versante del viale di Rue De Capuccines: qualche sparuto sexy shop et similaria (ma cosa vuoi che sia in confronto a Pigalle) in una zona semi deserta e buia.
Fino a questo punto l’hotel e le sue vicinanze non mi entusiasma al massimo ( si era per caso capito?) ma la posizione strategica un po’ ripaga.
IMPORTANTE: PER CHI ARRIVA DALL’AEROPORTO CHARLES DE GAULLE
Per arrivare dallo CDG in taxi ci vogliono 45/50 euro. I francesi in automobile sono la prova su strada di Fast and Furious. Motivo per cui se conoscete qualche parigino scoprirete che è una rarità se hanno la Dunque, chi ve lo fa fare.
Un ottimo servizio è RoissyBus, un maxi autobus che dall’aeroporto arriva diretto all’Opéra, dunque facilmente raggiungibile a piedi per l’albergo.
Il bus costa 7 euro a persona. Potete prenderlo dall’aeroporto seguendo le indicazioni per l’uscita “niveau 5”, i biglietti si vendono direttamente a bordo, il viaggio dura poco più di 30 minuti. Al ritorno, comunicando l’imbarco al terminal, l’autista ferma proprio davanti alla vostra entrata. Il risparmio di tempo e fatica è consigliato.
PER MUOVERSI IN BATTELLO
Bateau Mouche? No, troppo caro e spella turisti. Siate più dinamici. Dalla zona Louvre, direttamente sulle rive della Senna trovate BatoBus, un servizio trasporti via mare, un piccolo battello che ferma a:
- Champs Elysées - Tour Eiffel - Musée D’Orsay - Saint Germain de Pres - Notre Dame - Jardin De Plantes - Hôtel de Ville - (le fermate sono solo in senso orario, il capolinea è alla tour Eiffel, il che vuol dire,ad esempio che se dal Musée d’Orsay volete raggiungere la tour Eiffel dovrete rifare il giro per intero)
Vi consiglio di fare un abbonamento per due giorni, è il mezzo più pratico per spostarvi. Potete salire e scendere tutte le volte che volete. I tempi di attesa sono al massimo di 20 minuti e da una fermata all’altra si impiegano 5/10 minuti. Si paga 40 € per gli adulti e 19 € fino a 12 anni. Anche gli studenti hanno riduzioni, portate con voi la tessera studenti per certificarlo (e portatela sempre con voi, in Francia le riduzioni vi sorridono, da studentessa ad esempio, la mia visita al Musée d’Orsay è stata gratuita) . Trovate in dettaglio tutte le info sul servizio Bato BUS qui: http://www.batobus.com/
PER ARRIVARE IN HOTEL
Attenzione alle piante di Parigi, spesso le traverse e i dettagli mancano, le scale sono molto rimpicciolite e distanze immense sembrano brevi (arco di trionfo docet). Magari stampate una cartina localizzata della zona * Dunque per arrivare all’Astra Opera seguite queste indicazioni.
Prendendo come punto di riferimento il teatro dell’Opéra, alle vostre spalle trovate i magazzini La Fayette. Attraversate, proseguite sulla sinistra. In direzione Auban (c’è anche la fermata del metrò che ha questo nome), un po’ più avanti, dopo i semafori, c’è un negozio che si chiama GAP, in quella traversa c’è Rue Coumartine. E voilà siete arrivati.
IN CONCLUSIONE
Dovessi ritornare in quest’hotel? Lo farei per la posizione strategica, ma assodando di aver imparato ad orientarmi, beh, preferirei una location nel quartiere Hôtel de Ville più caratteristico e dall’aria più francese che davvero si fatica a trovare un po’ troppo spesso.
19.09.2009 23:48
Ripassata :)
19.09.2009 17:54
Una splendida opinione....per poco non ci siamo incontrate a Paris.! Ripasso
11.09.2009 19:43
Eccellente, completa e molto interessante! :))