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CRETA ON THE ROAD

4  19.10.2007

Vantaggi:
Libertà di movimento a bassissimo costo !

Svantaggi:
Non sai mai dove dormirai !

Consiglio il prodotto: Sì 

silgmaris

Su di me: La Vita è Bella perché Tutto fa Brodo!

Iscritto da:29.01.2007

Opinioni:64

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In media l'opinione è' stata valutata Eccellente da 47 utenti Ciao

Quest'anno avevamo proprio voglia di farci una bella vacanza diversa dalle solite... basta roba organizzata a puntino circondati da baraonde di turisti... cerchiamo una nazione "tranquilla" sul sito di ViaggiareSicuri, che non sia troppo lontana per non spendere troppo (sto cercando di risparmiare per la Namibia o per l'Uganda)... ci balza all'occhio la Grecia: qui dietro l'angolo e ancora mai vista! Dove andiamo? 15 giorni su un'isola ci annoiamo però... però Creta è abbastanza grande! Bene! Andiamo a Creta!

Primo STEP: chiediamo qualche informazione ad amici e parenti per capire cosa aspettarci... e ci ritroviamo una lunga lista di posti da visitare, di cose da fare e di cibi da assaggiare.
Secondo STEP: mi riempio di informazioni da Internet: itinerari, luoghi storici, città, cultura, usi... e prezzi!
Terzo STEP: scegliamo che fare e decidiamo di prenotarci il volo (rigorosamente su internet), ci prenotiamo il primo albergo per un paio di notti (almeno la prima sera sappiamo che dormiremo da qualche parte!)... e poi decidiamo come spostarci e scegliamo una jeep che sia decapottabile e vado alla ricerca (sempre rigorosamente su internet) di un buon noleggiatore di auto e prenoto la mia jeep.

Riassunto degli Step precedenti:
. volo Meridiana da Milano Malpensa a Heraklion via Fiumicino, per 2 persone, andata e ritorno: 576Euro, tasse comprese.
. primo albergo prenotato tramite booking.com: Renieris Hotel: 47 euro al giorno a coppia con colazione, camera vista mare.
. Suzuki Jimny 4x4 1.3 benzina prenotato tramite internet alla Alianthos: circa 50 euro al giorno TUTTO compreso (tranne la benzina ovviamente e con la Kasko senza franchigia che quasi nessuno ti garantisce!)

------ A questo punto possiamo partire!

Arriviamo all'aeroporto di Heraklion giovedì pomeriggio intorno alle 17.00 locali e subito fuori ci aspetta l'addetta della Alianthos per consegnarci il nostro splendido Suzuki Jimny. Dopo pochi minuti per espletare quanto dovuto (e pagare...) per prender possesso della macchina... partiamo in direzione di Chania dove a pochi chilometri dalla città abbiamo il primo albergo prenotato per i primi tre giorni.
Il primo impatto con Creta, con Heraklion, non suscita in noi tanto successo.
Ci aspettavamo un dipendente della società che ci noleggiava la jeep con baffoni neri, carnagione scura, magari pure grosso e brutto, invece ci troviamo davanti una biondina che parla un perfetto inglese, se fosse stata norvegese non avremmo notato la differenza.
Heraklion non l'abbiamo visitata ma ci è parsa troppo "metropoli", caotica e piena di vita, industriale e commerciale, ma con nell'aria atmosfera turca e araba; le strade sono buone ma mai perfette, i cartelli stradali sono chiari, ma non sempre, la gente porta il casco e indossa la cintura di sicurezza, ma non sempre (e qualche volta trovi una famiglia di quattro persone su piccoli motorini...)
Ci guardiamo in giro cercando di uscire dalla città, prendendo confidenza con la jeep e per rimetter i piedi per terra dopo il primo impatto con le nostre vacanze; ci fermiamo pochi chilometri fuori Heraklion per tirare il fiato e per iniziare le vacanze con calma...

Giungiamo poco prima di sera nel nostro alberghetto in cima ad una collina vista mare a Kato Stalos, pochi chilometri dopo Chania: Hotel Renieris, conduzione familiare, con colazione e piscina, camera pulita e veduta eccezionale e con l'unico neo di una strada piuttosto rumorosa a poche decine di metri di distanza, ma nulla di catastrofico. Lasciamo i bagagli, ci guardiamo in giro e poi riprendiamo la jeep per andare a cenare a Chania. Il caso vuole che la prima sera ci ritroveremo a fare la cena migliore di tutta la nostra vacanza in un bellissimo ristorantino nella zona vecchia ricavato in una vecchia fabbrica del sapone, distrutta da un incendio e rimasto a cielo aperto, con musica tipica cretese dal vivo. Una splendida serata allietata poi da una piacevole passeggiata nel bellissimo porticciolo di Chania dove, tra una moschea ed i ruderi superstititi dei bombardamenti della seconda guerra, si affacciano ristorantini e locali di ogni gusto.
La prima mattina non poteva che esser dedicata alla spiaggia, a pochi passi dall'albergo (in discesa per mezzo di una scalinata), spaziosa e libera, di arena scura, con mare pulito e limpido dalle lunghe onde basse. Qualche ora di relax al sole; non troppo esposti perché ancora bianchi come due mozzarella (mia moglie no perché si era già fatto un po' di mare, ma io si... decisamente!). Per pranzo decidiamo di tornare a Chania per visitare il mercato coperto, molto carino, turisticizzato ma con ancora angoli tradizionali, poi nel pomeriggio una passeggiata tra le chiese e i monumenti tipici della città e poi via di nuovo al mare... ma questa volta cambiamo! Andiamo a visitare la penisola di Chania e troviamo sulla nostra guida il nome di Stavros dove è indicata una bella spiaggia: in effetti la guida ha ragione, una baia circolare con una tranquilla spiaggia, in fronte ad un promontorio roccioso ci riserva anche uno splendido mare tranquillo e limpido. Un altro pomeriggio di mare e riposo e prima del crepuscolo rientriamo verso l'albergo fermandoci in uno dei milioni di minimarket lungo la strada per comprarci qualcosa da mangiare per la sera... e ceniamo sul balcone della camera difronte ad un tramonto mozzafiato...
La mattina del terzo giorno decidiamo di dedicarci alle montagne che tanti amici ci hanno consigliato di visitare, soprattutto le affascinanti gole che attraversano l'isola dai due lati in parecchie zone, sia ad ovest che ad est. Ci dirigiamo quindi verso l'altopiano di Omalos e da subito ci stupiamo come, nonostante il caldo, l'interno dell'isola sia decisamente verde, ricoperta di tanti oleandri e ulivi poi, lungo il tragitto scopriamo diversi pozzi da cui, evidentemente, i cretesi estraggono l'acqua per i loro campi, e spesso intorno a questi incontriamo nugoli di Kri-Kri, le simpatiche e piccole caprette locali. Simpaticissimo paesino lungo il tragitto in cui fermarsi a fare quattro passi è Laki, molto carino, caratteristico ed ospitale. Dopo un lungo tragitto tra le montagne, su strade impervie talvolta e perfette in altri tratti, raggiungiamo questo vasto altipiano ricoperto di uliveti e con poche case raccolte nel suo centro per poi giungere al suo lato sud-ovest da cui parte la Gola di Samaria, probabilmente la più nota, che prevede un percorso di circa 3 ore a piedi per raggiungere il lato opposto dell'isola difronte al Mar Libico. Qui giungono ogni mattina diversi pullman che abbandonano il loro carico di turisti per poi andarli a riprendere in prossimità di Hora Sfakion, dove arrivano via battello da Agia Roumeli, l'altro lato della gola. Noi invece non intraprendiamo il cammino in quanto impreparati con l'abbigliamento e perché avremmo dovuto rientrare sempre a piedi per un percorso di circa 6 ore (va bene tutto... ma son pur sempre ferie!). Facciamo una piacevole sosta quindi sulle panchine in legno, in compagnia di tre locali, sotto un enorme albero di fichi e tempestati costantemente dal frinire delle infinite cicale cretesi. Rientriamo poi cercando percorsi alternativi sempre affascinati dal verde e dai panorami dell'entroterra. Giunti in prossimità di Chania decidiamo di andarci a rilassare in qualche spiaggia sulla sua penisola. Proviamo il lato est... ma a forza di spingersi sempre
Fotografie per Creta
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Creta Fotografia 5722165 tb
Un bel tramonto dal Skato Stalos
più in la, superando anche l'aeroporto militare, raggiungiamo l'ingresso dell'immensa discarica a cielo aperto di Creta... e fuggiamo via per tornare alla baia di Stavros che ci era tanto piaciuta il giorno prima dove ci rilassiamo fino a sera quando torniamo in albergo e ci dedichiamo un po' al piacere della piscina completamente vuota.
La mattina del quarto giorno raccogliamo le nostre cose e lasciamo questo piacevolissimo alberghetto dopo una lauta colazione, pagando quanto pattuito via internet alcune settimane prima e partiamo alla volta di Elefonisi (Elafonissi) senza sapere ancora che strada fare, dove dormire, dove mangiare...
Elefonisi in realtà non è una località ma solo una splendida spiaggia che unisce Creta ad il suo isolotto, meta di tutti i turisti della costa nord/ovest di Creta; infatti tutti ci hanno sempre consigliato di viverla fino alle 11.00 del mattino oppure dopo le 17.00 del pomeriggio in quanto, in quell'intervallo, è ricoperta di bagnanti chiassosi e caotici. Detto questo decidiamo di prolungare il nostro spostamento per visitare qualche località lungo il percorso e magari trovando altre spiagge dove fare il bagno per giungere a destinazione nel pomeriggio e dedicarci alla spiaggia solo quando il marasma si è allontanato. Decidiamo alla fine, sfogliando la nostra mappa dell'isola di percorrere le montagne passando per l'interno, raggiungendo quindi le località di Kaloudiana, Heretiana, Topolia, Vlatos su un piccola deviazione per evitare la strada principale e guardare il panorama da più in alto, Rogdia, Vathi e poi giù fino alla lunga spiaggia ciotolosa di Stomio dove ci fermeremo a gustare il vento in riva al mare prima di proseguire fino ad Elafonissi pochi chilometri lungo la costa.
Raggiungiamo Elafonissi ancora troppo presto e infatti scappiamo via non appena notiamo la quantità di vetture e pullman parcheggiati in prossimità della spiaggia e decidiamo prima di procurarci una stanza dove dormire, lasciare i bagagli e tornare prima del crepuscolo. Proviamo prima un'affitta appartamenti ma ci chiedono troppo e quindi cerchiamo qualcosa di più tranquillo e troviamo un eccezionale albergo "Panorama" a Chrissoskalitissa (Hrissoskalitissa): 7 camere in un edificio in costruzione isolato e lontano dalla strada gestito da un ragazzino che avrà 15 anni e dal fratellino poco più piccolo. Superate le difficoltà con la lingua (io il greco non lo conosco e lui non parlava una parola di inglese) per capire se nel prezzo era inclusa o no la colazione... e con 25 euro ci danno una camera enorme, pulita, con bagno, frigo ma soprattutto un panorama mozzafiato sul mare da cui assisteremo ad un altro tramonto strepitoso e una stellata come viste raramente.
Mentre ci prepariamo per la spiaggia e lasciamo i bagagli in stanza notiamo dal balcone che poco distante dall'albergo si scorge una piccola baietta che decidiamo subito dopo di raggiungere prima di andare fino alla spiaggia di Elafonissi. Praticamente a 200 mt dall'albergo troviamo quindi questa piccolissima baia circolare, scavata negli scogli e usata dai pescatori greci per attraccare le loro piccole barche e ci fermiamo in compagnia di una coppia di greci a fare il bagno e rilassarci poi all'ombra di un ombrellone di paglia con tavolino e panca facendo un po' di parole crociate... passate le ore più calde decidiamo quindi di chiudere la giornata di mare alla spiaggia di Elafonissi che raggiungiamo verso le 17.00 quando infatti inizia a svuotarsi... spiaggia vasta, lunga, su più lati, di arena rosa che si chiede gentilmente, tramite sobri cartelli in più lingue, di non rubare (ma che puntualmente troveremo qualche turista infilarsi in bottiglia!), acqua calda e limpidissima. Faremo più bagni a più riprese "pucciandoci" piacevolmente per rinfrescarci in questa vasca di acqua limpida e tranquilla per un paio di ore. Dopo aver mangiato sul terrazzo guardando uno spledido tramonto andiamo a fare una passeggiata al paesino poco distante dove scopriamo un affascinante Monastero che in teoria doveva esser chiuso ma che grazie alla "faccia tosta" di mia moglie riusciamo a visitare dopo un autoritario "Five Minutes!" del prete ortodosso che ne è custode.
Si racconta che questo Monastero fu salvato dall'assalto dei turchi per intervento divino ed è visibile la nicchia da cui dovrebbe esser comparsa la spada che ha eliminato gli assalitori; la storia è comunque narrata su una lastra in marmo all'ingresso.
Ci addormenteremo serenamente osservando una indimenticabile stellata cullati dal vento e dalle sciabordio delle onde del mare...
Il mattino seguente salutiamo i nostri due ospiti e, dopo uno squisito jogurt greco per colazione, partiamo in direzione del nord per una tappa intermedia verso Hora Sfakion. Decidiamo questa volta di fare il percorso lungo mare ma, nostra meraviglia, ci troviamo ancora su per le montagne ed il mare rimane qualche centinaia di metri sotto di noi. Qui la strada è davvero bella ma il fatto che i guard-rail siano davvero rari ogni tanto ci fa temere sui tratti più pericolosi. Il mare è troppo bello per rinunciare ad un bagno lungo il percorso e decidiamo di fare una breve deviazione fino a Falassarna dove troviamo un'altra splendida spiagga dalla sabbia bianca/rosa/nera. Riprendiamo poi il nostro percorso fino a decidere di fermarci a Kalives. Simpatica cittadina piuttosto movimentata e piena di affitta camere. La stanza che troviamo non è delle migliori e piuttosto costosa ma siamo stanchi e ci accontentiamo. Pranziamo in spiaggia con della frutta e ci crogioliamo al sole tutto il pomeriggio. Ceniamo piacevolmente in un bel ristorante in riva al mare, ottimo carne e ottima verdura e un bel piatto di anguria con la bottiglia di Raki in chiusura (che scopriamo essere d'uso accompagnarla al conto).
Il mattino seguente, dopo aver fatto colazione in un bar a gestione famigliare (ci servirà un bimbo di circa 6 anni) sulla spiaggia, partiamo per Hora Sfakion. Il tragitto è come sempre spettacolare ma questa volta, più ci spostiamo a sud, iniziamo a sentire davvero caldo, il vento che giunge dalla Libia si scalda ulteriormente sotto il sole cocente e le montagne pietrose. Lungo il percorso di montagna ci fermiamo per visitare una grotta, la più grande di tutta Creta ci dicono: una bocca di 20 metri di diametro che si apre a metà montagna, qualche decina di metri sopra la strada, poco profonda ma davvero ampia. Qualche foto, un po' di fresco e poi via, si riparte in direzione di Sfakkia. Raggiungiamo questo piccolissimo paesino cresciuto tutto intorno ad un altrettanto piccolo porticciolo nel primo pomeriggio quando fa davvero un caldo tremendo, molto probabilmente siamo oltre i 40° ed al sole è davvero dura resistere. Visitiamo un paio di alberghetti e poi scegliamo il più lontano dall'ingresso al paese. 45 euro a notte con aria condizionata, TV satellitare ed una camera dalla vista invidiabile, direttamente a sud verso la Libia, sul mare; la prima sera sarà tanto limpida da riuscire a distinguere in lontananza la piccola isola di Gavdos. Durante la trattativa sul prezzo chiedo se fa sempre così caldo e il proprietario dell'albergo esortisce con un sintetico "fottuto caldo" in inglese che mi lascia pochi dubbi. Qui le spiagge sono pietrose ma il mare è il più limpido che abbia mai visto in tutto il Mediterraneo; durante le mie nuotate con la maschera riuscirò a vedere tanto in profondità da farmi quasi impressione, l'acqua è piacevolmente fredda ma forse è l'impressione per lo sbalzo termico con i 40° esterni. Un consiglio a chi decide di fermarsi in questa splendida località: rimaneteci ALMENO una notte e raggiungete la spiaggia in direzione di Anopoli che è decisamente più grande di quella di Sfakkia ed ha anche il fascino di alcun grotte raggiungibili solo a nuoto. Se poi siete dei buoni nuotatori: tra le due spiagge ne è presente un'altra raggiungibile solo via mare, potrà regalarvi dei momenti di tranquillità memorabili!
Durante la nostra permanenza di due giorni vivremo dei momenti davvero piacevoli: una tartaruga Caretta-Caretta verrà a trovarci in porto la sera del primo giorno, riusciremo anche a fotografarla durante le sue brevi emersioni, e la mattina del secondo giorno invece, ci verrà a trovare vicino la riva, uno splendido pesce farfalla azzurro. Tra le altre piacevolezze qui abbiamo trovato, nella via laterale a quella principale, un ottimo panettiere/pasticcere di cui vi consigliamo ogni specialità (i gestori sono un uomo ed una donna, meglio trovarvi da soli con l'uomo: più generoso!).
Il pomeriggio del secondo giorno a Hora Sfakion (il nostro 7° giorno di permanenza) è il più caldo di tutta la nostra permanenza; un vento bollente scende dalle montagne pietrose e l'impressione è quella di avere un asciugacapelli acceso direttamente puntato sulla faccia: in questi giorni beviamo qualche litro di liquidi a testa senza mai sudare e far pipì tanto fa caldo: qualcuno parla di 50° e sinceramente non stento a crederci; facciamo una breve gita a FrangoKastelo, pochi chilometri ad est, visitiamo il Castello ma fa troppo caldo per rimanerci e dopo pochissimo decidiamo che è ora di fare una siesta, almeno per le ore più calde, in camera o rischiamo davvero di star male dal caldo. La sera facciamo una piacevolissima passeggiata lungo il porto nella tranquillità del paese dopo il crepuscolo... la mattina dell'ottavo giorno, decisamente a malincuore, puntiamo verso una nuova località: splendida Hora Sfakion, rimarrà nei nostri cuori come la località più bella visitata a Creta, ma la nostra intenzione è vedere quanto più possibile.
Sempre su indicazione di amici e parenti puntiamo a Est, verso Matala, nota al mondo come meta di Figli dei Fiori. Fa ancora un tremendo caldo ed entrare nella verde regione di Rethymno ci procura un gran piacere per la sua vegetazione ancora più fitta grazie alle numerose sorgenti d'acqua; percorriamo la strada attraversando Skaloti, Selia, Mirhtios, Assomatos, deviamo su per le colline per Frati: piccolissimo e pittoresco paesino dalla dolce accoglienza, scendiamo poi sulla strada principale in direzione di Spili, nota località per le famose fontane e per l'abbondante acqua. Sempre per evitare le strade principali decidiamo di deviare verso l'interno dell'isola e seguire la strada per Gerakari, Vrisses (altro splendido paese!), Ano Meros, Hardaki per poi tornare verso il mare passando per Gregoria, Magarikari, Lagoli e Timbaki... dove ci troviamo in una vasta pianura che non ci aspettavamo. Passiamo quindi per Kamilaki, Kalamaki, Komos e quindi Matala... dove abbiamo un altra brutta impressione. Pullman, alberghi, bar, macchine... caos!!! Facciamo un giro, cerchiamo di renderci conto della situazione. In pratica Matala è una spiaggia con un'unica via alle sue spalle ricoperta di Alberghi, affittacamere, bar e ristoranti. Non esiste paese, non esistono altre strade e subito incollato alla spiaggia c'è un simpatico parcheggio a pagamento. Non apprezziamo affatto e quindi decidiamo di spostarci un po' per venire eventualmente a visitare Matala la sera o comunque in un altro momento. Torniamo a qualche chilometro prima, Kalamaki. Piacevole paese lungo mare, con una lunghissima spiaggia con gli ombrelloni e sdraio gentilmente offerti dai ristoranti e bar lungo la strada. Cerchiamo da dormire e troviamo subito a poco prezzo un simpatico edificio a terrazze vista mare (da tale Psiloritis): camere con balcone, frigo ed aria condizionata, il tutto per 30 euro a notte! Perfetto: ci fermiamo due notti; abbandoniamo i bagagli in stanza e ci fiondiamo subito in spiaggia... spiaggia dalla sabbia ardente visto che rischieremo più volte ustioni ai piedi! Il mare è sempre in movimento, giorno e notte, ma il bagno si può fare sempre, l'acqua è come sempre limpida e non troppo fredda. La sera abbiamo voglia di pesce fresco e, nonostante io stia poco bene (forse un colpo di sole!) decidiamo per il ristorante più simpatico sul lungo mare, dove ci servono un pesce fresco davvero squisito (40 euro in due) bagnato da birra locale e con la gentilezza del proprietario che verrà a pulircelo al tavolo quando noterà la nostra inesperienza! Il mattino seguente vogliamo cambiare spiaggia e quindi andiamo nella zona degli scavi di Komos (chiamato anche Komo e Kosmos) dove non troviamo altro che la continuazione della spiaggia di fronte alla nostra camera... semplicemente più isolati ancora. In questa zona, in maniera ottimamente segnalata, è possibile fare anche nudismo mentre in alcuni tratti bisogna stare attenti alla segnaletica in quanto la spiaggia è luogo di deposizione di uova delle tartarughe Caretta-Caretta e ci sono queste zone recintate per la protezione delle uova. Rientriamo in tarda mattinata in quanto il caldo è troppo intenso per rimanere al sole nelle ore più calde e chiediamo in paese dove poter trovare una buona anguria (le voglie son voglie...) e un simpatico anziamo mi consiglia un venditore di angurie in fondo al paese... davvero eccezionale!! Pranzeremo sul balcone della nostra stanza (all'ombra) a base di anguria al modico prezzo di un euro e mezzo! Il pomeriggio preferiamo non spostarci, abbiamo voglia di riposare e ci dedichiamo alla spiaggia con ombrellone sotto la nostra stanza e decidiamo di rimanerci fino al tramonto, come al solito mozzafiato! Prima di coricarci decidiamo la meta per il giorno seguente, le idee sono poche e ben confuse e, poco convinti, decidiamo di andare a Tsoutsouros anche se non troviamo granché di indicazioni sulle nostre guide; la mattina chiediamo poi qualche informazione alla simpatica signora che ci aveva affittato la camera, sia lei che la sua amica ci annuiscono che è un bel posto e quindi partiamo sereni.
Il decimo giorno vorremmo non raccontarlo in quanto troveremo l'albergo solo alle 18 della sera, dopo oltre trecento chilometri ed un giro infernale.
Raggiungiamo Tsoutsouros ancora inconsapevoli: il paese è in costruzione, poca e brutta spiaggia, pochi alberghetti approssimativi e nessun affittacamere, niente ristoranti o bar, solo il porto, ma un porto commerciale: neanche un peschereccio... insomma non ci piace e quindi decidiamo di proseguire per Keratokambos che scopriamo praticamente identico a Tsoutsouros e quindi proseguiamo, tanto è presto! Arvi, Xerokambos, Latomia e Flaflanges in realtà non sono altro che località di contadini e tutti gli insediamenti sono circondati da serre che, esteticamente, sono assolutamente poco accoglienti. Giunti a Sindonia decidiamo di puntare dritti verso Ierapetra dove, viste le dimensioni della città, contiamo di trovare qualcosa di sicuro. La strada tra Mirtos e Ierapetra è un rettilineo di aziende, serre, officine, rivenditori... insomma tutto poco turistico e poco accogliente ai nostri occhi... a questo punto anche Ierapetra non incontra più i nostri gusti e decidiamo di puntare diretti verso Agio Nikolaos... non tutti ma qualcuno ce ne ha parlato bene. Qui Creta raggiunge la sua minima estensione tra la riva nord e la riva sud: sono solo 32 chilometri di una bella strada. La zona di Agio Nikolaos non è affatto male, anzi: sembra proprio carina, ma ogni volta che troviamo un bell'angolino in cui ci piacerebbe trovare da dormire, troviamo solo mega alberghi da migliaia di camere, infatti ci avevano detto che questa è la zona del turismo di massa e di fatti in questa zona troveremo le cose più assurde. Agio Nikolaos è carino, ha un bel porto, belle strade ma è piuttosto caotico. Proseguiamo superandolo e raggiungiamo Elounta. Qui tutte le nostre guide si chiedono come mai sia diventata una zona "di lusso" nonostante naturalisticamente parlando ci sia ben poco di apprezzabile: passiamo oltre, facciamo un po' di entroterra e iniziamo ad esser stanchi. Raggiungiamo Sissi dove decidiamo di fermarci, ci sono un paio di spiaggette carine ed il paesino sembra accogliente ma l'unico affittacamere che ha disponibilità ci chiede un po' troppo e quindi decidiamo nostro malgrado di andare oltre. Raggiungiamo quindi Malia, non è Creta: è un altro pianeta. Un paese unicamente formato da alberghi, discoteche e discopub... musiche da discoteca ad ogni lato della strada, ragazzini in moto e motorino ovunque... caos e sporco per strada e tutto quello che NON E' Creta. Fuggiamo da questa località increduli di ciò che abbiam visto e proseguiamo sempre più stanchi quando con la coda dell'occhio invididuo un cartello che segna Hotel Dimitri. Ci fermiamo, troviamo finalmente una camera (50 euro a notte, con colazione, frigo, cucina ed aria condizionata). L'albergo è anche carino, proprio accanto a degli scavi che visiteremo prima di cena. Siamo a Vathianos Kambos. La spiaggia qui è piuttosto oscena, piccola e ricoperta di ombrelloni con una densità preoccupante. Ci facciamo un giro sulla spiaggia ma non osiamo fare il bagno (forse troppo viziati dal mare limpido del sud); facciamo un po' di spesa e decidiamo di mangiare sul grande balcone della camera che da direttamente sul mare.
Il mattino seguente ci mettiamo in movimento praticamente subito dopo la colazione e decidiamo di puntare su Georgioupuli; scegliamo questa meta in quanto è indicata una spiaggia di 18 Km che, con tutta la buona volontà, non può esser ricoperta di ombrelloni e quindi superiamo Heraklion e Rethimno e poco dopo l'ora di pranzo raggiungiamo Georgioupoli... mentre girano questa simpatica e movimentata cittadina, probabilmente la miglior simbiosi tra paesino caratteristico e centro turistico, una signara capisce (ce l'avevamo forse scritto in fronte?) che stavamo cercando una camera e ci branca e ci mostra stanze su stanze senza però capire niente di ciò che le diciamo. Era molto frequente fare domande in inglese e sentirci rispondere in tedesco o greco direttamente, talvolta l'unica risposta che ricevavamo era un amletico "No problem" che poteva voler dire tutto e niente. Dopo il rapimento da parte di questa signora che aveva sì delle belle camere ma piuttosto costose ne troviamo un altro molto carino un po' in disparte dal paese e decidiamo di fermarci: 35 euro a notte con aria condizionata (che non servirà più!).
Georgioupoli sarà la nostra ultima dimora cretese, forse per la voglia di rilassarci un po' dopo quella giornata tremenda alla ricerca di un posto decente, forse per i 10 giorni di nomadi o forse solo perché Giorgioupoli ci offriva più o meno tutto quello di cui avevamo voglia in quel momento.
Il lungo mare di Giorgioupoli non ha niente da invidiare a qualsiasi lungomare italiano: spiaggia con ombrelloni e bar, passeggiata, strada e bar e ristoranti subito a ridosso. Ma il lungo mare è piuttosto breve e basta camminare un po' lungo la battigia per trovare scorci tranquilli di questi 18 Km di spiaggia. Il primo pomeriggio rimarremo a far mare in prossimità del paese, proprio alla foce di un fiume dall'acqua gelida. Il giorno seguente invece optiamo per puntare su un tratto più tranquillo della spiaggia ed ad un paio di minuti dalla nostra camera troviamo un angolo di spiaggia libera che non si riempirà mai e lo rendiamo "il nostro angolo". Il mare è di nuovo pulito e limpido tanto da vederci gruppi di pesci girarci tra i piedi, la spiaggia ed il fondale sono piacevolmente sabbiosi e l'acqua è sempre tiepida. Il nostro 12° giorno sarà unicamente di spiaggia tranne la sera in cui mangeremo forse il miglior pesce di Creta: a Georgioupoli infatti si deve cercare il ristorante "Poseidon", è caro, ve lo diciamo subito, ma caro per i canoni cretesi. Entrate al ristorante, andate in cucina e scegliete quale pesce fresco mangiare: ve lo cucineranno alla brace difronte ai vostri occhi: davvero squisito (tra l'altro bagnato da un ottimo vino bianco bello fresco). Insomma, un bel po' di pesce fresco, vino bianco ed acqua, contorno di patatine fritte (non abbiamo resistito) ed il solito dolce con Raki finale... 32 euro a persona. Lo so: non è tanto, ma è per quanto avevamo speso fino a quel momento...
Il penultimo giorno è ancora la volta di qualche bella gita nelle montagne in prossimità di Rethimno. Visiteremo alcuni splendidi paesini montani vista mare, tra cui Agia Andreas, Koufi, Aronthiki, troveremo un insolito laghetto ricoperto di pedalò tedeschi a Mouri e incrocieremo una piccolissima località dove si aprono le sorgenti d'acqua che forniscono tutta la lussureggiante regione di Rethimno... e poi ci fermeremo a Kournas, in una fabbrica artigianale di terracotta e incontreremo un signore davvero particolare e simpatico che ci racconterà tutta la storia di Creta, della sua famiglia, del suo negozio di terracotta, di come vengono prodotti i suoi pezzi e di quale compito ha lui nella sua famiglia di artigiani. Il tutto in uno splendido e comprensibilissimo inglese (ci dice di conoscere anche il francese ed il tedesco ma non l'italiano che stava studiando perché iniziava a fargli troppa confusione in testa). Questo signore ci manifesta davvero tanta simpatia e ci spiega che gli italiani "in libertà" sono ancora rari a Creta in quanto fino a due anni prima nessun italiano si aggirava per Creta e se ne stavano tutti rintanati nei loro villaggi turistici e gli unici stranieri liberi erano i tedeschi. Acquistiamo ovviamente qualche souvenir, salutiamo divertiti e ci rimettiamo in movimento quando poi però incrociamo un forno che sta riempiendo i suoi furgoncini di pane e, non resistendo ci fermiamo! Appena entriamo una signora ci mette in mano un pane a ciambella con semi di sesamo in mano... e capiamo subito che è un regalo di benvenuto... poi le chiediamo del pane (eccezionale, caldo, gustoso...) e ci prendiamo una gran bella pagnotta per 40 centesimi! Rientriamo in serata, ci fermiamo a comprare qualcosa da mangiare in uno degli innumerevoli minimarket di cui Creta è ricoperta e per la sera ci prepariamo una bella cenetta sul balcone. L'ultima difronte ad un delizioso tramonto.

...ed alla fine per darvi un'idea di quanto abbiamo girato, per giustificarci il nostro "CRETA ON THE ROAD": abbiamo fatto 1890 chilometri in 14 giorni e questo racconto è stato solo un riassunto di ciò che abbiamo vissuto... possiamo permettercelo questo titolo?!?!?

Info utili:

Aereo prenotato online sul sito: http://www.meridiana.it/IG/pages/home_it.aspx
Auto prenotato online sul sito: http://www.alianthos-group.com/it_home.html
Primo albergo prenotato online sul sito: http://www.booking.com/hotel/gr/renieris.html

Costi:
482 euro per dormire e colazioni
576 euro per il volo
741 euro per la macchina
91 euro di benzina
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Commenti su questa Opinione
LELLA.B90

LELLA.B90

07.02.2012 09:26

bellissimo viaggio! quanto vi invidio!

Syssy61

Syssy61

03.05.2011 22:32

Mi avete fatto ritornare in mente il mio viaggio di nozze a Creta, tanto tempo fa.

erika1971

erika1971

27.04.2011 16:54

adoro viaggiare, Creta ancora manca all'appello.

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