BOSCO DELLA MESOLA E DELTA DEL PO'
24.05.2003
Vantaggi:
I paesaggi, la sensazione di essere fuori dal mondo
Svantaggi:
Le zanzare
Consiglio il prodotto:
Sì
Dettagli:
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 merylou
Su di me:
RIECCOMI QUI ... Non sono stata a Cuba fino ad ora, magari! Semplicemente la tecnologia mi ha abband...
Iscritto da:05.11.2000
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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 35 utenti Ciao
In questa opinione vi racconto il mio week end sul delta del Po. Una premessa è doverosa: ho riscontrato presso parecchi miei amici una certa ritrosia nei confronti di questa zona, dovuta in parte alla vicinanza a Bologna (il viaggio è così breve che quasi non si ha l’impressione di andare veramente in gita), in parte alla poca conoscenza dei luoghi (spesso confusi con i vicini lidi ferraresi), ma soprattutto alla convinzione che si tratti della tipica gita “da pensionati”. Bhè ... è vero, ovunque ti giri vedi pullman strabordanti di anziani, che sfidano gli impervi sentieri della bassa, sfoggiando mise che probabilmente non sarebbero necessarie neppure nella giungla amazzonica! Però è altrettanto vero che privarsi della visione di posti tanto belli a causa di luoghi comuni un po’ sciocchi mi sembra fare un torto soprattutto a sé stessi! Torniamo quindi a noi. Prima tappa, Boscone della Mesola. Ci si arriva da Bologna percorrendo l’autostrada fino a Ferrara sud e imboccando poi la superstrada a due corsie per Comacchio (imperdibile la visita all’Abbazia, ma questa è un’altra opinione …), poi da qui la Romea in direzione Venezia fino alla località Bosco Mesola. Si attraversa completamente il paese poi, seguendo le indicazioni, dopo pochi minuti si comincia a scorgere la macchia verde scuro che si staglia in mezzo alla campagna. Al parcheggio sarete accolti da un ameno personaggio che vi darà il benvenuto e vi fornirà varie informazioni. Il costo è di 1,50 Euro e la macchina viene custodita per l’intera giornata. Si trovano qui anche i bagni, arrivando presto li troverete pulitissimi. All’ingresso del parco si possono noleggiare le biciclette. Trattandosi di un’area completamente pianeggiante la bici è sicuramente meno faticosa, ma visto che il costo è di 2 Euro l’ora se riuscite a portarle da casa è meglio. Io non ho noleggiato la bici perché il mio intento era quello di appostarmi per vedere qualche bestino e mi sarebbe quindi risultata abbastanza inutile!! All’interno del parco non ci sono punti di ristoro, meglio quindi portarsi il pranzo al sacco. Tra l’altro un pic nic nella penombra del bosco è un’esperienza molto piacevole ... A condizione di lasciare tutto pulito come lo si è trovato!!! All’ingresso troverete la piccola caserma della guardia forestale e, proseguendo, un’ampia radura con panche in legno e grandi cartelloni che offrono informazioni sulla flora e sulla fauna. Da qui potrete scegliere quale dei tre percorsi seguire, io ero partita su quello rosso, il più lungo, della durata di 2 h e mezza, poi l’ho abbandonato per addentrarmi nel fitto del bosco. All’interno convivono diversi habitat, il più evidente è forse quello dunare, con alberi che crescono direttamente sulla sabbia. Le varietà sono molteplici, tra cui bellissimi carpini, pioppi, ma soprattutto i lecci, notevole l’esemplare all’ingresso. Fantastiche le “vasche di felci”, vere e proprie macchie verde brillante che spiccano all’improvviso in avvallamenti del terreno. Per quanto riguarda gli animali, sono stata particolarmente fortunata. Ero appostata lungo il corso d’acqua che si snoda alla sinistra del sentiero centrale, intenta ad osservare le tartarughe, quando inavvertitamente il mio fidanzato ha pestato un ramo. Il rumore improvviso ha spaventato tre cervi enormi, che se ne stavano nascosti tra le fronde ad una distanza di circa due metri da noi. Ci hanno guardati e poi sono fuggiti tra gli alberi. E’ stato un incontro molto breve, un attimo, però bellissimo! Abbiamo visto anche una particolarissima biscia d’acqua tutta maculata, un paio di aironi cenerini e molteplici varietà di insetti, tra cui coloratissime libellule. Il parco, in passato riserva di caccia degli Estensi, oggi è un amplissimo territorio protetto, solo in parte accessibile ai visitatori. Un luogo di grande fascino, dove il candore della sabbia crea un notevole contrasto con il buio del sottobosco. Da visitare con calma, gustandosi il particolarissimo paesaggio. Seconda tappa: il delta del Po Il delta è immenso e, se non si ha a disposizione molto tempo, è necessario scegliere una zona e concentrarsi su quella. Io ho preferito la parte nord del delta ferrarese, al confine con il Veneto, accessibile da Goro e Gorino. Volendo fare la gita in motonave dovete rivolgervi ai vari ristoranti della zona, quasi tutti organizzano gite nella mattinata e nel pomeriggio, con barche di loro proprietà. I tragitti sono standard, ogni motonave ha un percorso stabilito, però nel corso delle due ore di navigazione le guide offrono spiegazioni molto interessanti, sulla vegetazione tipica, sull’economia che ruota intorno al delta del grande fiume, sulla complessa conformazione dei canali e delle secche ecc… Attenzione però all’organizzazione, considerate che il 90 per cento del business della zona trae origine dalle gite programmate, l’interesse riservato ai turisti singoli è quindi minimo e fidandosi delle indicazioni sommarie fornite telefonicamente si rischia di perdere la nave. Io mi sono rivolta al ristorante Uspa di Gorino e ho percorso con la motonave Freccia del Delta il Po’ di Goro e il Po’ di Gnocca, poi fino all’isola dei Gabbiani e alla Sacca degli Scardovari. Nel pomeriggio ho percorso a piedi diversi tratti di argine. Consiglio vivamente una passeggiata del genere, perché questi sentieri che si snodano tra i canneti danno proprio la sensazione di essere un puntino, al centro di un enorme intrico di canali. Molto bello il sentiero pedonale e ciclabile che parte dal porticciolo di Gorino. Altrettanto interessante una sosta al porto, per due chiacchiere con i vongolari, che raccontano, oltre a vari aneddoti, come ormai questa attività abbia assunto un ruolo importantissimo nell’economia del delta. Veniamo infine agli aspetti pratici: DOVE DORMIRE Agriturismo Ca’ Laura – Via Cristina 70 - Bosco Mesola Tel. 0533 794372 Nuovo e pulitissimo, 50 Euro la matrimoniale, con tanto di frigo in camera e prima colazione. DOVE MANGIARE Ristorante Pericle – Porto Garibaldi Servizio pessimo e avventori da cinema, ma, devo ammetterlo ... pesce buonissimo!!! Diciamo che chiudendo gli occhi su alcune cose, tra cui anche il prezzo, è ok! DA AVERE Repellente per gli insetti. Le zanzare della zona sono famose per la loro aggressività. Non illudetevi quindi di proteggervi con i vestiti, pungono attraverso i jeans!! La zona del delta è una specie di Far West: attraverserete chilometri di pianura bassissima e deserta, paesi sgangherati che ricordano la Grecia continentale e ovunque sentirete la forte presenza del Po’. Secondo me vale assolutamente una visita, per godere della natura e per fare un salto indietro nel tempo.
Azione per questa opinione
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18.04.2006 06:56
ieri siamo andati prima a ferrara al centro e poi al bosco della masola, molto bello ,un po' lontanuccio dato che io e mio marito siamo partiti da reggio emilia, che saranno 160km penso, comunque grazie ale tue indicazioni siamo arrivati, e mi dimentivavo di dirti che il bosco il percorso era abbastanza lungo a piedi!!!
16.04.2006 08:05
andro' sicuramente
04.04.2006 18:26
Sono stata in vacanza per un paio d'anni vicino alla sacca di Scardovari (precisamente a Bonelli di Porto Tolle) ed è tutto esattamente come l'hai descritto...è proprio per chi cerca una vacanza rilassante!!!Ciao Monica