Su di me:Presente a fasi altalentanti. Ringrazio di cuore per le letture, le valutazioni e i commenti.
Iscritto da:15.11.2010
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In media l'opinione è' stata valutata Eccellente da 100 utenti Ciao
Ringrazio lo Staff di Ciao per avere in tempi rapidissimi accolto le mie due richieste di inserimento di nuovi prodotti. Mi scuso se nell'arco di pochi giorni ho scritto due opinioni ma, in previsione di un periodo di presenza altalenante, preferisco raccogliere le idee e parlarvi oggi di una struttura che rappresenta una tappa quasi obbligata quando ci rechiamo in Sardegna. Inizio questa opinione con una premessa che potrebbe sembrare fuori luogo o un tentativo di incrementare la lunghezza dell'elaborato, ma che in realtà spiega il perché di un'opinione non particolarmente dettagliata e per la scrittura della quale ho voluto fare un tuffo in tanti piacevoli ricordi (e quando si pensa a dei ricordi positivi, spesso non si è in grado di riferire con chirurgica precisione ogni particolare, in quanto a primeggiare è l'immagine complessiva della struttura e soprattutto la cortesia con cui siamo sempre stati accolti in questo bar-enoteca-ristorante).
Scrivere un'opinione su Ciao o su un altro sito relativamente ad un locale per me rappresenta il modo per riferire la mia esperienza, per avanzare delle eventuali critiche che possano mettere in guardia futuri clienti e nel caso di un'esperienza molto positiva il mio scritto vuole costituire un modo per dire grazie per un'ospitalità cortese ed attenta. In definitiva, dal mio punto di vista una recensione è un gesto del tutto spontaneo che nasce dalla voglia di condividere un soggiorno molto sereno (o al limite dal bisogno di esternare le proprie perplessità e lanciare un monito ad eventuali e futuri malcapitati). Quando recentemente un ristoratore ha chiesto a me e a chi sedeva con me al tavolo di scrivere su un sito che si propone di offrire consigli ai viaggiatori una recensione sulla struttura che da lì a pochi minuti mi accingevo a lasciare ho avvertito una sensazione di disagio: è vero che il pranzo è stato di per sé abbastanza valido, è vero che io stessa -in sede di commiato, in risposta ad una domanda che mi era stata posta e per lo più per educazione- ho espresso un ringraziamento per l'ospitalità, ma è altrettanto vero che mi sono sentita una sprovveduta, ripensando al fatto di avere scelto quella struttura fidandomi delle recensioni lette. Una volta giunta a casa, ho riletto quei giudizi: la struttura, prima in classica, reca recensioni redatte da utenti che hanno scritto sul sito solo quell'opinione e che probabilmente l'hanno scritta (in assoluta buona fede: ciò è fuori discussione) ubbidendo a quell'invito. Partendo dal presupposto che la sottoscritta non scrive a comando e che i miei interventi vogliono essere anche un modo, del tutto disinteressato, per ringraziare le persone che con il loro garbo e la loro correttezza mi hanno fatto trascorrere un periodo di vacanza o di svago, più o meno lungo, in modo sereno, non solo non scriverò una recensione su quel ristorante (di per sé valido, anche se un po' sopravvalutato) ma preferisco parlarvi di un locale molto particolare, per l'eterogeneità dell'offerta, che costituisce una tappa fissa nei nostri soggiorni in Sardegna e di cui abbiamo, in occasioni diverse e in anni diversi, sperimentato ogni suo aspetto: il bar, l'enoteca, l'ampio corner dedicato ai prodotti tipici e il ristorante.
Mi riferisco all' “Isola dei Nuraghi”, una felice realtà a livello gastronomico a Budoni. Ci troviamo nel Nord-Est della Sardegna, a circa quindici minuti d'auto dalla più conosciuta San Teodoro e a circa trenta chilometri di distanza dal porto di Olbia. Budoni è un paese il cui cuore pulsante è rappresentato dalla via Nazionale, uno stradone che attraversa tutto il centro abitato in cui è ubicata la gran parte degli esercizi commerciali. Proprio da questa via, abbastanza trafficata ma in cui è facile trovare un posteggio, si diramano altre strade che conducono alle spiagge. E al civico 128 è collocato l'edificio (su due piani) che ospita il locale. Fatico a definire questa struttura per la sua poliedricità: il ristorante -con la sua terrazza, le serate a tema e le degustazioni- rappresenta probabilmente il punto di forza, ma a mio giudizio meritano di essere segnalati anche il bar (si riesce a fare una signora colazione ad un prezzo onestissimo) e soprattutto lo spazio interno riservato alla vendita di prodotti tipici (dai vini ai salumi, dai formaggi ai dolcetti). “Isola dei Nuraghi” è un nome quanto mai azzeccato, ma per riassumere la mia esperienza parlerei dell'isola del gusto, del buon cibo e del buon bere (sono astemia, ma ho comprato nell'enoteca diverse bottiglie delle principale aziende vitivinicole sarde e non ho potuto non apprezzare i consigli che mi sono stati forniti per fare dei regali ed altrettanto professionali sono i consigli del personale del ristorante che cercano di indirizzare il cliente verso l'abbinamento più appropriato).
Per puro caso ed in fuga dal ristorante dell'hotel di San Teodoro in cui a suo tempo soggiornavamo, abbiamo dapprima scoperto il ristorante che si connota per una proposta gastronomica fortemente legata al territorio e alle tradizioni di quella meravigliosa terra che è la Sardegna. Se devo essere sincera, nei miei numerosi soggiorni in Sardegna, ho sempre riscontrato un buon livello della ristorazione, ma talvolta è abbastanza sconfortante leggere un menu che contempla piatti come la pasta all'amatriciana piuttosto che le scaloppine alla valdostana piuttosto che il salmone. All'Isola dei Nuraghi il menu, abbastanza vario, contempla piatti di terra e di mare freschi e tipici. L'esperienza è stata talmente positiva che siamo ritornati a cenare altre tre volte, non solo per compensare le carenze del ristorante dell'hotel in cui soggiornavamo, ma anche per provare una cucina, a nostro giudizio, di una qualità superiore alla media. Ripensando al menu, l'elenco è lungo e rischierei di dimenticare qualcosa: cito le pappardelle alla carlofortina, la zuppa gallurese, i malloreddus, i ravioli al sapore di mare, la fregola alla marinara, la tagliata di tonno. In cima alla mia personale classifica colloco l'antipasto di terra, composto da salumi di suino, cinghiale e pecora, le pappardelle al ragù di cinghiale e le seadas. Oltre al tradizionale menu alla carta di cui ho citato alcune portate, vengono organizzate delle serate a tema o dei percorsi enogastronomici in cui ad ogni portata è abbinato un calice di vino (per questa tipologia di menu fisso e guidato, il costo si aggira intorno ai 25/30 euro). Esprimo un particolare apprezzamento per la serata sarda che si connota, oltre che per degli ottimi e saporiti salumi, per la proposta della zuppa gallurese e del maialetto al forno (ricordo che era nostra abitudine prenotare per evitare di giungere in loco e non trovare più posti disponibili: in ogni caso per la serata sarda con il porceddu penso che sia vivamente consigliato prenotare con un giorno di anticipo). Se si opta per il menu a la carte e si sceglie una cena che va dall'antipasto al dolce, bisogna mettere in conto una spesa di circa 50 euro a persona. Non sono pochi, ma assicuro che sono 50 euro ben spesi.
Spendo due righe per presentare la sala ristorante: al ristorante si accede percorrendo i cinque scalini che separano la sede stradale dalla veranda che funge da bar e che rappresenta un'ottima location per la colazione. All'interno si trova il bar e lo spazio dedicato ai prodotti tipici, mentre ai piani superiori è collocato il ristorante vero e proprio. Un privilegio è cenare sulla terrazza collocata al secondo piano: siamo in pieno centro proprio di fronte ad una piazzetta dove si trova la chiesa (tutta bianca, abbastanza suggestiva) del paese e, grazie alla posizione sopraelevata, si riesce ad avere una buona vista, anche verso il mare. Altre quattro parole vanno spese a proposito della cordialità e della preparazione del personale che ci ha accolti, guidato nel momento dell'ordine e servito le portate. Ad una oggettiva educazione e competenza, si accompagna la capacità di mettere a proprio agio la clientela. L'ambiente non è sofisticato a dismisura, ma la pulizia è eccellente, così come gradevolissima è la presentazione delle portate.
Quest'anno non abbiamo avuto modo di frequentare il ristorante perchè la meta delle nostre vacanze era Castiadas, ma come tutti gli anni una sosta all'Isola dei Nuraghi è stata d'obbligo, sulla via del ritorno e oramai in prossimità del porto, per fare rifornimento di prodotti tipici. Come ho già detto, un'ampia superficie dell'esercizio è dedicata alla vendita di prodotti gastronomici: un tripudio di sapori e di colori esposti con un ordine ed una cura incredibile. L'assortimento è vastissimo ed è impossibile non trovare qualche prodotto alimentare di proprio interesse. I prezzi sono davvero competitivi, sostanzialmente analoghi o anche inferiori a quelli osservati in enoteche, piccoli market o negozi di Castiadas e Villasimius, ma con il vantaggio del massimo assortimento a cui si aggiunge la marcia in più di trovarsi già in prossimità del porto e di scongiurare eventuali rischi di deterioramento dei cibi, dovuti alle alte temperature e al viaggio in macchina (rischio che in ogni caso ritengo marginale visto che tutti gli alimenti deperibili sono confezionati sottovuoto). È impossibile fornire un elenco esaustivo di tutto ciò che si riesce a reperire in questo negozio: i tipici salumi (se amate i salumi, la regola aura è di non lasciare l'isola senza un trancio di pancetta o una salsiccia di cinghiale), i formaggi, il miele (molto particolare il miele amaro di corbezzolo) e le confetture, il torrone, i dolci (gli amaretti e i biscottini alle mandorle sono buonissimi), la bottarga, i vini (l'enoteca per la varietà delle proposte merita una visita anche se si è astemi; ci sono stati presentati ed illustrati ed abbiamo acquistato i vini di una cantina di Sant'Anna Arresi che non conoscevamo e che hanno riscosso un grande successo tra i destinatari dei nostri piccoli regali), il mirto e altri liquori. Qualche rammarico? Abbiamo faticato a stipare in un borsone vini, dolci, salumi e formaggi, ma con il senno del poi avremmo potuto anche portare a casa la pasta (per tentare di cucinare gli gnocchetti alla campidanese) e l'olio.
Dimenticavo di dire che ci siamo fermati all'Isola dei Nuraghi non solo prima di lasciare la Sardegna, ma anche al nostro arrivo, dopo un logorante viaggio in traghetto. Anche in questa occasione, abbiamo avuto conferma della cortesia del personale: abbiamo fatto una deliziosa colazione seduti ai tavolini collocati nel patio sopraelevato rispetto alla sede stradale, con vista sul piazzale della chiesetta, serviti da una signorina gentilissima che addirittura ha la premura di recarsi al tavolo per decorare la schiuma del cappuccino con del cioccolato. Spendendo poco più di 6 euro ci siamo assicurati una ottima colazione composta da un cappuccino, da un succo di frutta e da tre deliziose brioches (queste sì davvero fresche) al cioccolato.
In conclusione e cercando di tracciare un bilancio, ritengo che la mia esperienza presso questo locale sia del tutto positiva. Mi sento di consigliare, a chi fosse interessato, una sosta all'Isola dei Nuraghi, si tratti di fare colazione, si tratti di portare in continente gli inconfondibili e deliziosi sapori tipici della Sardegna, si tratti di cenare all'insegna del buon cibo e del buon vino legato al territorio. Qualora qualche ciaoino decida di fare tappa a Budoni, sarei curiosa di sapere cosa ne pensa delle sedie presenti nel locale. Personalmente, appena osservato quel varco sullo schienale, ho reputato davvero curiosa ed originale l'idea di fare un'incisione che è la fedele riproduzione della “forma” della Regione.
Ricapitolando: Bar, ristorante, enoteca L'isola dei Nuraghe di G. Durgoni Via Nazionale 128 08020 Budoni (OT) Tel. 0784 844008
15.03.2013 16:26
ottima segnalazione! lo annoto qualora dovessi ritornare in sardegna ( magari!)
25.02.2013 19:45
OTTIMO CONSIGLIO.GRAZIE
31.01.2013 12:19
eccellente consiglio!