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Sapevate che l' allestimento del Museo si deve a Paolo Orsi? Dopo il terremoto del 1908 volle affiancare i materiali del vecchio Museo Civico del 1882, le collezioni statali, i reperti degli scavi da lui stesso diretti in Calabria, quelli degli scavi di Locri del duca di Luyries del ... Leggi l'opinione
Una Opinione di AmazzoneFerita su Museo Nazionale della Magna Grecia 31 Ottobre 2004
La valutazione di questo autore:
Interesse
Qualità
Rapporto qualità prezzo
Collocazione
Orari di apertura
Vantaggi:
la riscoperta di tesori del passato
Svantaggi:
non credo ce ne siano . . .
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Sì
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Vediamo...N.26...piazza De Nava...quattro piani...Marcello Piacentini... si, è questo, ci siamo, e numerosi... Pronti allora? Avete spento i cellulari? Conservato in fondo alla borsa le macchine fotografiche?
Per il momento vi consiglio di chiudere i deplian esplicativi e provare a seguirmi. Sarò la vostra umile guida in questo labirinto di antichi tesori... ...ah, un ultima cosa!...Spegnete le sigarette!! Grazie. Voglio rassicurarvi. Questa non è una visita come le altre, non svuota i portafogli, è a portata di tutte le più disparate curiosità artistico-archeologiche.
Sapevate che l' allestimento del Museo si deve a Paolo Orsi? Dopo il terremoto del 1908 volle affiancare i materiali del vecchio Museo Civico del 1882, le collezioni statali, i reperti degli scavi da lui stesso diretti in Calabria, quelli degli scavi di Locri del duca di Luyries del 1830. Oltre un secolo e mezzo di ricerche, non male!
Cosa ne dite di dare un occhiata al pian terreno e poi passare all'inferiore? Le sale si succedono ricche di reperti legati a precise età della storia del nostro sud, da quelli litici e ossei di Scalea (Paleolitico) a quelli della Grotta del Romito di Papasidero. Nella seconda sala ecco le novità del Neolitico, colpiscono soprattutto le ceramiche, così come nella terza e quarta sala gli utensili e le armi in metallo, corredi protostorici di necropoli della città di Locri e del suo territorio. Veramente ricchi i corredi funerari, ci si confonde. Non soffermatevi a leggere tutti i particolari, non ne verrete più fuori altrimenti.
Beh, magari per quelli si, dai, i famosissimi pinakes: tavolette fittili votive con scene a rilievo sul mito di Kore-Persefone. Ma ci si sorprende ancora di più davanti al gruppo fittile d'acroterio con giovane nudo a cavallo su una sfinge risalente al 425-400 a.C.
Ciò di cui davvero vi voglio parlare però è tutta la sezione del piano inferiore dedicata alle ricerche di archeologia subacquea, inaugurata nel 1981.
Questo allestimento, recente, è dotato di un ottimo impianto di climatizzazione e finalmente le statue hanno dei basamenti installati per come Dio comanda: rinnovamento legato al recente restauro dei due splendidi guerrieri-giganti in bronzo rinvenuti di fronte alla costa di Riace il 16 agosto del 1972.
Togliendo dall'interno delle statue ben 60 kg di terra di fusione si è assicurato loro un ottimo stato di conservazione. Le due statue rinvenute appartengono al Gruppo di Argo. "Il giovane",bronzo A, potrebbe raffigurare Tideo, un eroe dell'Etolia, figlio di Ares e sotto la protezione di Atena. Sarebbe stato realizzato da Agelada, uno scultore di Argo di metà V secolo. "Il vecchio", bronzo B, rappresenterebbe il guerriero e profeta Anfiarao e sarebbe stato realizzato dallo scultore Alcamene dell'isola di Lemno. Entrambi parteciparono alla spedizione di Argo contro Tebe. Il modellato e la raffinatezza della lavorazione del bronzo rivelano l'alto livello tecnico raggiunto dai più grandi artisti greci che si cimentavano nella difficile "tecnica della fusione diretta". Sorprendono e ci affascinano, "il ghigno satanico e bestiale di Tideo" (Moreno), l'angoscia dipinta sul volto di Anfiarao e ancora ci sconvolgono. Così giriamo attorno increduli. La sicurezza e duttilità con cui il loro corpo s'impossessa dello spazio rivelano i grandi progressi fatti dalla plastica greca dal VII al V secolo. La rottura della frontalità la ritroviamo qui espressa in tutta la sua potenza.
Ma il viaggio prosegue ai piani superiori. Voi, curiosi viaggiatori, troverete la ricchissima collezione numismatica, frammenti di iscrizioni greche e latine al primo piano con bellissime statuette fittili femminili. Al secondo piano c'è la sezione d'arte medievale e moderna in corso d'allestimento, che vanta però due tavolette di Antonello da Messina (S. Girolamo penitente e I tre angeli, 1460 ca.) e II ritorno del figliol prodigo di Mattia Preti (1656-60).
Infinite meraviglie vi attendono in questo Museo. Attento alle richieste ed impressioni dei visitatori e disponibile anche il personale!
Ma soprattutto impagabile e da provare è l' emozione di ritrovarsi di fronte ai due giganti in bronzo, e ancora più affascinante, comprendere come tramite la loro bellezza il passato voglia salutarci e parlarci ancora una volta....
Vantaggi: cultura dei referti acheologici lavorati con l'antico metoto dei ceramisti della magna grecia Svantaggi: nessuno
...gli scavi e custoditi nel Museo Nazionale di Crotone, che sono stati forniti dallo studio Alaios di Cirò Marina , dove gli architetti incaricati di allestire il museo d'arte antica e moderna navigante, si sono rivolti chiedendo se esistesse una bottega artigiana specializzata nella riproduzione dei vasi e delle medaglie greche e ottenendo, come risposta, l'idirizzo dello studio Alaios. Che è un laboratorio in cui lo studioso Elio Malena (collaboratore ... ...terracotta come gli antichi ceramisti della Magnia Grecia.propio per meglio documentare la cultura di quella affascinante epoca storica. Oggi, il lussuoso salone "Capo Colonna" è arredato con i bassi rilievi e i vasi prodotti dallo studioso , raffiguranti Ercole ei più famosi atletici crotoniani vincitori ai giochi olimpici, nonchè con medaglie di monete greche, in cui spicca la moneta con il tripode delfico. Non mancono, poi, i manufatti collegati ...
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...Il museo si trova alla fine del corso Garibaldi che è lungo circa un chilometro e mezzo; esattamente si trova in piazza De Nava. Il MuseoNazionale della MagnaGrecia, dove sitrovano i mitici guerrieri di Riace, ma non solo; per esempio si trova la testa in bronzo nota come Ritratto del filosofo o più semplicemente Testa del filosofo, rinvenuta nelle acque di Porticello, località nei pressi di Villa San Giovanni.
Ospita una vasta sezione di preistoria e protostoria. E molte altre cose ad esempio molte anfore dell' epoca della MagniaGrecia, gioielli sempre della stessa epoca tuttora stanno avvenedo dei ritrovamenti. Come ho detto il museo è propio al centro di Reggio di Calabria quindi uno può arrivare in macchina o con il trenoquando sarete li non dimenticate di visitare la bellisima via Marina che è stata completata da poco, c...
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Vantaggi: Una bellissima città ricca di storia Svantaggi: Non mancano episodi di degrado
...da piazzette e vicoli, a volte strettissimi, sorge maestoso il duomo intitolato a San Cataldo, Patrono della Città, un monaco irlandese, che un fortunale, di ritorno dalla terra Santa, fece approdare nella città jonica. Cataldo, discepolo di San Patrizio, come noto Patrono d?Irlanda, divenne vescovo e i Tarantini lo onorarono con una tomba, all?interno dello stesso duomo, che è il trionfo del barocco. Ma la città vecchia (così viene chiamato dalla popolazione il centro storico) non è solo il duomo: ci sono, tanto per cominciare, 40 chiese, i resti del tempio dorico e, passando dal sacro al profano, ottimi ristoranti che servono il pesce appena pescato, freschissimo. Sulla terraferma, merita una visita senz?altro il Museo Archeologico Nazionale della MagnaGrecia, che, tra gli altri reperti, custodisce i famosi ori di Taranto, collane e gioielli...
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...alle terme romane, al castello aragonese.
E' così doverosa la visita accurata al MuseoNazionale della MagnaGrecia, dove oltre ai molti reperti archeologici rinvenuti nella regione, si possono ammirare i celebri bronzi di Riace e la testa del Filosofo (l'identità è incerta), conservati in una sala speciale della sezione di archeologia subacquea.
Merita molto anche percorrere il lungomare Matteotti, nei pressi del museo, da dove si ammira la costa siciliana oltre lo stretto.
Un ultimo tratto ancora, da Reggio verso Melito di Porto Salvo, si snoda attraverso un paesaggio nuovamente diverso: appare un territorio di una bellezza aspra e selvaggia, costituito da una distesa di colline brulle e striate dal biancore delle fiumare asciutte.
Oltre capo d'Armi muta anche l'aspetto della costa, con ampie spiaggie di arenaria interrotte da alcuni...
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Il village "Magna Grecia" è situato in una posizione ideale, quasi strategica: a circa 200 metri dal centro di metaponto e ad una mezz'oretta dal villaggio, se tagliando per la pineta (non consiglio di farlo la sera),occorre la metà, oppure è possibile... continua
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