In occasione della settimana della cultura io e mio marito ci siamo recati a Firenze, la domenica mattina. Speravamo di poter visitare qualche grande museo, ma le file erano chilometriche, saremmo dovuti rimanere per delle ore in piedi e sotto il sole. Ci siamo perciò diretti verso questo museo, che si trova anche nel centro di cui avevo letto qualcosa. Che bella scelta: è piaciuto tanto sia a me che a mio marito, in effetti abbiamo risparmiato solo 2 Eur ciascuno che è il prezzo del biglietto nei giorni normali, ma non abbiamo fatto la fila!
UBICAZIONE
Il palazzo si trova in Piazza de’ Davanzati non lontano da Palazzo Strozzi, da Piazza della Repubblica e da Piazza della Signoria, solo per elencare alcuni luoghi più conosciuti del centro di Firenze. Naturalmente il centro è chiuso al traffico automobilistico. Noi abbiamo parcheggiato l’auto sul Lungarno Diaz, pagando il parcheggio a ore ( un po’ salato, in effetti) e poi abbiamo proseguito a piedi, facendo una bella passeggiata per le vie del centro, che erano davvero invase dai turisti! In effetti è conosciuto anche come Museo Davanzati. Per trovarlo abbiamo guardato una mappa di quelle che sono presenti in alcuni punti strategici del cuore di Firenze
Il palazzo esternamente si presenta come una via di mezzo tra una casa torre e un palazzo rinascimentale, ha 4 piani, oltre il pian terreno, nell’ultimo, dove un tempo c’era la merlatura ( così veniva spiegato nei depliant) oggi si trova un elegante loggiato che però non è accessibile ai visitatori. Sopra il portone poi vi è un enorme stemma. Al livello della strada si può notare il bugnato. All’interno si entra prima in una loggia a cui si accede da tre portoni ,che danno sulla strada che allargandosi diventa Piazza De’ Davanzati, un tempo i portoni non c’erano e la loggia era aperta. Lungo le pareti del loggiato vi sono delle panchine in pietra. In realtà appena entrati non ho fatto molto caso a questo loggiato perché volevo visitare il museo, al momento di uscire, invece, abbiamo posto la nostra attenzione su quanto c’era nel loggiato, sulle lapidi, gli stemmi e io mi sono anche seduta su una della enormi panchine di pietra, perché ero stanca. Si entra quindi nel cortile da cui parte una bellissima scala in pietra che poi nell’ultimo piano diventa una scala di legno, molto particolare, secondo me bellissima, non ne avevo mai viste di simili, se poi si pensa che è del XIV secolo!
Un po’ di storia
Il palazzo fu costruito nel XIV secolo dalla famiglia Davizzi, dei mercanti di lana che al piano terra aprirono la loro bottega. Divenne in seguito ufficio del Catasto, se ne vedono delle tracce al secondo piano ( ne parlerò dopo), fu quindi venduto ad una famiglia nobile che lo rivendette a sua volta a Bernardo Davanzati nel 1578. Questi era , oltre che un mercante, anche un letterato ed uno storico. Il palazzo rimase alla famiglia Davanzati fino al 1838, data in cui morì l’ultimo discendente della famiglia. Passò nelle mani di vari proprietari, rimase per molto tempo in disuso fino a quando fu acquistato da Elia Volpi, mercante d’arte, che ne fece un museo privato nel 1910 : il museo della casa fiorentina antica. Nel 1916 però E. Volpi fu costretto per la crisi finanziaria , a vendere gli arredi all’asta. Nel 1920 provò a riallestirlo, ma dovette ben presto rivendere sia gli arredi che il palazzo. Passò a vari proprietari, tra cui anche la Spanish Art Gallery, fu confiscato dallo stato italiano nel 1940 e le cantine divennero un rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale, quindi fu acquistato dallo Stato Italiano e fu inaugurato un nuovo museo nel 1956. Nel frattempo molte camere del palazzo furono occupate da molti senza tetto. Gran parte della storia del museo si trova illustrata nel loggiato. Il museo ha subito degli imponenti lavori di restauro a partire dal 1995, il museo che possiamo visitare oggi è stato riallestito nel 2009.
Visita
I biglietti si acquistano nel cortile interno, noi però abbiamo proseguito dritti, essendo quel giorno tutto gratis, non ci hanno nemmeno controllato le borse, a differenza degli altri musei fiorentini dove probabilmente si creano code interminabili anche per questo motivo. Abbiamo apprezzato molto la bellezza del cortile con delle eleganti colonne, dei pilastri ottagonali e degli archi che sorreggono la scala. Sempre nel cortile è presente un affresco con l’albero genealogico della famiglia Davanzati ( imparentata con le più importanti famiglie fiorentine, come i Medici, i Guicciardini). Il pavimento è leggermente incavato per permettere la raccolta dell’acqua piovana. Il palazzo infatti aveva un pozzo nelle cantine, salendo ai vari piani si vede come da tutti si avesse l’accesso all’acqua con dei catini e una carrucola, questi secchi si trovano in una sorta di nicchia che si chiudeva con delle imposte che la facevano sembrare una finestrella. Il cortile oggi è coperto da un lucernaio di vetro, naturalmente dei nostri giorni, probabilmente serve a evitare che i visitatori si bagnino nei giorni di pioggia.
PRIMO PIANO
Al primo piano si trova la sala cosiddetta “madornale “, quella più ampia, che dava sulla strada principale, era la sala di rappresentanza. La sala ha cinque grandi finestre, il pavimento è in cotto, il soffitto è a cassettoni di legno decorati: uno splendore che fa rimanere a bocca aperta. Nella sala si trovano delle notevoli opere d’arte del ‘400 italiano in legno, marmo, terracotta di diversa provenienza, vi è inoltre al centro un lungo tavolo intagliato e altri mobili di gran pregio alle pareti. Da qui si passa alla sala dei pappagalli : altro ambiente incredibile con affreschi alle pareti a motivi romboidali con disegni di uccelli e alberi e un grande camino sulla cui cappa vi sono degli stemmi. Anche qui il soffitto è con travi di legno intarsiato. Lungo le pareti si trovano delle credenze con delle maioliche antiche (risalenti ai secoli che vanno dal XIV -fino al XVII). Segue un piccolo studio con un camino, vari mobili antichi di diversa provenienza e dei quadri alle pareti. Da qui si ha l’accesso ai servizi. Questa è una delle cose che ci ha colpito maggiormente: c’erano già dei bagni con una vasca di zinco e degli scarichi! Anche le pareti dei bagni sono dipinte a colori vivaci. Il bagno inoltre è collegato anche alla camera da letto. La camera da letto di questo piano è chiamata camera dei pavoni per la presenza di disegni di pavoni alle pareti. Anche in questo caso l’effetto cromatico è sorprendente. In realtà i pavoni non si notano molto: ciò che colpisce sono gli alberi e gli stemmi di varie famiglie che sono dipinti in tutte le pareti. Al centro della camera vi è un letto in legno a colonne databile 1550 e accanto una culla che però è del Seicento, un comodino, delle sedie, e un cassettone, sulla parete di fronte al letto si trova una nicchia chiusa da sportelli che custodisce un magnifico bassorilievo. Usciti da questa camera è possibile entrare nella sala dei merletti: si tratta di due piccole stanze adiacenti in cui è stato allestito una sorta di piccolo museo dei merletti, con manufatti pregiati provenienti da tutto il mondo ed esposti in alcune vetrine. La prima saletta è dedicata a Calligaris ( vi è una targa sopra la porta), ultimo proprietario delle manifatture Navone, che realizzarono ricami pregiati per secoli, nella sale si trovano un fuso e un arcolaio e delle spiegazioni sull’arte del ricamo e dei merletti. Per salire al piano successivo si può utilizzare anche un piccolo ascensore, che in questo palazzo stona un po’, ma credo che sia stato realizzato per l’accesso dei diversamente abili, oppure salire dalla meravigliosa scala.
SECONDO PIANO
Il secondo piano è gemello del primo: nel senso che le stanze sono identiche per forme e dimensioni, cambiano gli arredi e le decorazioni. Nella sala Madornale di questo piano si trovano arazzi fiamminghi alle pareti, un grande tavolo in legno intarsiato e diverse cassapanche. Vi sono esposte delle maioliche di diversa provenienza ( anche al fuori della Toscana) e delle opere di un certo rilievo, fra cui un magnifico crocifisso in legno dipinto. Da notare che in ogni sala del palazzo sono presenti delle tabelle mobili esplicative sia in italiano che in inglese, che si possono prendere per procedere comodamente per la stanza e andare davanti alle varie opere e poi riposarle nell’apposito spazio. La sala da giorno di questo piano non è affrescata, ma si trovano delle scritte e dei conti, io e mio marito siamo rimasti molto sorpresi per la presenza di parole in greco e di numeri. Abbiamo letto che risalgono al periodo in cui nel Palazzo vi erano gli uffici del Catasto prima e quelli del Magistrato delle Decime poi. Anche qui vi sono maioliche custodite in varie teche, degli arazzi alle pareti e un mobile dove si custodivano le armi. Lo studiolo accanto ha dei mobili rinascimentali e dipinti del fratello di Masaccio, Ser Giovanni, detto lo Scheggia. La camera da letto del secondo piano è intitolata alla castellana di Vergy perché vi sono affrescate scene tratte da questo racconto, che si era diffuso in tutta Europa e aveva raggiunto l’Italia grazie a Boccaccio e ai cantastorie. Le pareti hanno nella parte inferiore disegni romboidali a colori sgargianti. Questa era la camera degli sposi Davizzi, Paolo e Lisa, i primi proprietari del palazzo. Il talamo nuziale qui è rappresentato da un letto a baldacchino che però è di epoca successiva ai Davizzi. Accanto alla camera da letto e collegato allo studiolo, anche su questo piano si trova un bagno con le pareti dipinte.
TERZO PIANO
Il terzo piano è dominato dalla cucina. Vi si accede attraverso la scala di legno. In generale durante il Medioevo la cucina si trovava sempre all’ultimo piano per far disperdere fumo e odori e perché, in caso di incendio, si salvassero i piani dei padroni. E’ presente un grande camino con il paiolo, un grande tavolo e un acquaio. In cucina le donne nel Medioevo oltre che cucinare filavano, tessevano e ricamavano. Anche qui alle pareti sono presenti numerose iscrizioni.
Vi è anche una camera da letto con dei disegni che rappresentano animali mitologici e alberi.
A quest’ultimo piano si accede ad orari stabiliti, l’ultima salita al mattino è a mezzogiorno, noi siamo riusciti a essere inclusi nell’ultimo gruppo, dopo di noi è stato messo un cordone e una ragazzo controllava che nessuno salisse.
CONSIDERAZIONI FINALI
Purtroppo non ho alcuna foto del museo perché la mia macchina fotografica mi ha abbandonato a novembre, non ho quindi fatto caso se vi fossero cartelli che vietavano di fotografare.
Consiglio a tutti gli amati come me degli usi e delle tradizioni popolari, nonché dell’antropologia, di visitare questo museo per rendersi conto di come si viveva nel passato, o meglio come viveva una famiglia di mercanti, abbastanza ricchi. Nel museo vi sono poi maioliche, sculture, mobili, dipinti arazzi, oggetti di uso quotidiano, merletti, quindi può interessare varie persone. A noi è piaciuto moltissimi, siamo usciti da lì tutti contenti e soddisfatti. Certo non vi sono le collezioni degli Uffizi, dell’Accademia o di palazzo Pitti, però per chi si reca a Firenze per l’ennesima volta può valere la pena visitare anche questo gioiellino!
Per ulteriori informazioni vi invito a visitare il sito internet :
http://www.uffizi.firenze.it/musei/davanzati/
Tel: 055 2388610
e-mail museo.davanzati@polomuseale.firenze.it
P.S. non vi fate fuorviare dalla foto di Ciao, come ho detto la facciata del museo è una sorta di casa torre e non assomiglia lontanamente a un tempio greco!
28.10.2011 10:32
Sono stata a Firenze varie volte ma non ho mai sentito parlare di questo museo così particolare. Lo terrò presente per il mio prossimo soggiorno a Firenze.
04.10.2011 22:33
Mi nasce un gran desiderio di visitare questo Museo, sei veramente brava nelle descrizioni!
21.06.2011 20:39
eccellente descrizione...mio piacerebbe visitarlo !!