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L'ho scoperto quasi per caso. Istituito nel 1991 occupa circa 74095 ettari, 38 comuni sparsi per le province di Pescara,Chieti e L'Aquila.La Majella (definita montagna madre dagli abruzzesi) ha mille particolarità: si presenta come un grosso massiccio, come fosse un grosso panettone, ed ospita decine di vette che superano i 2000 metri, tra cui anche il famigerato monte Amaro, seconda vetta dell'appennino con i suoi 2793 metri. La sua particolare conformazione e la sua vastità fa si, però, che le zone sommitali siano particolarmente distanti e indisturbate dai centri abitati e soprattutto raggiungibili solo con le proprie gambe e il sudore. Gli scenari sono dei più fantastici: valloni a strapiombo,immense faggete che lasciano spazio a mughete e poi gli ambienti di alta quota, semplicemente il regno del vento e del silenzio. Camminando ad alta quota si notano vecchi circhi glaciali, doline e vasti pianori sommitali semideserti che conferiscono un aspetto "marziano". Se ci si siede, in cerca di tregua dal vento, si avrà l'opportunità di osservare camosci e caprioli inerpicarsi sui valloni a strapiombo. La Majella è abitata anche da orsi e lupi, lontre e molti rapaci. Centinaia di insetti mai visti e meravigliose farfalle (sono presenti quasi tutte le specie diurne italiane). Il patrimonio vegetale è poi di prim'ordine: molte specie arrivate sin qui con le glaciazioni sono poi, in seguito all'isolamento, divenute subspecie endemiche. Una su tutte la stella alpina dell'appennino, semplicemente meravigliosa. Particolari i pini mughi e il pino nero (nel vallone di macchialunga), consiglio anche di andare ad ammirare la faggeta secolare nel bosco di Santantonio nel comune di Pescocostanzo. Comunque le specie vegetali censite sono circa 1800 (un terzo di quelle italiane). Preziose sono anche le testimonianze storiche della presenza umana: chiese,templi e innumerevoli eremi sparsi per le pendici e i valloni.Assolutamente da non perdere. E' un posto magico, quasi spirituale, lontani dalle file per salire tipo corno grande. Aggiungo che è difficile incontrare altre persone e se pensate di passare qualche giorno in quota sappiate anche che i telefonini non prendono (solo qualche tacca in cima a monte amaro). Gli itinerari da percorrere sono tanti e vi permettono di attraversare i diversi ambienti: vi consiglio di acquistare una carta (di pessima qualità,purtroppo) presso i centri visita situati nei vari comuni (attenzione che non sempre ne sono provvisti). Vi consiglio fortemente la salita al monte amaro da fara san martino attraverso il vallone di Santo Spirito,la valle di Macchalunga e Valle Cannella: sono circa 2400 metri di dislivello da percorrere in 8-9 ore, ma assolutamente imperdibili! Per quanto riguarda la ricettività, nei vari comuni si trovano facilemente soluzioni per dormire. Per quanto riguarda la possiblità di passare notti in quota, ci sono 9 rifugi e 3 bivacchi (di cui uno in cima a monte amaro).Personalemente ho pernottato solo nei locali invernali del rifugio Manzini (quello subito sotto la vetta del monte Amaro): attenzione, sui vari siti internet c'è scritto che chiamando la forestale si possono avere le chiavi , ma questo non è assolutamente vero: il rifugio non è gestito ed è concesso solo previa autorizzazione dell'ente parco per motivi di ricerca. In compenso c'è il locale invernale, sin troppo ampio,spartano e purtroppo sporco. Ottimo il bivacco fusco (9 posti e vista incredibile) mentre il bivacco pelino (cima monte amaro) è da considerarsi di ricovero di fortuna. Nessuno di questi ricoveri è provvisto di telefono o qualsiasi altro modo per comunicare con la "civiltà": spesso vi troverete generi alimentari,liquori e medicinali lasciati lì dal buon cuore degli escursionisti. La rete dei sentieri è buona ma segnalata con noncuranza: di giorno è facile seguirli ma di notte o con un metro di neve vengono ricoperti tutti gli omini e i paletti segnalatori (che sono appunto bassi e spesso privi tabelle o frecce segnalatrici). Insomma, la Majella offre scorci indimenticabili e possibilità di trekking meravigliosi, impegnativi dal punto di vista fisico ma privi di difficoltà particolari. La ricettività a valle è buona mentre andrebbe migliorata l'organizzazione e la segnaletica del parco (ma probabilmente questa è anche una fortuna, magari tiene lontani molti escursionisti). Vi consiglio vivamente di spendere un giorno, prima di salire in quota, a valle per cercare una carta e sentire opinioni della gente del posto, sempre molto disponibile a dispensare consigli: chiedete soprattutto dello stato delle fonti (che sui pianori sommitali sono pressochè assenti) e occhio al tempo (ho beccato celebri grandinate ad agosto!!). Vi auguro veramente una buona camminata, vi renderete conto che la Majella non si può raccontare, ma va solo preservata!
Mio nonno è Abbruzzese, ma ormai non ho più parenti da quelle parti, solo un vecchio zio di mia madre.Ogni tanto lo vado a trovare e in effetti ogni volta che passo di lì resto a bocca aperta!
21.09.2007 14:38
Mio nonno è Abbruzzese, ma ormai non ho più parenti da quelle parti, solo un vecchio zio di mia madre.Ogni tanto lo vado a trovare e in effetti ogni volta che passo di lì resto a bocca aperta!
10.09.2007 20:55
mi piacerebbe visitarlo, sto riscoprendo i parchi naturali
28.08.2007 13:27
scoperta quasi per caso?? mannagg ...