Come sarà il mio viaggio di oggi?
Di oggi perchè è un viaggio virtuale, un percorso della mia vita reale ,che ora traduco qui per voi.
Non posso far altro, però se metterete tutta la fantasia oltre a quella che vi trasmetterò ora, allora il vostro viaggio diverrà reale.
Prendetemi per mano, ed insieme percorriaro il lungo Senna.
Il fiume scorre lento , la Senna è colore del piombo fuso.
La corrente sembra portare un metallo fatto liquido tra i canali sporchi di una fonderia , un metallo freddo e tetro.
Guardo giù i vortici d'acqua ,mi affaccio dal ponte Mirabeau e vedo i mulinelli, le pale lente del Bateau Mouche che trasporta gente a me estranea ed assente nei suoi pensieri.
Gente che guarda le vetrate del battello, guarda il cielo, guarda lontano.
E lì sulla Rive Gauche un venditore di acquerelli mostra le sue torri Eiffell , la sua Notre Dame spenta in una giornata d'autunno, il Moulin Rouge sbilenco e stinto da piccole gocce di pioggia.
Sta piovendo.
Ed io passeggio lentamente mentre minuscole perle d'acqua mi coprono i capelli ed il viso. Nascondo il mio corpo dal freddo, dagli sguardi estranei, dal tuo silenzio , dal tuo abbandono.
Guardo questa Parigi già vista mille volte, ma oggi triste nel suo colore spento.
Nel mio cuore spento.
Ma è questa una città dai mille volti , basta girare per le strade e un pò di nostalgia sparisce, un venditore di palloncini mi offre un grande cuore color pervinca.
Si, il mio cuore non è più rosso d'amore, è stinto, è pervinca.
Un saltimbanco mette via i suoi atrezzi e un mimo dalla veste argento scende dalla sua piccola pedana , apre la sua valigia e sparisce come solo un mimo sa fare, svolta senza parlare , raggiunge un androne e aspetta che spiova.
Sta piovendo.
Mi compro una crêpe , le bancarelle non mancano.
S'il vous plait...une crêpe au chocolat.
Attendo anch'io che spiova sotto questo ombrellone quadrato, attendo qui dove c'è un pò di calore.
La piastra fumante.
La cioccolata che cola sulla cialda dorata.
Potrei ancora una volta percorrere i grandi corridoi del Louvre , potrei attraversare la storia girando le mille stanze del museo.
Ma mi ricordo con esattezza ogni quadro : un Giorgione , un Caravaggio , tanti Delacroix , i disegni di Leonardo da Vinci e la sua triste Gioconda dietro un vetro spesso, un Rembrant , o forse due o forse quattro , un Vermeer , un Botticcelli....splendidi quadri, piccoli dipinti, opere immense come una parete.
E tutte le porcellane del periodo Impero, mille piatti leggeri come una seta, friabili e teneri come ali di farfalle tante cineserie.
Mummie , vasi cinerei , canopi , statue d'alabastro, geroglifici egizi.
Fari accesi su migliaia di teche.
Sono stordita.
Potrei guardare dalle grandi finestre del Louvre per dimenticare quanto ti ho amato.
Potrei.
Sta piovendo.
Piove sulle vetrate di Notre Dame, sui rosoni dai vetri colorati , sui draghi di pietra, sugli archi rampanti slanciati ed aggraziati .
Piove sui transetti , sui tetti grigi , sulle guglie maestose della cattedrale gotica.
Piove sui bassorilievi dell'architrave , sugli angeli , sui demoni di pietra.
Pietre bagnate da secoli di storia , bagnate da mille gocce di pioggia sferzante.
Pioggia incessante dalle guerre del Medioevo fino ad oggi dove io ti guardo maestosa col viso bagnato e pieno di fascino.
Ti amo Parigi.
Amo i tuoi lunghi viali, l' Avenue des Champs-Élysées nella sera che sta arrivando , le luci sfavillanti e bagnate che si specchiano in pozzanghere aumentando come vetri spezzati le luci, i colori , i bagliori .
E il traffico è intenso.
Sfrecciano auto , taxi impazziti dalle mille chiamate.
Che sarà mai un pò di pioggia in tutto questo caos.
Ma il caos è dentro il mio cuore e Parigi ora è testimone affannata e silenziosa.
Percorro stordita e grondante , noncurante del freddo , noncurante dei miei abiti bagnati.
Noncurante della maestosità dell'Arco di Trionfo e là sulla sinistra la Torre Eiffel illuminata di giallo e ammantata da nebbia sottile, come una dama d'altri tempi col suo cappellino di trine.
Stà lì anche lei muta osservatrice sulla sua possente altezza, scruta come me , sta in silenzio , ascolta.
La pioggia finisce.
E' notte su questa Parigi.
Gli ombrelli si chiudono ,gli sportelli delle auto si aprono davanti ai bistrot , davanti agli hotel , davanti al Lidò.
Passerella di velluto rosso , cordoni di folla accalcano l'entrata e la musica esce dall'atrio scintillante.
Camerieri raccolgono pregiate pellicce e signore desnude entrano con vecchi cavalieri in smoking.
Cammino noncurante di quest'aria di finta baldoria, cerco un bistrot.
Musica della chançon française arriva da un sobborgo, svolto e mi ritrovo davanti ad una vetrina annebbiata, profumi da annusare , colori da vedere , suoni da ascoltare.
Bistrot Mélac - 42 rue Léon Frot vicino alla Torre Eiffel...un "boeuf miroton", una "blanquette de veau", del "fricandeau all'oseille", una "tarte aux mirabelles", un "gâteau aux amandes.
Delizie e vino Bordeaux dans un verre ...oui...c'est moi...
...mi stordisco con due bicchieri di vino, canto coi musicisti queste tristi canzoni che sembrano di Charles Aznavour o forse della Grecò o di Edith Piaf , no questa è de Les Negresses Vertes..
Esco nella notte buia e molte macchine ancora corrono lungo
l' Avenue des Champs-Élysées.
Sfrecciano lontano, come lontana è la mia mente, lontana nei pensieri in questa Parigi di inizio autunno.
Je t'aime Paris.
06.06.2008 17:41
J'aime Paris... moi aussi! :-)
23.09.2007 11:22
Un viaggio virtuale? Ancora più vero di un reale!
30.07.2007 08:05
Bellissima lirica d'amore.