Opinione Diamante

UN ANGOLO DI MONDO,TRA INCAS E CONQUISTADORES SPAGNOLI.

5  06.09.2011 (07.09.2011)

Vantaggi:
Bellezze e tanta storia in un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato .

Svantaggi:
forse il viaggio piuttosto lungo .

Consiglio il prodotto: Sì 

Guenda-Dubens

Su di me:

Iscritto da:11.02.2011

Opinioni:31

Condividi questa opinione su Google+
In media l'opinione è' stata valutata Eccellente da 91 utenti Ciao

Il Perù,come altre culture antiche e di storia e arte evoca scenari di grandissimo interesse. In questo grande paese infatti furono molti gli imperi che vissero attraverso la nascita e il tramonto di un sole desertico che espande il suo calore fino alle alte vette andine che ne delineano spazi incontaminati ,liberi alla furia dei venti che scavano rocce e solchi sulla terra,come se volesse aprirla in due e estirparle dalla stessa,quella magnetica forza da cui questo popolo non è riuscito a sottrarsi. Così come gli Incas,anche i conquistadores spagnoli.
E’ un paesaggio vastissimo, quello che si imprime nei miei occhi,spazi infiniti sole e colori di quella terra arsa,che appena inondata da un furioso temporale improvviso riprende colore,accendendo come le fiamme di un fuoco notturno ogni angolo in cui lo sguardo riesce ad insinuarsi. Questo è anche Perù,ma non solo.E’ un agglomerato di usi e costumi,che stupisce affascina ed emoziona. E’ il senso del tempo che sembra scorrere,ma in maniera diversa lento con momenti in cui riprende in maniera più ritmica. Ecco perché molti visitatori ne rimangono folgorati,tanto da volervi ritornare ancora.
Lima appare,prima sotto le nuvole immensa e indefinita. I suoi contorni,non sono nitidi. Anzi ,sembrano perdersi tra quel cielo che dipinge un sipario appena percettibile. E’ un incanto per gli occhi e per il cuore quel paesaggio di luce e contorni sfumati sono solo le 7.45 e il volo partito da Milano/Linate attraverso lo scalo madrileno con la compagnia peruviana (LAN) sfiora il suolo della pista dell’aeroporto Jorge Chavez, e dopo pochi attimi goccioline di umidità si incollano ai finestrini del mastodontico aeromobile…sono serena finalmente ci si può alzare e dare nuovamente vita alla circolazione delle gambe che sembrava essersi fermata. Non mi aspetto nulla di ecclatante dalle mie vacanze,ma solo il riposo necessario per poi ricominciare un nuovo anno di lavoro,con minor stanchezza e preoccupazione. I miei figli invece,forse avrebbero desiderato una vacanza,in un villaggio magari contornati da scivoli e tuffi in piscina durante il giorno,ma non è così che voglio farli pensare ad un periodo di svago e di relax. L’idea delle vacanze attraverso la conoscenza della storia che ha dato un impronta importante alla storia dell’uomo mi ha conquistato,nozioni che a scuola assimileranno saranno senza dubbio più ricche con il flash delle immagini vissute! Grazie Perù.

E’mattina presto,ma nelle vie della città l’odore acre comincia a sprigionarsi come la magia degli incantatori di serpenti,dalle case variopinte voci e risate che rispecchiano la cultura dei paesi latini,bambini piccolissimi che sui balconcini rivelano una pelle color ambrato meraviglioso mentre una varietà di spezie e aromi di cucina tipica si confondono,e si insinuano creando curiosità tra la moltitudine di turisti,che pian piano affollano le vie e i vicoli di una città di confine tra il mondo antico,radicato nelle sue lontane tradizioni,e quel filo sottile di modernità,che il vecchio continente è riuscito a portare qui tra montagne millenarie che racchiudono la storia dei maestosi rilievi che oggi identifichiamo con il suo simbolo più bello e famoso,il “Macchiu Pitchu”.
Lasciato l’aeroporto internazionale Jorge Chávez ubicato presso El Callao, vicino al porto e a 10 km dal centro della capitale, Lima ci assale con la sua la coltre caldissima e afosa tipica. L’aria umida diventa quasi irrespirabile,è una fortuna aver acquistato una bottiglietta d’acqua prima dell’uscita dall’aeroporto, e anche grazie a questa i miei tre marmocchi appaiono subito più gestibili e tranquilli. Questo scalo è uno dei più importanti del Perù,trattandosi del più trafficato,servendo oltre 7,5 milioni di passeggeri all'anno smistati poi per tutto il continente sud Americano,strategicamente disposto per i collegamenti che servono la linea Peruviana Lan in tutto il resto del globo.Tutto è notevolmente sbrigativo,le formalità gestite in tempi ridotti e mi sembra di essere stata catapultata non in Sud America,ma nel più rigido scalo europeo, inusuale penso perché ci si aspetta ritardi code e mille altre torture in fattore logistico cosa per fortuna ampiamente sfatata.
Dopo tante ore di volo e con tre scali,siamo quasi frastornati stanchi ma inesauribilmente frenetici nel voler uscire da quell’ area e così,in poco meno di mezz’ora siamo completamente liberi dalla zona aeroportuale,guadagnando presto la via della nostra sistemazione alberghiera in un quartiere denominato “Miraflores”uno dei quartieri più commerciali della città,dove certo la vita non rallenta di un istante,ma sembra viaggiare su binari a pieno ritmo,non lontano dalla visione paradisiaca dell’oceano pacifico con il suo moto ondoso rilassante e tranquillo, che a quell’ira del giorno sembra svegliarsi dal suo placido,lungo e profondo sonno. Il Perù mi è parsa come una terra di confine,tra quella terra che l’uomo ha tentato invano di dominare e civilizzare e sedurre ad un uso e consumo spregiudicato e malsano,trovandomi però spiazzata davanti ad un ostacolo insormontabile,come la cultura radicata e profonda, scolpita in un lontano passato. Qui le tradizioni,sono da sempre il punto in cui si incontrano le origini di un popolo a cui nulla è stato sottratto in fatto di cultura. Anche i colori qui hanno le loro radici, e la loro storia da raccontare ecco perché io non mi lascio incantare da
Fotografie per Perù in generale
Perù in generale colori-del-peru - Perù in generale
Colori tipici della pregiata lana.
quel poco di modernità occidentale,che tenta a volte di insinuarsi alla mia vista…la lascio scorrere senza fermarla o allontanarla. E’ come un libro che sfoglio,le pagine che scorrono lentamente ed io passo ad un capitolo successivo.
La nostra guida,è un uomo di mezza età,camicia bianchissima e pantaloni classici blu,telefono che suona di continuo,ed ecco che la tecnologia mi appare come uno strumento creato a destare fastidio…aspetta pazientemente che esaurite le prime nostre domande,porgiamo attenzione ad un programma stilato in precedenza per renderci la visita più gradevole senza toglierci il gusto però della sorpresa che non manca in questo angolo di mondo,dove i monti e le alture da sempre sono amici degli uomini,e dove molti di questi hanno deciso di vivere nonostante le difficoltà e le disillusioni di una vita più facile e meno logorante.
Chi come questi popoli conosce le montagne, le rispetta. Sono graditi il rispetto ed il silenzio,perché qui si riesce anche a pensare e formulare alla propria anima domande a cui nei nostri gusci dorati non sappiamo dare risposta. Vivere in questo paese,non è per tutti,le difficoltà non mancano e soprattutto quello che la vita concede spesso è frutto di dure rinunce,come la libertà. Questo è un popolo,che considera esseri viventi le montagne,con differenti potenzialità,le ascolta impara a riconoscerne l’umore e assecondarne la volontà. Non sono ammessi errori e tanto meno la valutazione sbagliata di alcuni comportamenti dell’essere umano come cimentarsi in sfide impossibili con questa natura selvaggia.
Per alcuni sono montagne sacre,qui le etnie che si compensano con la loro diversità sono varie ma si amalgamano splendidamente insieme … bianchi ,meticci mulatti o neri non fanno la differenza,quello che fa la differenza è solo un particolare che ognuno rende importante o meno…”l’uguaglianza” che contribuisce a rendere questo meraviglioso continente una terra dove regnano pacificamente insieme la magia e la speranza. Qui si respira ossigeno di creatività,di competizione quotidiana con la vita,ma rimanendo ben saldi ad un principio. L’uomo,è sempre comunque più vulnerabile quindi sottomesso al volere della natura stessa.
Qui si alternano stagioni piovose,e asciutte.I cicli della vita sono pienamente scanditi dai rituali e dalle feste,occasioni per ritrovarsi in una comunità compatta e allontanare per un breve momento quello che può sembrare un intero anno vissuto al cospetto della noia e della routine. Guardo l’orologio,sono le nove…è presto? È tardi’ non lo so. Ho davanti a me la giornata intera con tutta la stanchezza che mi sembra far parte di me da sempre. E’ un incanto la varietà di colori con cui ho dipinto il Perù nei miei occhi,tonalità che inseguono tra loro una moltitudine di sfumature piene,e meno accennate. Sembrano sprigionarsi insieme al vapore che si eleva da chissà quale punto,ma il Perù non è solo questo. E’ la cultura che si esprime, libera attraverso i molti artisti che lungo la strada desolata chiamata”Panamericana”una speciale road di dipinti e varietà di culture, attraverso la quale o ci aggrega oppure ci si sente fuori dal tempo.
Espongono i loro dipinti questi artisti,si soffermano ogni tanto a guardare il mondo lontano attraverso le nuvole che cominciano a diventare più vicine. Sembrano piccole spruzzate di zucchero a velo,anche i colori sembrano cambiare sulle tele e tessuti pregiati, mentre,le note struggenti di uno zufolo aggroviglia note che accomuna la tonalità magica, degli occhi di questi giovani maestri d’arte. Qui le tradizioni resistono ancora,perché sono le basi su cui si fondano le radici lontane di questo popolo,è un pensiero che ricorre sempre nella mia mente... anche io credo di venirne rapita senza possibilità di salvezza .
Non lontano da Lima,però si avverte più forte il desiderio di intraprendere un viaggio mentale attraverso le radici di questi uomini…nelle adiacenti località,si sente ancora la necessità,o meglio il desiderio di raccogliersi attorno ad un tavolo per consumare un pranzo tradizionale,si ha nostalgia del vero silenzio osservando un cielo sgombro da bagliori artificiali accovacciati attorno ad un fuoco contenti di indossare un maglione intrecciato a mano da una giovane donna ,madre moglie e forse presto nonna.
Si vive anche di calamità però…
Calamità naturali,ma anche conflitti sociali,nelle grandi città del Perù come in Europa e un po’ in tutto il globo si avverte il vero mostro della povertà e della disuguaglianza,fatta di vetrine dorate per i pochi fortunati,e sempre più spesso,precarietà ,ma sono rimasta colpita da quanta generosità si può avvertire nell’ospitalità che riservano allo straniero. Ospitalità che per questo popolo significa molte cose,come il rispetto l’amicizia e perché no,il volersi confrontare con qualcosa di lontano. L’amicizia qui ha il valore della consapevolezza che in ogni angolo del mondo ci si possa trovare non si è mai soli,se si è imparato ad ascoltarsi…insieme alle proprie emozioni,è necessario guardare attentamente quello che ci circonda,come il profumo dei campi prima di un raccolto,la lucentezza di una notte stellata,ma anche le mani rugose di un anziano che ci offre latte di capra pensando di alleviare l’arsura della gola,dovuta alla calura del giorno che sembra non finire mai. Su questi altipiani il freddo diventa pungente durante tutta la giornata,le piogge sono costanti durante tutte le stagioni dell’anno,spesso talmente intense da rendere difficoltoso anche il cammino lento del piccolo bus,che sembra arrancare sul terreno rossiccio aprendo squarci nel terreno come ferite sanguinanti. Lima è solo una città di appoggio per noi,ma nonostante questo riusciamo a distinguere ogni piccolo dettaglio di questa grande città. C’è un Perù nascosto però ,che pochi viaggiatori vedono o vogliono guardare attentamente. E’ un condensato di storia e antichità, mescolate ad una biodiversità che stupiscono gli studiosi delle università più prestigiose,quando arrivano in una terra che sembra inospitale si rendono conto di quanto questo errore di valutazione sia poi per molti una vera scoperta per clima e vari età morfologica. Tutto questo sopravvive,grazie alla cultura millenaria di uomini che hanno saputo rispettare il tutto questo meraviglioso mondo,con grande armonia e serenità. La nostra guida si chiama Enrique Dominiaz,è un uomo a cui il tempo ha ingrigito i setosi capelli,incartapecorito il viso ma lui espone con noncuranza anche un sorriso che le rende questo biglietto da visita di anzianità un vero passaporto per ogni angolo di mondo! Il Perù è la sua casa con mille destinazioni ci spiega,questa terra per lui è come un mosaico che rappresenta la parte più bella del creato ,ed io non stento a crederle mi arrampico su una parte di roccia, che sembra accendersi e logorare i miei pantaloni color caki,ma è solo un particolare senza importanza perché subito dopo, sono già assorta nel suo spagnolo che sembra una cantilena con effetti allucinogeni.
Il Perù è una destinazione che ne racchiude infinite,variopinte maestose e a volte senza interesse alcuno per chi conosce questi luoghi da sempre…a me invece affascina ogni piccolo dettaglio di questa mia breve vacanza oltre oceano. Un paese con diecimila anni di storia,nel suo passaporto del tempo ,sede non solo del favoloso impero Inca,ma anche di testimonianze che ne hanno scritto tracce attraverso uomini e territorio,tracciando una linea immaginaria in cui viaggiano i dati su cui oggi si basa la nostra civiltà.
I miei figli,scorrono lentamente immagini di alcuni depliants recuperati in albergo,che raffigurano paesaggi di altopiani in cui la storia degli “Inca” ha avuto la sua origine il suo massimo splendore…e la sua fine. Riassumono senza alcuna difficoltà quello,che la civiltà moderna ha saputo trasformare poi accanto alle rovine di questi nostri antenati e pro genitori le città in cui vivere,senza dimenticarne comunque l’aspetto positivo di questo…l’indissolubile legame tra teorie di pensatori e la semplicità di un popolo che ha solo continuato la storia di un antica vita sbocciata tra le montagne agli albori del tempo.

Nulla mi ha deluso di questa area geografica dalle mille trasformazioni in continua evoluzione,i paesaggi sono sempre diversi e contrastanti,verde e rigogliosa la parte oceanica mentre quella più interna appare desolata e immensamente sfuggente.Ogni piccola sfumatura di colore ha il suo “perché” nelle case stile coloniale che ricordano quelle che si intrecciano nei vari quartieri che possiamo trovare in ogni grande scorcio di metropoli,ricchi di dettagli e di accorgimenti preziosi,mai a deturpare quello che l’uomo da sempre ricerca in quest’arte…ovvero l’assoluta tranquillità. Anche le piccole case situate all’estremo sud della città di Lima sembrano evocare romanticismo,sembrano abbozzate in parte su una grande tela che richiama l’atmosfera di “via cl vento” e in alcuni momenti forse è quello che mi ha ricordato questo paese fantastico e dai mille bagliori. Il Perù offre ogni forma attrattiva,parapendio volo e passeggiate in bicicletta tour in montagna con possibilità di pernottamento in antichi villaggi,ma anche siti archeologici che sono disseminati in valli da togliere il fiato. La sua attrattiva più spettacolare è senza dubbio la foresta amazzonica,le montagne più alte del mondo e un litorale desertico che si estende a perdita d’occhio,un paese in continua evoluzione sia morfologica che sociale,ne rendono di estrema bellezza la visita e di cultura di prim’ordine le sue risorse naturali. Anche le stagioni,sono piuttosto capricciose…due sono quelle in particolar modo importanti,che però cambiano secondo la regione in cui vi recherete,la temperatura infatti dipende soprattutto dalla quota in cui soggiornate tenendo conto che il freddo è particolarmente pungente tra Novembre e Aprile,tra Giugno e Agosto però è possibile trascorrere un periodo di vacanza senza troppi problemi a livello climatico. Questo è infatti il mio scorcio di relax insieme ai miei figli e il mio compagno,ecco perché è stato tutto programmato senza la fatica di alcun tour operator.
Sulle via del ritorno da una giornata faticosa come percorso,incontriamo una visione a noi ristoratrice…donne di bianco vestite e dai capelli lunghi e corvini a servire fette di piccole cocomeri con ghiaccio appena tritato,una famigliola che al completo esorta un unico pensiero,la semplicità che non riesco a vedere nei parsi in cui vivo più frequentemente il mio natio e quello che mi ha adottato,ecco perché un po’ rimango incantata e stupita. Hanno visi e tratti somatici particolarmente belli,la pelle senza imperfezioni e gli occhi colmi di magia,a volte anche lunghissime trecce che sembrano diventare serpenti incantatori durante la loro dolcissima danza. Ecco perché seduti rimaniamo tutti in silenzio,finchè ogni suono è rotto dalla breve risata del mio piccolo Nicolò che intona una canzoncina intrecciando le sue manine con quelle di una bimba del posto che lo aiuta nei passi come se fosse una esperta danzatrice di chissà quale tribù…sono adorabili insieme,ma il pensiero di fotografare quel gesto spensierato mi appare subito poco galante verso i genitori,che continuano a servire fiumi di birra e frutta alle cinque del pomeriggio ai turisti che pian piano fanno capolino tra i tavoli scrostati ma apparentemente lindi, mentre un sole cocente ancora non tenta neppure una falsa resa in un cielo che sembra cartapesta. Mi risulta chiaro solo adesso,che cosa significhi lottare per la sopravvivenza ogni giorno per questi uomini,che da centinaia di anni abitano queste zone impervie e difficili da contrastare con la comodità,essere Peruviani significa in prima persona essere fieri delle proprie origini,essere provvisti nel proprio dna di un amore sconfinato per la propria storia e cultura. Il “huayno”è la musica che aleggia tra queste montagne da sempre,legando indissolubilmente l’uomo alla natura più avversa senza limite,ma anche la maniera più eclatante per scandire il tempo che qui sembra non avere contorni.
Siamo stanchi si,un po’ per il clima un po’ per il fuso orario che ci fa ronzare ancora l’interno dell’orecchio…per la serata prevediamo di rimanere a cena in hotel,ma contiamo anche di fare una breve sosta prima di andare a riposare in una bottega artigianale dove,le donne avvolte in vesti e gonne pesanti e rigide guarnite di vari nastri disegnando figure immaginarie con il loro bacino, in maniera armonioso offrendo agli aspiranti acquirenti,quello che hanno tessuto nelle giornate precedenti…sulle spalle indossano mantelline variopinte intrecciate con lana di Alpaca,una delle lane più pregiate del mondo per la sua leggerezza e la sua efficacia termica. E’ proprio il Perù è uno dei maggiori produttori di questo tipo di lana, molti dei modelli sono ispirati a grandi stilisti che lanciano le collezioni prestigiose sotto forma di seta e cotone in Europa,neppure il tocco del classico “borsalino”a volte arricchito con nastri e fiocchi che diventano stile geometrico con i movimenti ritmici del capo,ma anche calzettoni millerighe coloratissimi che alle mie figlie ricordavano la splendida “pippi calze lunghe”. Ecco cosa mi manca già del Perù che mi è penetrato nell’anima,la sua cultura millenaria la sua storia,attraverso il quale ancora oggi la gente arricchisce il suo pensiero ,e il suo prossimo dando un senso alle giornate che una dopo l’altra segnano le esistenze di ognuno.
Anche gli uomini hanno però,il loro momento di fascino. Indossano pantaloni al ginocchio, giubbini ricamati e berretti di lana con copriorecchie e poncho. Qui tra i paesini nelle alture si ha un concetto diverso tra uomo e donna paritario forse si,ma anche di protezione attraverso il quale la figura maschile,assorbe parte dell’essenza delle loro donne. E’ una realtà diversa quella che viviamo noi,a volte per loro incomprensibile,e nemmeno agognata anzi…Questa è una terra lontana irraggiungibili perché sembra che qui finisca il mondo,mie figlie mi suggeriscono che forse qui gli uomini e gli animali camminano a testa in giù,ed io invece di chiedere come mai avessero questa concezione del Perù,mi porto dentro la mia convinzione…”forse succede questo perché,animali e uomini hanno imparato a camminare insieme”leggende e terre ignote forse sono la probabile risposta a tutto. Solo gli antichi Inca,popolo sconosciuti e coraggiosi vagavano tra quelle terre di confine,sopportando privazioni e calamità che li hanno portati poi alla loro fine.La loro vita fu breve…forse meno di un secolo,infatti il primo degli otto re Incas,abbracciò il periodo compreso tra il XII e il XV secolo,tanto che si stima che prima si potevano definire come una piccola tribù,che si proclamava discendente dal dio del sole Inti e regnava solo nella valle di Cuzco.Dopo l’era degli Spagnoli conquistadores,tutto prende una forma diversa…ed è qui che intravedo le orme di un passato più vicino al nostro mondo e grazie a questo dal punto in cui mi trovo, riesco a guardare ad un mondo infinito. dal luogo in cui ci troviamo,da noi chiamato “belvedere”dai turisti la montagna offre il suo spettacolo più ardito…una parete che si affaccia a sud,uno strapiombo da cui si rigetta la vita estrema di forma giallo rossiccio a formare quello che appare come una lama che sferra il suo colpo più crudele ad un martoriato cielo. Non mi manca per nulla la vita nel vecchio continente. Mi appare distante,perché lo sono io,e non solo di pensiero ma anche di desideri. Qui sono utile a me stessa,siamo in molti radunati a guardare questo luogo incantato…ma ognuno è prigioniero delle sue emozioni e della sua solitudine. Forse per un certo verso,sia il tempo di assimilare ossigeno nuovo,ma per quanto mi riguarda,è stato un perfetto connubio con il mondo che verrà,che noi rincorriamo da sempre. Apparentemente,rendiamo un semplice grazie a questa gente,ma nel cuore ci sentiamo parte di chi rimane in questo luogo per sempre.
Siamo sicuri noi che arriviamo dalle nostre spicce comodità,che non è solo paura di affrontare i piccoli scompensi quotidiani preparandoci al nostro rientro,ma è il timore che qualcosa di indefinibile e grande,rimanga come da sempre su questi altipiani con l’accortezza di venire protetta gelosamente e pronto ad essere offerto ai nuovi testimoni che nella terra Peruviana scriveranno una nuova pagina, della loro vita.

Guenda-Dubens.


Condividi questa opinione su Google+
Link Sponsorizzati
Valuta questa Opinione

Che utilità avrà questa Opinione per una persona che sta prendendo una decisione d'acquisto?

Istruzioni su come votare

Commenti su questa Opinione
123paolocesare

123paolocesare

20.06.2012 12:17

Il Perù è una meta che vorrei visitare al più presto....hai fatto davvero una bellisisma esperienza di viaggio.Diamante meritato

doppiax_x

doppiax_x

06.12.2011 12:01

eccellente

Acex

Acex

24.11.2011 13:27

no comment.... eccellente!!!!!

Pubblica commento

max. 2000 caratteri

  Pubblica il tuo commento


Le valutazioni dell'Opinione
Questa Opinione su Perù in generale è stata letta 925 volte ed è stata così valutata dagli iscritti:

"Eccellente" per (95%):
  1. 123paolocesare
  2. doppiax_x
  3. Acex
e ancora altri 83 iscritti

"molto utile" per (5%):
  1. Parsito
  2. dannyinco
  3. davide-priolo
e ancora altri 2 iscritti

La valutazione generale di questa Opinione non si basa solo sulla media delle singole valutazioni.
Risultati simili a Perù in generale