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Il Medio Oriente e la sua meraviglia.

5  26.01.2012

Vantaggi:
L'immensità, la commozione di chi la visita, l'ingegno di chi ha realizzato il tutto

Svantaggi:
Il circuito turistico di cui è entrata a far parte

Consiglio il prodotto: Sì 

pepppino

Su di me: Grazie a tutti, anche a quelli che non vedevo da tempo e, guarda caso, come spettri, zitti zitti rit...

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Il Medio Oriente e la sua meraviglia


PREMESSA

Viaggiare in Giordania ed in particolare andare a Petra è come affrontare un viaggio alla ricerca delle origini e della cultura mediterranea.
Ci son stato di recente, in estate, ed era tutto un pullulare di tedeschi, inglesi e di numerosissimi italiani.
Turismo culturale? spero proprio di si! Quello che ha portato me in Giordania, ed in Medio Oriente in generale, è la sua diversità in termini di usi, costumi e mentalità.
Ma veniamo alla mia esperienza.

AMMAN: LA CAPITALE

Tanta diversità, ma devo dire che, in un Paese in espansione con circa sei milioni di abitanti, i grossi centri come la capitale Amman sono, sotto molti aspetti - molto spesso i peggiori - occidentalizzati. Traffico notevole, strade larghe e spesso affollate così come i numerosi e moderni negozi. In mezzo a tanto trambusto si presenta però, in pieno centro cittadino, il Teatro greco-romano. Capace di ospitare settemila persone, fu costruito intorno al 150 d. C. dall'imperatore romano Antonino Pio ed è posto nella parte restrostante l'antico foro, ovviamente scavato sul fianco di una collina. Mantenuto in modo esemplare, tanto da venire impiegato ancora oggi per rappresentazioni teatrali, in mezzo al traffico cittadino, per un attimo e solo per questo motivo, mi ricorda il nostro Colosseo, oggetto anch'esso del mio quotidiano passaggio nelle sue vicinanze (per fortuna o, forse, per rispetto: in metro).
Ma quando la guida ci allontana dal centro e dai suoi negozi e ci fa inerpicare alle luci del tramonto su una strada in salita, si apre ai nostri occhi, una vista spettacolare, quasi irreale. Un panorama fatto di piccole casette che ricorda un presepe. Pochissime illuminazioni artificiali, solo finestre illuminate, un presepe nel buio della notte che nel frattempo era sopravvenuta. Nessun luogo in occidente potrà mai riportarmi alla mente quella pace, quella poesia.
IL DESERTO

Partimmo da Amman e ci bastò qualche chilometro per trovarci in mezzo al deserto. Un deserto fatto di pietre, pietre e polvere. Diretti a sud verso Petra posta a metà strada fra la sponda meridionale del Mar Morto e la propaggine del Mar Rosso costituita dal Golfo di Aqaba, dove, se fossimo arrivati, sarebbe stato possibile fare un bel bagno. Ogni tanto a bordo strada un arabo, non si capisce cosa ci facesse lì tutto da solo. Neanche la guida ci sa dare una spiegazione che si possa definire seria.
Ci sono più di 250 chilometri da percorrere prima di raggiungere Petra ed il deserto aiuta a pensare.
Medito e mi vengono in mente i ragazzi che con molta cortesia ci avvicinavano per piazzare i loro oggettini ed i mendicanti che anche se presenti non sono mai stati

Fotografie per Petra
  • Petra Il siq di accesso al sito - Petra
  • Petra Il Monastero
  • Petra interno tomba - Petra
Petra Il siq di accesso al sito - Petra
Il siq di accesso al sito di Petra
oltremodo fastidiosi. Tutti gentili, mai molesti, sempre disponibilicon i turisti. Persino nel Suk di Assan, dove ho acquistato degli oggetti in vetro carinissimi e dei sali con fango del Mar Morto che mi hanno che, oltre a costituire base di eccellenti cure di bellezza, sono anche altamente curativi per le malattie della pelle, persino contro la famigerata psoriasi.
Medito e penso anche a quello che ho mangiato. La cucina è ottima ed io che sono spesso in difficoltà quando soggiorno all'estero, ne sono rimasto favorevolmente colpito. Certo, forse, si eccede un po' con gli aromi e le spezie, ma io non disdegno i cibi un po' troppo saporiti. L' hummus mangiato ad Amman al ristorante Fakhr el Din era squisito. Si tratta di un antipasto costituito da un passato di ceci cucinati e poi serviti con pasta di semi di sesamo. Ma buoni erano anche gli stufati di carne e verdura ed il tipico kebab. Il tutto da accompagnare sempre con il tipico pane arabo senza lievito, il khobz.
Intanto i chilometri passano e devo dire che la strada è veramente ben fatta, paragonabile a qualcuna delle nostre autostrade. La guida ci spiega che è stata costruita per massima parte lungo lo stesso percorso che nell'antichità costituiva la via di congiunzione fra i vari fortini posti a difesa dell'impero romano e che a lungo costituì la principale via commerciale che univa Aqaba a Sud con la Siria, l'Asia Minore e i porti nei quali le merci, fino a là trasportate dai carovanieri, venivano cedute ai mercantili spesso diretti nella nostra penisola.
Ma oramai siamo prossimi alla meta e la guida non manca di ricordarci che Petra è stata proclamata in base ad un recente sondaggio una delle sette meraviglie del mondo moderno insieme, ad esempio, al nostro Colosseo, alla Grande Muraglia e al Machu Picchu. L'aspettativa è tanta e le sue affermazioni non fanno altro che farla crescere.
PETRA

Ed eccoci all'agognata meta! L'antica città dei Natabei. La capitale commerciale dell'antica arabia più volte visitata dal Generale Pompeo che conosceva bene questi luoghi dove spesso ha guerreggiato ma anche stretto accordi ed amicizie.
E Pompeo ha sicuramente frequentato il suo teatro e i suoi templi.
Ma noi per poter godere delle sue magnificenze dobbiamo attendere, c'è da attraversare a piedi sotto un sole rovente una fenditura naturale che si snoda fra le rocce per circa un chilometro: il siq, un canyon largo in alcuni punti anche meno di tre metri. In mezzo alle altissime rocce la temperatura per fortuna si fa più sopportabile e la via, ben battuta e comunque piana, ci fa godere la passeggiata in mezzo a forme inimmaginabili e bizzarre. Una passeggiata nella storia.
Si sbuca infine senza preavviso in quella che era stata la piazza centrale. Una visione mozzafiato della città con i suoi templi, il bellissimo teatro, le tombe, il tutto veramente ben conservato. In pieno giorno i raggi del sole rendono le rocce di un bel color rosa facendo esclamare qualcuno " Doveva essere un paradiso in terra! ". Ci si sente leggeri, sospesi, piccoli. E' chiaramente un'opera umana, ma la mano divina è evidente. Non fosse altro che per l'ispirazione.
Tutto è scavato nella roccia: abitazioni, camminamenti, luoghi di culto, l'anfiteatro romano, le tombe rupestri. Ogni abbellimento è ottenuto per altorilievo sulla stessa roccia. la vegetazione è praticamente quasi assente. Rari sono gli arbusti che son riusciti ad attecchire sulle pareti di queste rocce.
I colori tenui che rendono affascinanti gli esterni divengono più vivi quando si entra in uno qualsiasi dei locali scavati in quella che dovrebbe essere un'arenaria con colori prevalenti sul rosso. Compatta e resistente alle intemperie, dovette apparire a chi ci lavorò - stante la celta di quel sito - facile da plasmare. I flash delle macchine fotografiche rivelano spesso delle venature rosso sangue, alternate ad altre biancastre.
Certo, come lascia intuire la guida, se non fosse stato che dopo la scomparsa dell'impero dei Natabei, nell'ottavo secolo d.C., l'accesso al sito rimase noto solo ai beduini in transito e alle poche popolazioni stanziali, il suo stato di conservazione del sito non sarebbe potuto essere così ottimale. Il turismo culturale può godere a pieno di questo sito anche in virtù del fatto che l'accesso al sito si è rivelato al mondo occidentale solo nei primi decenni del 1800. Ed è davanti a questa rivelazione ed immersi in una delle culle della civiltà moderna che viene spontaneo osservare a quali livelli di eccellenza pùo arrivare l'ingegno umano per poi, spesso, dimenticarsene e cadere nell'oblio più assoluto o, peggio ancora, nelle meschinità più assurde.
Il sito archeologico di Petra merita una visita, la meritano le numerose rovine, le sculture, le colonne, ogni singola pietra che compone il sito. Ritengo però che ciascuno di noi può essere in grado di dare il giusto significato a tutte queste cose solo se ha idea di ciò che sta visitando. Ritengo pertantodi fondamentale importanza documentarsi prima della partenza. Io non sono un profondo conoscitore della storia mediorientale, né lo sono diventato dopo la mia visita a Petra, ma mi sono reso conto che le poche, per quanto utili, informazioni fornite dalla guida non sarebbero state sufficienti a farmi capire cosa succedeva fra quelle pietre ed intorno ad esse se non avessi letto qualcosa - il web in questo è utilissimo (1) - prima della partenza.
Lo so. Vi starete chiedendo del perché di queste mie considerazioni. La risposta sta nelle battute infelici di una giovane coppia che ci affiancava nel viaggio. " Che stanchezza! Solo polvere e pietre! " o, ancora: " Queste rovine si somigliano tutte! ". Indubbiamente caldo ne faceva, ma nulla di insopportabile. Trovo che sia un peccato essere là e non godere della bellezza di quei luoghi, bellezza data alle cose sopratutto dai contenuti. La possibilità di contemplarla è data a tutti, ma di base ci vuole un minimo di curiosità, immaginazione e conoscenza, anche spicciola. Altrimenti ci si stanca subito e si riesce a vedere solo polvere dove gli altri vedono antiche civiltà intente a lavorare la pietra, generali romani intenti a seguire le rappresentazioni teatrali seduti in prima fila nell'anfiteatro o antichi sacerdoti in abiti da cerimoniaall'interno dei templi.
Devo ammettere in tutta sincerità che la stanchezza prese anche me. Il sito archeologico è immenso e girarlo tutto, sapendo che dall'ingresso al siq fino al pullman c'era ancora un bel tratto da fare a piedi, era impensabile. Fu così che distrutti ma felici si tornò al bus che, attesi gli ultimi arrivi, ci accompagnò all' Ambra Palace, un albergo che ricordo fosse molto vicino alla città di pietra. Più che modesto e comodo, dotato di quanto necessario per ritemprarsi.
In mattinata, mentre si era in viaggio da Assan, ci eravamo ripromessi di valutare la possibilità di noleggiare una macchina per raggiungere un villaggio poco distante da Petra, noto come La piccola Petra . Si tratta di uno dei siti più antichi del Medio Oriente. Le rovine di questo villaggio, in lingua locale Al-Bheida, risalgono infatti a circa 7000 anni a.C.. La spossatezza ed il fatto che ormai era tardo pomeriggio ci hanno fatto però desistere. Bastò uno sguardo per intenderci. Sarà per la prossima volta! Resta comunque la curiosità, ma certo non si può far oltre il possibile.
CONSIGLI PER CHI HA VOGLIA DI VISITARLA
cerco di elencarvi alcune precauzioni e consigli da ricordare nel caso decideste di visitare il sito:
  • Leggete qualcosa relativo alla storia della città. Documentatevi. Basterà un breve excursus storico. Vi aiuterà a capire ed a stancarvi di meno;
  • Portate con voi scarpe comode e chiuse, abiti leggeri (in estate) e tanta tanta acqua;
  • Non sono richieste vaccinazioni particolari. E' pero' necessario un passaporto valido almeno per sei mesi.
CONCLUSIONI
Non conosceremo mai noi stessi se non conosciamo le nostre origini e le nostre origini stanno sulle sponde del Mediterraneo. Il mare che da sempre ci divide ma che molto spesso ci unisce. Sulle sue sponde sono nate o sono mosse tra le più grandi civiltà: quella assira, quella persiana, quella egiziana, quella greca e quella romana. E noi da quegli imperi veniamo.
Tutta la nostra arte, la nostra religione, i nostri modi di fare e di pensare si sono sviluppati sulle sponde di questo immenso lago e se oggi riusciamo ad esprimerci e a scrivere di noi lo dobbiamo a questi nostri avi, che a Petra son anche cresciuti o solamente transitati.
Impariamo ad amare il passato conoscendone i contenuti per amare i nostri genitori, noi stessi, i nostri figli.
Scrivendovene mi è venuta voglia di tornarci... e non è detto che non lo faccia.

NOTE
Esempi:
(1) http://it.visitjordan.com/default.aspx?tabid=86
http://www.arpnet.it/petra/storia.html.
Queste, e tante altre, sono pagine che si pongono l'obiettivo di soddisfare le necessità degli utenti di rete di avere informazioni sulla cultura e la storia di Petra.


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lucetta7

lucetta7

11.05.2013 12:01

Eccellente! Hai ragione ! Nostri amici che ci sono stati ne sono tornati affascinati.E' un viaggio che ho in programma!

Pacman1984

Pacman1984

12.03.2013 13:07

Eccellente. Come al solito completissimo.

willyna

willyna

09.02.2013 09:19

sarebbe ECCELLENTE ma li ho esauriti peccato e spiacente sei molto esaustivo nelle tue recensioni grazie

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