Tutti in piazza
25.05.2011
Vantaggi:
un altro gioiello della nostra Italia
Svantaggi:
nessuno
Consiglio il prodotto:
Sì
 lorythebest
Su di me:
"Solo i cretini sono pieni di certezze"...su gentile concessione di Bertrand Russell ed ...
Iscritto da:02.05.2010
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In media l'opinione è' stata valutata Eccellente da 17 utenti Ciao
Piazza Ducale, il salotto di Vigevano, è una delle più belle piazze d'Italia e chissà quante volte l'avrete vista in qualche spot pubblicitario, è infatti molto amata come set, data la sua spettacolarità. Purtroppo non è altrettanto nota come altre sue colleghe, ma vi assicuro che una passeggiata in questa piazza vale davvero la pena. Della piazza conosciamo perfettamente l'anno di nascita: nacque in due anni, dal 1492 al 1494, quando Ludovico il Moro, volle dare un maggior risalto al suo castello, creandogli un atrio splendido che potesse far comprendere quanto era grande il signore di Milano. A dire il vero, all'epoca dell'inizio dei lavori lo Sforza non era il signore del capoluogo, era semplicemente il tutore del nipote, Giangaleazzo Visconti, erede legittimo della signoria lombarda, ma si sa, a volte, certe morti giungono opportune, così quando la piazza venne inaugurata il ragazzo era misteriosamente morto e il dominio sulle terre di Lombardia spettò in pieno al genero dei Visconti.
Ludovico era molto affezionato a Vigevano e al suo castello, qui era nato, e sempre qui amava trascorrere dei periodi in cui andava a caccia nelle sue riserve di pianura; non a caso, al mio paese, che si trova poco distante da Vigevano, un toponimo ricorda lo Sforza, in campagna c'è una località ancor oggi chiamata "bosc dal moru", che tradotta in italiano suona "bosco del Moro". Approfittando della sua posizione di tutore del signore prima, e di signore poi, egli fece abbellire e ingrandire il castello, già impreziosito dalla meravigliosa torre che pochi anni prima il Bramante aveva progettato. Quello che non soddisfaceva il nostro Ludovico era la zona che stava davanti al suo castello, lui concepiva qualcosa di grandioso, di elegante che potesse essere degna cornice di quel castello appena restaurato. Esisteva già una strada davanti, ma lo Sforza voleva qualcosa di maestoso e, chiamati i suoi ingegneri e architetti, venne progettata questa piazza che in pratica venne inaugurata dall'arrivo del re di Francia Carlo VIII. Quale migliore biglietto da visita per il lombardo: appena divenuto signore del ducato di Milano, riceveva un amico-alleato più potente di lui e faceva sfoggio delle bellezze e dell'opulenza delle sue terre.
La piazza, così come l'inaugurò la visita del re di Francia, è rimasta, si può dire inalterata: quello che vediamo noi oggi è ciò che vide Carlo. Già, ma che vide Carlo? Un'enorme piazza rettangolare, che ricorda in parte la corte delle tipiche cascine lombarde, porticata su tre lati con colonne di serizzo e circondata da palazzine assolutamente identiche. Le case, di modesta altezza, hanno il portico al piano terra, finestre arcuate al primo piano e finestrelle tonde al secondo piano (occhi di bue). I tetti, con tegole rosate, sono ornati da innumerevoli comignoli che, si dice, rappresentino in miniatura le più belle torri lombarde. Tutte le facciate sono affrescate: ci sono cornici di arabeschi, stemmi e medaglioni dei quali sono rappresentati personaggi famosi dell'antichità classica, ma anche esponenti della famiglia Sforza e proverbi e detti popolari.
Sul fondo della piazza, che è in leggera discesa, si trova il duomo che non è perfettamente simmetrico rispetto ad essa, ciò è dovuto al fatto che la chiesa era già preesistente e perciò aveva la facciata rivolta verso il castello. Quando nel 1600 venne rifatta la facciata, un accorgimento architettonico fece sì che si notasse poco l'asimmetria della facciata, così ora possiede una facciata ellittica Il selciato della pavimentazione è composto dalle pietre del Ticino, il fiume che scorre nella periferia della città, i ciottoli chiari e scuri formano disegni geometrici e, sotto ogni lampione riproducono un sole che era il simbolo della casata dei Visconti. Sulla piazza svetta la torre del castello, che non è una torre qualsiasi, ma è quella del Bramante e il salirci dà la possibilità di ammirare la piazza dall'alto.
Sotto i portici era tutto un fiorire di botteghe artigiane ai tempi del Moro, la destinazione commerciale della piazza non è cambiata, ora ci sono negozi, quelli eleganti e i bar dove ogni vigevanese non manca di sedersi ad ammirare il via vai di pedoni, gustandosi un gelato nelle serate estive. Lo faceva anche Alberto Sordi nel vecchio film "Il maestro di Vigevano" che è stato proprio girato in città. E se non volete il gelato si fa comunque in giro in Piazza Ducale, è un dovere imprescindibile degli abitanti: ci sono comunque le vetrine da guardare e qualche pettegolezzo da ascoltare. Si passeggia in Piazza Ducale, in estate e in inverno, in primavera e in autunno, con la pioggia e con il sole, con la nebbia e con la neve. Che sarebbe di Vigevano e dei Vigevanesi se non ci fosse Piazza Ducale?
Conclusione: da vedere Inserisco alcune immagini prese dal web che sono più spettacolari (posso fare io le foto aeree?)
Opinione già pubblicata altrove
Fotografie per Piazza Ducale, Vigevano
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07.06.2011 17:57
ci sono stata diverse volte ed è molto bella, ciao
31.05.2011 10:25
Eccellente!
28.05.2011 14:21
ok