Santiago la culla dell'Indipendenza

5  11.08.2004

Vantaggi:
Fuori dal tempo, poco turistica

Svantaggi:
servizi carenti

Consiglio il prodotto: Sì 

manovel

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Si riparte ancora, stavolta verso la città culla dell'indipendenza, la città dal cui terrazzo del comune, dopo aspri combattimenti e la victoria del socialismo Fidel Castro pronunciò il suo primo discorso da capo dello stato davanti ad una folla urlante ed orgogliosa.
La giornata del viaggio è quella del 31 dicembre quindi siamo a capodanno e per strada fervono i preparativi, si vedono cerdi (maiali) scuoiati in goni angolo della strada (è d'obbligo per i cubani avere sulla tavola almeno un maiale interno al forno) le donne piene di bigodini cercano di sfoggiare la loro bellezza, insomma un ultimo dell'anno con tutti i crismi.
Verso le undici del mattino, leggendo i nostri diari di viaggio ci fermiamo in una cittadina poco turistica ma molto importante dal punto di vista storico Bayamo; vieneconsiderata una delle culle dell’indipendenza cubana in quanto nel 1868, dopo 10 giorni di scontri, i ribelli indipendentisti si impadronirono della città sotto il comando di Carlos Manuel de Céspedes. Non a caso, l’attuale inno nazionale cubano composto nel 1868 da Perucho Figueredo, inizia con le parole “Al combate corred, bayameses
quindi il riferimento e palese. Capitiamo proprio davanti alla Casa Natal de Carlos Manuel de Céspedes cioè la casa dove e nato e cresciuto il padre della rivoluzione: c'e un modellino del Granma all’ingresso. Nella casa sono raccolti gli oggetti appartenuti a Céspedes ed altri cimeli legati alla sua figura, il tutto corredato da mobili d’epoca che accorgiamoci essere piu o men0 uguali in tutta cuba.
Dopo uno strano pranzo a base di una salsiccia di interioera di non si sa che cosa ripartiamo verso un altro sito importante El Cobre dove si trova un santuario tra i piu venerati di Cuba Mi dicono anche meta del Papa Qualche anno fa nella storica visita all'isola perduta.
LA chiesa si chiama Santuario di Nuestra Senora del Cobre ed il luogo di pellegrinaggio più venerato del paese. Nel 1606 tre pescatori trovarono una statua di legno della Virgen de la Caridad che galleggiava sulle acque della Bahia de Nipe. La statua fu portata alla miniera di rame di El Cobre, dove nel 1608 fu eretto il primo eremitaggio. Il Santuario attuale risale al 1927. Nella santeria, la Virgen de la Caridad è associata alla dea dell’amore e della danza rappresentata dal colore giallo. Incontriamo anche un bambino tutto vestito di bianco nato l'otto settembre di un anno bisestile e per ciò venerato come un dio, passa infatti all'ombr adi un ombrello da sole tenuto da due donne.
Ripartiamo per arrivare nella tanto agognata Santiago, che raggiungiamo dopo un altra oretta di viaggio. Santiago è la seconda città cubana per grandezza e rivale dell’Avana in campo letterario, musicale e politico. Sorge in una valle parzialmente sommersa dalla Sierra Maestra, in fondo a un grande porto naturale che ne ha fatto per secoli un importante centro di traffici marittimi. Veniamo sistemati tre per stanza al Gran Hotel, che la guida definisce frequentato in massima parte da cubani chiassosi. In fondo, poteva andarci peggio, vista la condizione delle costruzioni locali. La città appare infatti molto fatiscente, e le condizioni di alcune case sono davvero al limite ma questo e il bello di cuba, l'instabilità il sentore che da un momento all'altro possa sfasciarsi tutto ed invece l'assoluta tranquillità e dignità degli abitanti che vivono la vita come se ogni giorno fosse l'ultimo. Visto che il tempo e sempre poco per noi niziamo a visitare la città da Parque Céspedes, dove si affacciano i più imponenti edifici di Santiago de Cuba. Visitiamo la Catedral de Nuestra Senora de la Asuncion, che è solo l’ultima di una serie di chiese costruite in questo punto. La prima risaliva al 1520-1530, mentre l’attuale fu completata nel 1922
Di fronte alla cattedrale c’è l’Ayuntamiento (municipio) dal cui balcone Fidel Castro si affacciò la notte del 1° gennaio 1959 per annunciare il successo della rivoluzione. Sventolano ancora le bandiere Cubane perche qualcuno vocifera che domani (1 gennaio) Fidel pronuncerà un discorso alla nazione proprio da quel balcone. Ci spiegano che per motivi di sicurezza i suoi movimenti sono tenuti nascosti fino all'ultimo e che nessuno sappia bene dove viva o dove passi le sue giornate.
Ci dirigiamo verso Plaza de Dolores e lungo la strada ci accorgiamo che inizia il nuovo anno (ora Italiana); scambiamo auguri tra noi e con i locali e qualcuno acquista bamboline di cartapesta. Ci fermiamo ad ammirare un juke box anni ’40 che per il bar dove ci troviamo e il normale juke box per suonare dischi; un altro eneesimo particolare affascinante di questa terra che sembra essere tornati indietro nel tempo di 50 anni e che le cose funzionano ancora benissimo senza avere piu nemmeno ormai un pezzo originale per questo considero i cubabi come degli abilissimi artigiani . Verso le 6 e mezza In Plaza de Dolores brindiamo al nuovo anno con Cuba libre, Mojito e platanos fritos. Si balla ed è solo l'ora della'peritivo, ma qui ogni scusa e buona per festeggiare
Alle 20.30 Cena alla Taberna de Dolores (alias Pollo o Muerte) accompagnata dal Quinteto Soni-Band (con quello che somiglia a Ciccio Ingrassia). Il patio è molto carino, la musica piacevole, ma al posto dei tovaglioli troviamo un quadratino di carta igienica e il menu della casa non si può certo definire vario visto che c'e solo il pollo. Per rallegrarci cantiamo e balliamo e compriamo anche un paio dei cd dei 4 simpatici vecchietti al prezzo di 8 dollari l'uno
Forse non è proprio il cenone di capodanno che ci aspettavamo, ma in fondo l’importante è essere lì e quindi viva il pollo, il riso i fagioli e la birra Bucanero.
Per non dire di essere andati a casa senza brindare al nuovo anno, anche se stanchi andiamo verso la Casa de la Trova: saliamo al primo piano e la sala è stracolma; riusciamo a procurarci delle sedie, ma siamo tutti un po’ mosci e timorosi che le nostre salsere non si divertano, poi…cominciamo a bere (Mojito e Cuba Libre), l’ambiente si riscalda, un unico botto ci annuncia il nuovo anno (ora Cubana), baci e abbracci tra tutti…ciao 2003!!! e noi continuiamo a balalre fumare sigari e bere con la felicità del nostro fegato.
L'indomani mattina, svegli sempre presto anche se è il primo dell'anno dopo aver visitato la Casa di Diego Velasquez, divenuta sede del Museo Ambiente Historico dove nelle sue sale sono esposti mobili e decorazioni risalenti al periodo compreso tra il XVI ed il XIX secolo risaliamo per poco sul pulmino per giungere al vicino e meraviglioso Castillodel morro, una fortezza in ottimo stato di conservazione.
Il Castillo del Morro è considerato uno dei luoghi più interessanti di Cuba per la sua posizione spettacolare. E’ arroccato su un promontorio alto 60 metri sul lato orientale dell’ingresso della baia di Santiago. Fu progettato nel 1587 da un architetto italiano (Giovanni Battista Antonelli), ma costruito tra il 1633 e il 1693. Per le sue batterie di cannoni, i bastioni, i magazzini e le mura è considerato il complesso militare spagnolo meglio conservato dei Caraibi. Da dentro e soprattutto dai terrazzi si godono delle visuali sul mare da togliere il fiato e per un po ci perdiamo in queste meraviglie. All’uscita torniamo al commerciale eacquistiamo magliette, sigari e accendini che poi si rivelerenno esplosivi.
Prima di lasciare del tutto la regione di Santiago non ci possiamo assolutamente perdere la Caserma Moncada, il posto dove fallì il primo attacco all'allora potere e in cui fidel venne arrestato e messo in prigione. La mattina del 26 luglio 1953 (per Manuel: a Camaguey non ci era ancora ben chiaro perché il 26 luglio fosse così importante!!!) un gruppo di rivoluzionari guidati da Fidel Castro assalirono le truppe (mezze ubriache) di Batista all’interno dell’edificio, che a quel tempo ospitava la seconda guarnigione militare di Cuba. L’attacco fallì, molti rivoluzionari furono uccisi e Castro fu arrestato. Durante il processo si difese da solo (è avvocato) e pronunciò la famosa frase: “!la Historia me absolverà!”.
Da notare che all'entrata ci sono ancora i buchi delle pallottole dell'epoca, mentre dentro ora si trova un museo con la spiegazione dell'attacco e sopratutto una grossa scuola moderna con anche computer che istrisce quasi 2000 bambini all'anno.
Ripartiamo con il nostro fido pulmino e il viaggio continua...


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Commenti su questa Opinione
manovel

manovel

14.08.2004 10:19

grazie Alex troppo buono

AlexDG

AlexDG

12.08.2004 10:10

Sono tornato per far giustizia, Eccellente è quello che meriti. Aspetto la prossima tappa, ciao Ale

AlexDG

AlexDG

11.08.2004 18:27

Accidenti anche stasera ho finito gli Eccellente e di sicuro te lo meritavi. Proseguo con grande interesse a leggere la nuova puntata del tuo bellissimo viaggio. Ciao e a presto, Ale

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