una Russia di altri tempi

5  07.06.2012

Vantaggi:
scoprire un mondo del passato

Svantaggi:
non ne ho trovati

Consiglio il prodotto: Sì 

yardinia

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Il Convento dell’Intercessione (“Pokrovsky Monastyr” nella lingua originale russa) una volta era il luogo dove venivano esiliate le donne che cadevano in disgrazia con gli zar della Grande Madre Russia.
Anche oggi chi ci vuole entrare deve seguire delle regole ben precise. Una volta entrato, attraversando uno stretto andito ad arco, un cartello riporta tutto quello che non bisogna fare o indossare: niente pantaloncini corti, niente rumore, vietato fotografare le suor. Un altro cartello invita a non calpestare le aiuole.

Il monastero si trova su di un’ansa del fiume Kamenka, circa duecento chilometri a nordest di Mosca.
Siamo a Suzdal, una antica città dalle bianche mura e molte torri campanarie. Un luogo dalle innumerevoli isba in legno lavorato e lucenti cupole a forma di cipolla, immerse in continui campi di frumento e boschi di betulle. Questa è anche la Russia della storia e dell’erudizione. Qui, circa sei secoli fa, ci lavorarono gli artisti dell’icona dipinta Zhivago e Rubley.

Suzdal è riuscita a sfuggire al peggio della rapace corsa al progresso dell’Unione Sovietica ed afli sforzi di cambiamento che anche la moderna Russia voleva imporre.
Suzda e il suo monastero non sono un parco tematico o un pezzo di museo, ma bensì un villaggio di dodilcimila lavoratori dove le galline beccano lungo le vie sporche e le mucche sono ammesse a lasciare i pascoli per venire anche loro nel villaggio a loro piacimento.

In quarant’anni ho viaggio in lungo e largo per la Russia (anche quando era chiamata Unione Sovietica oppure URSS) ma non ho mai trovato un luogo così incontaminato dal progresso, dal modernismo e dal turismo di massa. Una delle ragioni di tutto questo è forse anche il fatto che la ferrovia Mosca-Nizhny Novogorod è stata fatta passare attraverso Vladimir (circa una trentina di chilometri più a sud di Suzdal), una volta antica città sorella di Suzdal e ora simbolo delle ferite apportate al territorio dall’industrializzazione sovietica.

A Suzdal non ci sono binari della ferrovia, non ci sono fabbriche con ciminiere che eruttano fumo sporco in continuazione, non ci sono brulli palazzi prefabbricati che invece deturpano così molte aree storiche della Russia. Invece, Suzdal ha mantenuto abbondantemente la sua architettura religiosa, buona parte della quale è stata o sarà restaurata, inoltre il luogo è ora protetto dalla legge russa sulla conservazione dei siti storici.

Suzdal non è difficile da raggiungere in quanto
Fotografie per Suzdal, Suzdal
  • Suzdal, Suzdal suz1 - Suzdal, Suzdal
  • Suzdal, Suzdal suz2 - Suzdal, Suzdal
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  • Suzdal, Suzdal suz4 - Suzdal, Suzdal
Suzdal, Suzdal suz1 - Suzdal, Suzdal
Suzdal, Suzdal
dista solo tre ore di auto dalla caotica, inquinata, trafficata e rumorosa Mosca.

Anche durante il regime sovietico, le autorità rispettarono questo luogo nonostante il suo profondo spirito religioso. Trasformarono il Pokrovsky Monastyr come luogo di meta e sosta per gli stranieri che partecipavano alla escursione chiamata Golden Ring formata da una serie di città storiche poste ad ovest ed a est di Mosca. Agli inizi degli anni ’80 sul terreno del monastero furono sistemate undici case prefabbricate in legno in stile XIX secolo, coda strana in quanto sia l’Unione Sovietica che la religione Russa Ortodossa avevano deciso di mettere al bando questo stile.

(I sovietici costruirono anche un complesso turistico più grande, ma lo fecero lontano dal centro storico ed in maniera che non interferisse con il paesaggio di Suzdal. Complesso che sconsiglio in maniera imponente di evitare di alloggiarvi).


Al collasso del regime dell’Unione Sovietica, le suore ritornarono al monastero dando così di nuovo vita a una comunità fondata circa sette secoli fa. All’interno delle mura del monastero, che assomigliano di più a quelle di una fortezza, è possibile alloggiare in una delle trentaquattro stanze delle case prefabbricate, sperimentando così la vita da monastero come era nel passato, con le suore che praticano le loro devozioni, partecipano alle cerimonie all’interno delle due chiese, curano i giardini e le arnie delle api poste all’interno di un meleto posto al di sotto delle cupole della Cattedrale dell’Intercessione.

Oltre un millennio fa Suzdal era la frontiera del regno monarchico medioevale Rus che aveva sede a Kiev e che diffude la Cristianità in Russia erigendo chiese e fortezze. Durante il XII secolo, Suzdal era la capitale di un piccolo principato, ma poco tempo dopo la sede del potere venne trasferita a Vladimir. Tutto questo prima che l’intera regione fosse assorbita dalla Grande Madre Russia (termine che gli zar utilizzavano per indicare il loro grande territorio).

Suzdal rimase, comunque, un centro commerciale e religioso, dato la larga collezione di chiese e monasteri che la contraddistingue (cinque di essi hanno ripreso la loro funzione originale dopo la caduta del regime sovietico). In un pomeriggio di una delle due mie visite a questa bellezza storica, culturale e religiosa, mi sono seduto sull’erba in riva al fiume Kamenka e ho contato diciannove campanili e torri campanarie (diversi di recente restauro) che brillavano all’orizzonte.

Suzdal si estende linearmente per oltre un chilometro lungo l’ansa del fiume Kamenka. Partendo dal Pokrovsky Monastyr è possibile raggiungere ogni destinazione a piedi, con una breve passeggiata (in inverno viene messa a disposizione una slitta trainata da cavalli per potersi muovere nelle vie perennemente innevate).

La mia visita è iniziata dalla parte opposta della città, al Museo dell’Architettura del Legno e della Vita Contadina, un assemblaggio di case, mulini a vento e chiese circondate da mura in legno, come erano tutti i villaggi russi di diversi secoli fa. Molti edifici sono stati recuperati altrove e assemblati sul posto. Fra di essi la Chiesa della Trasfigurazione, costruita nel 1756, le cui pareti e cupole sono ricoperte da ciottoli. Quello che colpisce è il fatto che questo complesso è stato posto nella parte più nuova di Suzdal.

Dall’altra parte di un ponte pedonale, un bastione in terra racchiude l’antica fortezza della città, chiamata, come quella più famosa che si trova a Mosca, Cremlino.

La Cattedrale della Natività della Vergine, una chiesa in pietra bianca con le sue sei cupole blu disseminate di stelle dorate, è il più vecchio edificio della città. Risale agli inizi del XIII secolo, prima dell’arrivo dei Mongoli. La chiesa ha ancora le sue originali porte ricoperte di piastre in rame dorato che riportano scene del Nuovo testamento.

La maggior parte degli edifici del Cremlino risalgono ai tempi di quando Suzdal era considerato il centro monastico che si trovava sotto la protezione degli zar, come per esempio Vasily III e Ivan il Terribile. Dall’altra parte di una piazza ben curata si torva un complesso di edifici che comprende una torre campanaria che è collegata da un passaggio a due edifici: le camere dell’Arcivescovado, una volta adibite ad ospitare il clero della città, e il refettorio. Quest’ultimo ospita ora il Museo della Storia, che espone un’ampia collezione di oggetti, compresa una croce in pietra proveniente dal Pokrovsky Monastyr. Questa croce è intarsiata in modo così tanto complicata che è esposta dietro ad un vetro-lente per permettere a noi visitatori di apprezzare le scene della vita di Gesù.

A breve distanza dal Cremlino, sulla Torgovaya o piazza del Commercio, troviamo un edificio a forma di colonna che ospita negozi e ristoranti. Il posto più interessante è rappresentato dalla stanza di assaggio della Suzdal Mead Factory che produce un’ampia varietà di idromele, il medioevale vino di miele di basso contenuto alcolico, che viene commercializzato in tutta la Russia in tozze bottiglie di colore marrone scuro.
Seduti ad un tavolone comune, insieme ad altri avventori, si assaggiano dieci varietà per volta, serviti a temperatura ambiente. Ogni tipo è speziato con un differente gusto, fra i quali ricordo ginepro, luppolo e fiori di limone.

In Suzdal ci sono così tanti monasteri, chiese e torre campanarie che bisognerebbe rimanerci qualche settimana per visitarle tutte. Un monastero che merita, più di altri, una visita e una sosta è quello dedicato al Nostro Salvatore e a San Eutimio il Grande. Si trova dalla parte opposta al Cremlino e sulla parte alta della sponda del fiume. È un enorme complesso in mattoni rossi, punteggiato da dodici torri. All’interno delle mura troviamo diverse chiese, un ospedale, una prigione per eretici (quest’ultima durante l’era del grande terrore staliniano, vi venivano rinchiusi i dissidenti politici). La sua chiesa principale, la Cattedrale della Trasfigurazione, nonostante le sue diverse cupole, risulta meno interessante di altre chiese (almeno dall’esterno), però all’interno troviamo affreschi del XVII secolo che ricoprono le parteti dal pavimento al tetto con brillanti tonalità di blu, rosso e oro. Dalle mura di questo monastero si gode una vista mozzafiato del Pokrovsky Monastyr, circondato da versi campi.
Fu proprio in questo monastero che, nel 1525, Vasily III, il Grande Principe di Mosca, mandò in esilio la propria moglie, Solomonia Saburova, perché ritenuta non fertile. Giunta invece nel monastero, dopo un certo tempo ebbe modo di partorire un figlio che più avanti nel tempo ebbe modo di scontrarsi con il figlio che nel frattempo Vasily III aveva avuto dal matrimonio con la seconda moglie. Quest’ultimo divenne famoso come Ivan il Terribile.
Anche Ivan il Terribile ebbe modo di mandare in esilio una delle sue moglie, cosa che fece anche uno dei suoi figli. Di moglie mandate in esilio in questo convento se ne contano parecchie. Anche Pietro il Grande vi mandò la prima moglie, Yeydokia Lopukhina, che si dice condusse a Suzdal una vita prodiga.


Le camere delle case prefabbricate del Pokrovsky Monastyr, poste in modo circolare attorno alle due chiese principali, non sono lussuose ma confortevoli con letti confortevoli, tende con merletti e graziose stufe ricoperte con piastrelle.

Al mattino sono stato risvegliato dal suono delle campane della cattedrale. Dopo la confusione della Mosca moderna, mi ha fatto enorme piacere scoprire che esiste ancora una Russia dei tempi passati.





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sarad12

sarad12

14.07.2012 23:43

eccellente descrizione, ciao

Alienna

Alienna

05.07.2012 13:24

Pare una meta davvero molto suggestiva, penso che la Russia e le ex Repubbliche sovietiche in genere abbiano molto da offrire anche se forse la sicurezza non è ancora l'ideale per i viaggiatori

123paolocesare

123paolocesare

10.06.2012 19:03

La Russia,pur non avendola mai vista, è una meta che mi ha sempre attratto.Complimenti per la tua completa opinione e per le foto.

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