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LE ISOLE DEGLI AMICI

5  01.10.2003

Vantaggi:
La "vera" polinesia

Svantaggi:
nessuno per me .  .  . bisogna sapersi "adattare"

Consiglio il prodotto: Sì 

steverm

Su di me:

Iscritto da:01.01.1970

Opinioni:64

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REGNO DI TONGA - AGOSTO 2000

Periodo "statisticamente" buono: Maggio-Ottobre
Le isole Tonga sono delle incontaminate isole del Sud Pacifico, in Polinesia al confine con la Melanesia vicono alle Samoa e alle
Fiji. NelleTonga non ci sono industrie (al massimo qualche attività artigianale soprattutto nella zona della capitale), il turismo è
poco sviluppato (in tutte le isole di Tonga ci sono in totale meno posti letto che nel solo Club Med di Bora Bora...), la sanità è
carente, ma sono rarissime le malattie tropicali, la struttura sociale è molto tradizionalista... chi raggiunge un grado di istruzione
difficilmente avrà possibilità di trovare lavoro sul posto ma è quasi sconosciuta la criminalità e tutti vivono col sorriso sulle
labbra. Chi sta per qualche tempo all'estero però difficilmente torna al proprio villaggio.
La società è ancora divisa in "caste". Ci sono il re ed i nobili e poi tutto il resto, come una società feudale. Anche la lingua parlata
dalla gente è diversa da quella dei nobili.
Il massimo dei divertimenti a Tonga è lo sport e il rugby che, grazie anche alla "prestanza" fisica dei tongani, è quello più diffuso.
Quasi tutti vivono nei villaggi dove l'unico posto di aggregazione solo le chiese e i kava-club, ma in questi ultimi ci vanno solo
gli adulti. Le case al di fuori della capitale (e nemmeno tutte) per la maggior parte sono fatte ancora in modo tradizionale, unica
concessione alla modernità sono i tetti in lamiera, più resistenti all'acqua.
Solo in alcuni posti arriva la televisione, ma i canali sono un paio, quello nazionale, che trasmette vecchi telefilm americani degli
anni 50 e qualche notiziario e il canale di una chiesa che trasmette funzioni religiose e show di predicatori.
Qualcuno, dove arriva la luce ha anche un videoregistratore: a Tonga c'è un mercato fiorentissimo di cassette pirata, anche di
films appena usciti sugli schermi in USA e non ancora messi in commercio che stanno rappresentando purtroppo per i più
giovani un esempio di vita moderna da ricercare scappando dal "paradiso".

Il nostro viaggio: Era tempo che meditavo di tornare nel Sud Pacifico, primo unico e vero amore, finchè un giorno preso da
questa mania di persecuzione ( confortata da un certo "Natonga" ) decisi di intraprendere ( anche grazie all'arrivo di una
inaspettata liquidazione ) il viaggio più importante e lungo della mia vita ( anzi nostra...c'è anche mia moglie Maria ! ).
L'itinerario fu progettato seguendo parzialmente le antiche migrazioni Polinesiane; rotta: Hawaii*-Tonga-Fiji-Cook*-Polinesia
Francese-Isola di Pasqua ( * = di passaggio).
Partimmo il 29 Luglio ( per evitare le tariffe aeree d'Agosto ) con un Boeng 737 della British Midland verso Londra ( cena in un
tipico pub londinese a prezzo esorbitante ! ed interrogatorio di terzo grado alla frontiera inglese ) per poi prendere la coincidenza
per Los Angeles ( 10h, 20min in un Jumbo della Air New Zealand ) e proseguire con un altro volo ( sempre Air New Zealand 5h +
7h ) fino a Tonga ( ...via Honolulu ).
Finalmente si rincominciava a viaggiare sul serio ! ( ...pensai ), infatti il viaggio durò circa un paio di giorni senza particolari
problemi fatta eccezione per le valige che avrebbero dovuto transitare da Los Angeles direttamente a Tonga ( come assicurato
dalla Air New Zealand in quanto si trattava di due voli della stessa compagnia...avevo addirittura le carte d'imbarco per gli aerei
successivi a Londra ! ) e che invece sono "pericolosamente" uscite dal "baggage claim" ( per fortuna un mio eccesso di scetticità
mi aveva fatto abbandonare la sala transiti, obbligandomi a passare la dogana statunitense per controllare il bagaglio...scoprendo
in tempo il disguido ! )
Il 31 di Luglio arrivammo nel minuscolo aeroporto internazionale del Regno di Tonga nell'isola principale di Tongatapu ( o
Tongataboo, da Tonga=Sud e Taboo/Tabu/Tapu=sacro, quindi il "Sacro Sud " )
Ad accoglierci c'era Gp ( con il figlio Federico )... allora solo un amico virtuale ( ...in quanto ci eravamo sentiti solo via Email ) ma
che subito si rivelò anche un amico reale !...( ed una persona squisita ! ) facente parte dell'allegra famiglia di "poveri " ( si fa per
dire... ) emigrati italiani in cerca di un paradiso ( trovato ) più a misura d'uomo...
Salimmo sulla Jeep e dopo mezz'ora di strada ( una delle poche e delle prime asfaltate dell'isola principale...costruita solo pochi
anni fa...e lo dico a dimostrazione di quanto sia ancora abbastanza incontaminata questa parte della Polinesia ) arrivammo al
porticciolo della capitale ( Nuku'Alofa ) dove salimmo su un motoscafo che in 15 minuti ( all'interno della laguna ) ci portò nella
prima tappa del viaggio: la vicina isola di Fafa presso il Fafa Island Resort.
L'isola era piccolina ( pochi minuti per girarla a piedi ) ...consiglio a chi viene a Tonga di farla e come prima destinazione ! Infatti
se è vero che le piccole isole del Sud Pacifico si rassomigliano un po' tutte e quindi difficilmente sono adatte a capire le differenze
culturali di popoli aventi una stessa radice è pure vero che dopo un viaggio di due giorni, un periodo di calma, relax e
spensieratezza all'insegna del mare-sole-bagno-pappa buona ci sta veramente bene ! Finalmente la "vera" Polinesia ...gli elementi
c'erano tutti: la sabbia chiara orlata dai cocchi, le nuvolone nere alternate al sole abbacinante, la "flemma" anti-stress tipica dei
locali condita dai sorrisi e... soprattutto i "falè" ( tipiche abitazioni polinesiane simil-capanne "aerate" ). Il nostro falè era
composto di un ambiente centrale formato da un bel lettone tri-cuscinato con zanzariera ( superflua in quel periodo ) ed un tetto
"naturale" molto alto sorretto da pali in legno ( dove gozzovigliavano la notte dei gechi sbuffanti e ciccioni come da fisico
tongano ). Di fronte c'era una parete molto bassa di vetri ( con al centro la porta...senza chiave... qui finalmente si può
abbandonare ogni sorta di paranoia ! ) sopra la quale un grande spazio vuoto ( sino al tetto ) aerava l'ambiente: infatti la sera una
temperatura più che fresca imponeva felpa e coperta pesante ! Lateralmente allo stanzone due porte: una dava sul guardaroba (
dove c'era anche l'impianto di ricarica della batteria a celle solari per l'illuminazione notturna ) ed un'altra sul bagno
meravigliosamente curioso ed ampio. Era infatti costruito all'aperto con una sola piccola tettoia sui servizi igienici, immerso nelle
piante tropicali, con una grande doccia con produzione d'acqua calda tramite boiler solare e delimitato da una palizzata di tronchi
d'albero...che si voleva più dalla vita ? una casa ecologica sia nelle soluzioni più tradizionalmente polinesiane, sia in quelle più
occidentali moderne !
Di fronte, a pochi metri, c'era la nostra spiaggia chiara schermata, come pure il falè, dalla folta vegetazione ed il mare dal quale
spuntavano per la bassa marea le punte dei coralli e dal quale si formavano dei cerchi che tradivano la presenza dei tipici pesci
tropicali intenti nelle loro faccende quotidiane. Il resto era silenzio e pace interrotta solo dai fischi e dai versi improvvisi degli
uccelli ( grandi pappagalli scuri detti Koki, Takahe neozelandesi, fregate e gabbiani ).
Sistemati i bagagli e letti gli orari dei servizi "mangerecci" ci buttammo subito in un bagno "ristoratore" equipaggiati di tutto
punto con maschere, pinne, mutine e macchinetta subacquea !

Fotografie per Tonga
  • Tonga Fotografia 82328 tb
  • Tonga Fotografia 82332 tb
  • Tonga Fotografia 82334 tb
  • Tonga Fotografia 82336 tb
Tonga Fotografia 82328 tb
gli atolli
( per la serie: ...ai tropici non si deve mai perdere "tempo"...anche perchè il
clima è spesso burlone !...e nel nostro caso infatti non siamo stati esentati
durante la nostra permanenza tongana da qualche "sgrullone", neanche
troppo breve, di pioggia ! ).
Per assicurare i nostri cari del nostro "incolume" arrivo a Tonga ( ...per chi
non viaggia è quasi un miracolo ! ) decidemmo di tirare fuori i nostri fax (
pre-stampati in Italia con il computer...valida alternativa alla telefonata
sempre difficile, poco comprensibile e breve ) e li consegnammo alla
reception per un inoltro "veloce" ( praticamente fu mandato due giorni dopo,
il che è un bel record di rapidità per il "tempo tongano"...vi potete immaginare
in Italia...a momenti chiamavano l'unità di crisi della Farnesina ! - vedi RECE
delle Maldive ).


I cinque giorni ( metà di pioggia, metà di sole ) passarono ( ahimè ! ) veloci in perfetto relax ( praticamente non sentimmo neanche
un pò il fuso orario: + 11 ore rispetto l'Italia ) tra ricche snorkellate ( i fondali sono carini anche se non superlativi...molto belle
sono le distese di spugne ramificate molto abbondanti ) e gustose pappatorie.
Per dovere di cronaca ( e per chi volesse andare sull'isola di Fafa ) volevo ricordare che oltre ai 4 bungalows simili al mio (
superior ) ne esistono anche 8 più modesti ( standard, più piccoli ed economici , all'interno dell'isola e quindi non fronte-mare e
non dotati dell'illuminazione a batteria notturna...ricordo che la notte manca l'energia elettrica ordinaria, cioè quella fornita dal
gruppo elettrogeno ) ed altri due denominati "honeymoon" molto spaziosi, ovviamente appartatissimi che hanno la caratteristica
di possedere una stanza da letto in "soffitta" accessibile tramite una ripida scala ( tipo fienile )...molto simpatici !
La mattina presto, verso le sei, gli inservienti portavano nelle verande dei bungalows le brocche di acqua bollente con tutto
l'occorrente per il tè ( posate, zucchero, bustine e latte ) mentre la sera per far luce venivano portate accese le lampade a petrolio (
non fa male portarsi da casa anche una torcia elettrica ! ).
Durante la preparazione mattutina del tè ( prima della vera e propria colazione ) ci divertivamo ad osservare i Takahe, una specie
Neozelandese di uccelli, simili a gallinelle, poco inclini al volo, neri ed azzurri con un bel becco rosso che rubavano dalle altre
verande le bustine di zucchero e tè aprendole con maestria, tenendole ferme con una zampa e scartandole con il becco ! Avendo
a disposizione un pò di pazienza si riusciva a conquistare la loro fiducia potendoli alimentare direttamente dalle nostre mani. Ho
saputo poi che è un raro uccello in via d'estinzione ( clicca su:
http://www.doc.govt.nz/Conservation/001~Plants-and-Animals/001~Native-Animals/Takahe.asp )
Ma passiamo al cibo: ottimo ed abbastanza vario, soprattutto a base di pesce ed aragoste ! ( ma c'è anche carne e verdura ! ).
Non mancavano piatti tipici polinesiani a base di salse di cocco e pesce crudo, soprattutto tonno ( "tuna carpaccio" ).
Voglio sottolineare che in tutti gli arcipelagi dove ho pernottato ho sempre mangiato molte aragoste che qui sono considerate un
piatto standard ...spesso più economico della carne...quindi se ne possono mangiare a volontà senza paura di "sforare il budget"
! Manco a dirlo: tanta frutta tropicale ( all'interno dell'isola c'è un sentiero tracciato per passeggiare nella foresta pienissimo di
alberi del mango... i cui frutti maturano in Novembre-Dicembre e papaya ) e cocco a volontà !
Ma il pezzo forte furono senz'altro i balletti folcloristici ( vedere foto ) con gli abiti tipici ( ed ancora molto usati, non solo nelle
rappresentazioni turistiche ma anche nella vita ordinaria ), i meravigliosi canti ( meravigliosi soprattutto come timbro della voce
più che come melodia ) ai quali partecipano tutti: donne, uomini, vecchi e bambini.
Immancabile in un angoletto il solito bidone di Kava, la bevanda "magica" polinesiana, alla quale chiunque poteva attingere un
assaggio o qualcosina di più ! Durante lo show i danzatori/trici erano completamente unti di olio di cocco che fungeva da
"collante" sulla pelle per le modeste offerte cartacee monetarie degli spettatori. Un tempo si usavano omaggi diversi ( soprattutto
una certa radice commestibile ) ma i tempi cambiano...ed è più pratico un piccolo biglietto da un phanga ( dollaro tongano ).
Se andate al Fafa non perdetevi lo show di Willy, un gay Fijano divertentissimo che vi farà sbellicare da ridere con le sue
imitazioni di "vahinè" ( ragazza ) polinesiana in una macchietta esilarante di simpatia.
Rammento che ovunque andiate nel Sud Pacifico l'omosessualità non è affatto considerata una cosa infamante..anzi è ben vista (
e non semplicemente ben tollerata ! ) da tutti...e sono persino ricercati nelle strutture turistiche perchè in genere sono più gentili e
raffinati e quindi più adatti a lavori dove esiste un contatto con il pubblico. Sono le stesse famiglie che spingono talvolta i figli
all'omosessualità ( soprattutto maschile ) fin da piccoli, vestendoli con abiti femminili, facendoli giocare con bambole e
quant'altro per svariati motivi che variano da cultura a cultura. Per esempio nelle Fiji mi hanno raccontato che se una famiglia
voleva intensamente una bambina e nasceva un maschio, quest'ultimo poteva essere educato da femmina mentre a Tonga mi
hanno spiegato un'altra storia: se come figlio primogenito nasceva una donna, questa aveva "sporcato" l'utero e quindi il
secondogenito se era maschio veniva educato da femmina.
Tradizioni e cultura a parte, trovo che le genti del Sud Pacifico siano molto più civili di noi dal lato dei pregiudizi, infatti c'è grande
apertura mentale su temi come l'omosessualità, verginità ( in Polinesia è ancora praticata la deflorazione infantile e talvolta
pubblica ) ed altro. Non c'è problema se una donna ha avuto altri uomini, non c'è problema su divorzi e separazioni ( se
giustificati da una incompatibilità di carattere ), non c'è problema di religione ( convivono infatti molte fedi ), non c'è problema di
nazionalità o colore della pelle ( ...anzi gli europei a Tonga sono molto quotati....dalle ragazze ! ), non c'è problema neanche sulla
scelta del nome ( sull'elenco telefonico tongano ci sono persone che si chiamano "telefono", "televisore" oppure semplicemente
con il nome del cane del vicino simpatico ! ).

Questa è una società abbastanza tranquilla con pochi problemi sociali...forse
attualmente uno dei governi più stabili del Sud Pacifico. Il regno, con a capo
il Re più grasso del mondo ( 210 chili ed 1 metro e 90 di altezza ), è in realtà
una società ancora di stampo feudale ma a differenza dell'antico feudalesimo
occidentale od orientale si presenta in forma più democratica ed
assistenziale.
Mi spiego: i nobili, che hanno cariche statali vitalizie, posseggono la maggior
parte della terra ed amministrano politicamente ed economicamente un certo
territorio. I sudditi sono ben felici di essere tali perchè sanno di poter contare
in ogni momento sull'aiuto dei loro "superiori". Infatti se qualcuno ha
bisogno di un certo bene materiale può chiedere aiuto al nobile che se non
può permettersi di accontentare la richiesta chiede aiuto al Re.

Questa è o meglio era l'organizzazione della società sino a qualche tempo fa, oggi è vero in parte, poichè la nuova tendenza è
soddisfare meno le richieste dei pigri cittadini per spingerli a lavorare e guadagnare e questo ovviamente crea qualche dissapore.
Si...ho detto ...spingerli a lavorare...cosa che da queste parti non è affatto scontata !
Infatti molti Tongani non lavorano affatto...e per scelta ! Con un mare pescoso sin da riva ed i frutti tropicali che una volta
piantati crescono da soli senza cure ...e qualche maialetto o gallina libera qua e là non tutti hanno il bisogno di lavorare ! Chi lo fa
( di questi tempi sempre più gente ) è per soddisfare i propri sfizi, gli extra e non per sopravvivere !
Chi vuole la Tv a colori, lo stereo, una jeep e soprattutto vuole soddisfare le due grandi passioni Tongane: il ristorante ed i
viaggi ( chiamateli scemi ! ) deve lavorare e guadagnare ( chiaramente il lavoro assume un ritmo tutto Polinesiano ben lontano da
quello Occidentale ! ). Poca importanza hanno invece le abitazioni ed il vestire...in pratica la loro filosofia di vita da importanza più
alla sostanza che all'apparenza.
Infatti si può pensare a prima vista che i Tongani siano poveri: non è infatti raro vedere auto vecchie ed arrugginite senza vetri,
abiti vecchi e bucati ( le scarpe poi sono usate pochissimo ! ) oppure case più somiglianti a baracche che ad appartamenti umani (
fatta eccezione per il quartiere dei Mormoni, una piccola Svizzera ! )
In realtà il concetto di abito è legato alla temperatura ( d'inverno è fresco ) ed al pudore imposto dalla Chiesa ( parlando con una
Tongana mi raccontava che la nonna andava in giro nuda ) e comunque non danno molta importanza alla cura del
vestiario...pensate che quando lavano i panni questi vengono stesi per comodità sul filo spinato ( così il vento non li porta via
senza avere il fastidio di dover tenere delle mollette in casa ! )...quindi le magliette "bucate" sono la normalità ! Anche la casa
originale tongana ha un diverso concetto. Noi concepiamo la casa come un ambiente unico dove fare tutto ( anche viverci ) , il
tongano invece vive "all'aperto" e la casa ha solo scopi ben specializzati non riuniti nello stesso tetto, quindi spesso esiste una
casupola per il bagno, un'altra per lavorare quando piove, un'altra solo per dormire e così via ! ( ...ecco perchè si vedono tante
piccole casette ! ). Chiaramente poichè la casa è un ambiente dove si passa la minor parte della giornata è generalmente molto
piccola con il soffitto e l'entrata bassa...talmente bassa che quando gli inglesi sbarcarono in queste isole dovendo entrare nelle
case pronunciavano la frase "too low" ( cioè troppo basso ), frase che non essendo compresa dai locali fu interpretata da
quest'ultimi come una specie di "scusate ...è permesso ?". Infatti oggi esiste un vocabolo tongano: "Tulou" che si usa quando si
entra nelle case altrui ( ha assunto anche altri significati come "scusa !" ).
Altro motivo per considerare gli abitanti di queste isole come i più cordiali del Sud Pacifico ( e sorridenti ) è il fatto che si tratta
dell'unico popolo di questa vasta area mai colonizzato. Quindi nessun astio nei confronti degli Occidentali e nessuno segno di
diffidenza ! Il motivo di questa mancata colonizzazione ha una solida ragione. Infatti un tempo le isole del Sud Pacifico venivano
occupate poichè non considerate degli stati sovrani veri e propri ( se lo fossero stati infatti anzichè colonizzazione si sarebbe
chiamata "invasione" e questo avrebbe causato l'intervento di altre nazioni potenti in uno scontro quasi mondiale ). Allora il Re
di Tonga dell'epoca, consigliato da una donna europea che viveva presso la sua corte, si sbrigò a creare uno stato "formale ed
ufficiale", scrivendo una costituzione, battendo moneta, creando una bandiera e così via ! Fu la loro salvezza ... e di questo tutti
gli abitanti ne vanno fierissimi ! peccato per loro che ( frase che ricorre quando si vuole bonariamente prenderli in giro... ) non
siano riusciti a scampare alla colonizzazione "dei preti" ( soprattutto protestanti ) che sono riusciti a modificare di molto alcune
abitudini originali di vita !
Altri buoni motivi per vivere contenti sono gli aiuti internazionali che il paese riceve da tutte le comunità occidentali.
E' infatti frequente vedere strutture sia private ( per esempio una cisterna per l'acqua piovana ) che pubbliche donate ( insieme a
molti aiuti in denaro vero e proprio ) da paesi Europei, dall'Australia, dal Giappone, etc.
I motivi di tanta "solidarietà" verso Tonga sono tanti compresi ( e soprattutto ) quelli economici ...per esempio la concessione
dello spazio sopra le teste degli abitanti ( ci troviamo nei pressi dell'equatore ...ottima posizione per i satelliti geostazionari per
telecomunicazioni ) oppure test su nuovi sistemi di radio-trasmissione ( ultimamente sfruttando la caratteristica piatta delle isole
coralline si sta testando un nuovo sistema per il trasporto del segnale telefonico-tv-internet in un unica soluzione wireless, via
etere ).
E per ultimo ( sull'indole dei tongani ) un po' di storia: quando Cook sbarcò su queste isole ebbe una tale buona accoglienza da
parte dei tongani dell'isola di Tongatapu che le chiamò "le isole dell'amicizia" ( friendly islands...tutt'ora sulle vecchie
enciclopedie alla voce Tonga c'è scritto : "vedi Isole degli Amici" )...cosa non del tutto scontata...infatti nelle vicine isole
polinesiane e melanesiane all'epoca gli stranieri venivano "mangiati ".
Ricordo a questo proposito che quando l'equipaggio del Bounty si ammutinò ( il 28 Aprile del 1789...per combinazione proprio di
fronte all'isola di Tofura, nell'arcipelago delle Ha'apai, nell'attuale Regno di Tonga ) abbandonando in una piccola scialuppa lo
scontroso capitano William Blight ( con alcuni ufficiali ), quest'ultimo dovette navigare per 5800 chilometri ( in un mese ) senza
scalo sino alla colonia portoghese di Timor ( attualmente in Indonesia ) proprio perchè i tentativi di sbarco "intermedi" furono
disastrosi ! ( cannibalismo ).
E che dire dei bei faccioni simpatici e rassicuranti degli abitanti sempre pronti a regalarti un sorriso ...anzi spesso una vera e
propria sbellicante risata ! Al primo impatto non sembrano belli: sia le donne che gli uomini appaiono grandi "bambinoni" :
massicci, alti, robusti, un pò impacciati con polpacci e spalle muscolose ! Ma poi guardando attentamente gli occhi, grandi,
leggermente orientali, nerissimi, dai contorni definiti... come truccati ed i bei visoni tondi e teneri dai tratti regolari e niente affatto
sgraziati senz'altro molto dolci, la pelle di un bel colore "bruno-abbronzatura", le labbra carnose, i nasi regolari leggermente
schiacciati, gli sguardi spesso ammiccanti ( soprattutto delle donne ), i parei colorati, i fiori nei capelli ( spesso anche degli uomini
), le acconciature curate o le chiome lasciate sciolte lunghissime e nere, i sorrisetti maliziosi, il profumo dell'olio di cocco sulla loro
lucente pelle, i tatuaggi, le cavigliere, i monili d'osso... ci si accorge della potente carica sensuale ed anche erotica che
sprigionano da ogni poro...
Ma torniamo al nostro viaggio...il 4 Agosto mattina, salutato calorosamente lo
staff del Fafa ( e regalato ad una Tongana, che me lo aveva richiesto, un mini
vocabolario italiano-tongano stampato dal sito di nb ), salimmo sulla barca
dell'hotel ( un bel mezzo a vela/motore ) per tornare sull'isola madre di
Tongatapu...( circa mezz'ora, la barca era più lenta del motoscafo dell'andata,
ma più adatta al mare che si era nel frattempo ingrossato ). Tutti dal Fafa ci
ri-salutarono, rimanendo a guardarci sul molo ed agitando le mani sino a che
non diventammo un puntino in mezzo al mare...
Breve sosta nella capitale Nuku'alofa per andare a trovare amici italiani e
mangiare nel loro ristorante un bel piattone di penne al pesto ( all'estero ? ...e
perchè no ?! ) e poi via all'aeroporto...destinazione: l'arcipelago delle Ha'apai.
E qui vorrei aprire una parentesi pratica sui voli della compagnia di bandiera


locale, la Royal Tongan.
Consiglio vivamente a chi va a Tonga ed ha deciso di spostarsi con gli aerei ( unico mezzo per poter vedere tutti e tre gli
arcipelagi caratterizzati da ambienti diversi tra loro ) di non optare per un completo " fai da te" ma appoggiarsi per l'organizzazione
dei soggiorni/voli almeno ad una agenzia turistica del luogo ( magari italiana ;-) ).
Questo non solo per poter essere sicuri di alloggiare presso le poche sistemazioni decorose ( bassissima ricettività ) ma anche
per poter disporre di un "corrispondente interno " che vi informi telefonicamente e tempestivamente dei cambi di orari dei voli.
Infatti quasi sempre gli orari degli aerei cambiano e anche di qualche ora ( quando non sono soppressi del tutto )...in anticipo
!!!!!! ( mai in ritardo ! ). Quindi senza un riferimento locale si rischia di andare in aeroporto e sapere che il volo è già partito ! ( e
non ci sono molti voli alternativi nei deserti aeroporti campagnoli delle varie isole ! ).....Fine parentesi.
Arrivati all'aerostazione della capitale, vedemmo subito atterrare il nostro aereo proveniente dalle Ha'apai e pronto a ripartire
dopo qualche minuto. Il pilota scese dal suo bimotore Twin Otter 20 posti, diede una mano a scaricare i bagagli ( addirittura si
mise in spalla un paio di valige nonostante l'età non proprio tenera ) e caricò i nuovi.
Poi montammo noi passeggeri e partimmo. 50 minuti di buon volo con atterraggio finale allucinogeno a causa di un improvviso
ma violento nubifragio con pioggia e vento forte a raffiche ! ( 3 rimbalzi sulla pista...mi chiedo come non si sia aperto in due
come...un cocco ! ).
All'arcipelago delle Ha'apai e precisamente presso Panghai ci venne a prendere all'aeroporto Jurgen, il padrone e gestore del
Sandy Beach Resort, un tedesco che insieme alla moglie si dimostrò anch'esso una persona di rara gentilezza ed
amicizia...caratteristiche che ritroverò spesso nei "poveri" emigrati occidentali di queste isole... probabilmente il raggiungimento
di una vita più a misura d'uomo riusciva a cambiare in meglio ( e di molto ! ) qualsiasi persona !
Con il pulmino ci avviammo su una stradina ( non asfaltata ) dell'isola e tramite una specie di tratto ( accidentato ) stradale
costruito sulla barriera corallina che unisce l'isola di Panghai con la vicinissima isola di Foa arrivammo a destinazione. La
struttura ( una delle più "lussuose" ...si fa per dire per fortuna ! ) era formata da 12 bungalows, questa volta non in stile tongano
ma europeo ...quindi "sigillati" ad esclusione del finestrone frontale con zanzariera ma senza vetro, tutti vista a mare, pieni di
conforts come bollitore, elettricità 24 ore su 24, radiosveglia e stendino ( non asciugacapelli...ma io avevo il mio ! ).
Seguiva ,al lato della serie dei bungalows, una grande sala ( in stile casalingo ) ad uso colazione/cena con vicina reception.
La gestione ( famigliare e ben organizzata ) era condotta "rigidamente" in stile tedesco ( il che è molto strano da queste parti dove
prevale il perfetto contrario ! ). Per fare un esempio, la cena era rigorosamente alle 19.00 ( e non dalle 19.00 ! ); tutte le persone si
dovevano radunare nel piazzale fuori la sala e quando si era raggiunto il numero totale degli ospiti ed era stato controllato che
tutto era preparato a dovere, la simpatica padrona dava il via: "ora potete entrare...zsii...snell snell !!! ".
Tutto estremamente pulito,un igiene quasi maniacale, tutto perfetto...cene a lume di candela molto spesso a base "ovviamente"
di aragosta ( ma veniva chiesto all'inizio del soggiorno eventuali gusti personalizzati con domande del tipo: sei vegetariano ? non
mangi pesce ? non gradite l'aglio ? e così via...e per tutta la settimana ognuno aveva con precisione il piatto cucinato secondo i
propri gusti...) con sottofondo di musica classica...( anche le colazioni ).
Per gli amanti dell'equitazione c'era la possibilità di fare delle belle passeggiate a cavallo ( senza sella: per evitare di rimanere
impigliato nell'eventualità remota di una caduta sulla sabbia ) lungo la chilometrica spiaggia chiara e praticamente deserta,
all'orizzonte della quale si poteva scorgere uno dei tanti "giganti" ( 1000 m ) vulcani ( attivi e non ) che caratterizzano queste
isole oppure ( talvolta ) gli spruzzi delle balene che da Giugno a Novembre stanziano in questi mari ( tra i più profondi del mondo
) per partorire e svezzare i piccoli.
L'ambiente molto cordiale ed informale era reso ancor più amichevole dall'organizzazione di Sigrid ( la padrona ).
Infatti il pomeriggio prima di cena si metteva a parlare con noi ospiti del più e del meno, favorendo la socializzazione anche tra
persone di paesi differenti ( ho fatto amicizia con una coppia anziana di Australiani talmente simpatica e gioviale che è riuscita
"senza vino" a far cantare "volare..volare" ed altre canzoni italiane, pubblicamente, persino a me che sono notoriamente un tipo
troppo discreto ed introverso...diciamo forse un po' orso ! )
Un'altra curiosità: in antitesi a quanto detto prima ... i tavoli per la cena invece venivano preparati per nazionalità...quindi
commensali pre-assegnati ! ;-] : cioè italiani con italiani, tedeschi con tedeschi...
Ahhh...! che relax fu passeggiare, nelle giornate meno assolate, sulla spiaggia sino ad arrivare agli scogli ( in realtà antichi pezzi
di barriera corallina di qualche milione di anni fa ) per scoprire pozze, stelle marine arenate, calette, conchiglie, boschetti, pareti a
picco e giochi della bassa marea. Mi colpì la vista di un enorme favo di api.
Anche il mare era molto pulito ( e deserto...senza barche, senza bagnanti... ) e di fronte alla riva ( soprattutto lato Sud ...ricordo
che l'orizzonte marino in questo luogo si trova verso Ovest, in direzione del tramonto ) si poteva praticare un po' di ( a dire il vero
molto modesto ) snorkeling per la presenza di alcuni grandi banchi corallini popolati dai soliti pescetti colorati tropicali.
Jurgen sempre disponibile con noi cercò di completare le nostre giornate parlandoci delle usanze e delle abitudini del luogo e
portandoci a fare delle lunghissime ( 2-3 ore ) scarpinate nei prati, presso le case degli abitanti, nelle spiagge e per i viottoli interni
facendoci ammirare le bellezze semplici ma autentiche dei luoghi: un frutto, un uomo, un fiore, un maialetto, una kalia ( una canoa
dal tipico "bilanciere polinesiano", ancora oggi costruita scavando un tronco ) un giardino, una scolaresca e così via !
Fu bello poter scoprire che gli abitanti erano così cordiali da poterli avvicinare con facilità: ad esempio lungo la strada osservai
delle baracche dove c'erano delle donne che lavoravano. Chiesi se potevo entrare e loro annuirono e con un sorriso
continuarono le loro faccende: costruire dei tappeti di foglia di cocco o pandano, gonnellini e fasce ( sempre in fibra secca
vegetale, in genere pandano ) ma soprattutto la "Tapa", il più tipico tessuto prodotto da queste isole ricavato da una speciale
lavorazione "battuta" delle foglie di gelso. . Tutti partecipavano al lavoro: vecchie, giovani e bambini ! ( ..e pure il maialetto che
era con loro ! ).
Mi raccontarono dei tempi passati e mi colpì il fatto che fino a pochi anni fa ( ma qualcuno ancora oggi ) non conoscevano l'uso
dell'acqua ( dolce ) tranne che per abbeverare gli animali. Infatti l'acqua dolce buona è tutt'ora un bene molto raro ! L'unica fonte
non inquinata dal sale si trovava nell'isola vicina di Foa ed un tempo era necessaria una barca per prendere un pò d'acqua per le
galline ed i maialetti che da sempre allevavano.
Gli abitanti invece per centinaia di anni hanno bevuto solo il liquido all'interno del cocco (e si lavavano eventualmente in mare).
Una Domenica Jurgen decise di portarci a messa. I Tongani sono molto religiosi, prima di ogni cerimonia o prima di mangiare
molto spesso pregano e la Domenica è per loro un giorno speciale. E' vietato innanzitutt

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Commenti su questa Opinione
maunaloa3

maunaloa3

24.08.2006 16:34

molto bella

pisitta

pisitta

16.05.2006 16:51

una opinione che ne vale cento!!!!! mi è piacuta tantissimo e filerà dritto tra le mie preferite, anche perchè mi ha ricordato i miei primi passi sul web quando curiosavo rapita tra le pagine del forum it.hobby.viaggi ;-)

samarko

samarko

11.03.2005 11:20

Diomioo...che fortuna riuscire a visitare quei posti....Mentre leggevo...sognavo!!

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