Mentre svolgevo la mia prima "missione" olimpica, ho avuto occassione di osservare Torino e ne ho avuto l'impressione di una signora matura ma piacente che si prepara a ricevere nel suo salotto e pertanto non solo si limita a truccarsi e pettinarsi con cura, ma rassetta anche il suo appartamento.
Siamo pronti per dare inizio ai Giochi Olimpici?
Senz'altro siamo pronti dal punto di vista sportivo. Infatti gli impianti sono stati rinnovati e consegnati in tempo. Siamo anche pronti dal punto di vista strettamente organizzativo della manifestazione e posso dirlo dal mio osservatorio privilegiato, avendo lavorato al centro accrediti di via Bizzozzero a due passi dal Lingotto. La macchina del ricevimento e del controllo dei presenti si è messa in moto per tempo e i disguidi sono risolti con celerità a volte stretta in poche ore con un contatto diretto con la questura che effettua le verifiche a tempo di record, ove non fossero state svolte in precedenza. Il Lingotto, dove abbiamo avuto il nostro punto di ristoro nelle pause per la cena o per il pranzo (a seconda dei turni di lavoro) è ormai affollatissimo dalle delegazioni sportive. Infatti i dirigenti e i capi delegazione alloggiano nell'albergo Le Meridien e quindi il corridoio del centro commerciale è tutto un pullulare di persone con il loro accredito al collo. Una grossa nota di colore la forniscono le nostre felpe rosse di volontari. La ristorazione è quella che si è organizzata meglio, potenziando il personale e allestendo degli invitanti buffet self service. Nel ristorante dove abbiamo consumato i nostri pasti sono passati dai due cuochi della normalità ai sei di questo periodo "straordinario". E' certo che alcune attività commerciali saranno grate ai giochi olimpici.
Siamo pronti per quanto riguarda l'intrattenimento. Proprio ieri sera abbiamo assistito alle prove della cerimonia di apertura. Stadio pieno di volontari e di famiglie dei figuranti. Le gradinate erano gremite e tutto ha funzionato alla perfezione: affluenza e deflusso dall'impianto con tutto il corollario dei controlli al metal detector. Le coreografie sono splendide e tra qualche ora potrete ammirarle insieme a me alla tv se non siete tra i fortunati possessori di biglietto.
Anche il Medal Plaza in piazza Castello è pronto. Qui si svolgeranno i concerti che ogni sera faranno da cornice alle premiazioni delle gare. Un incredibile massa di addetti ai lavori si è prodigata da molti mesi perché tutto sia spettacolare ed efficiente. Li ho visti passare da noi alle nove e mezzo di sera, stravolti dalla fatica della pressione degli ultimi giorni. Sono sicura che otterrano ottimi risultati questi ragazzi venuti da tutto il mondo. Un bel gioco di squadra e uno splendido esempio di convivenza. Un Bravi! è dovuto.
E la città? La città, a guardarla bene, no, non è prontissima. La famosa signora si appresta a nascondere la polvere che non ha avuto il tempo di rimuovere sotto il tappeto. Un po' di forma in fondo nasconde molti difetti. Fioriscono in città grandi teloni rossi con cubitali BENVENUTI! ripetuti graficamente che in realtà celano cantieri ancora aperti. Se vi capita di circolare intorno agli impianti olimpici, e li osservate criticamente, i lavori in corso non possono non sfuggirvi. Si stanno ancora freneticamente sistemando aiuole che forse dovevano essere già allestite.
Sventolano nei grandi corsi di Torino bandiere rosse e azzurre (in barba alle polemiche sulla scelta "comunista" del colore delle olimpiadi piemontesi). In via Roma sventolano quelle coi cinque cerchi, ma fino a qualche giorno fa, passando in via Po, centralissima arteria che congiunge piazza Vittorio a piazza Castello, non c'era traccia di vessillo alcuno. Piazza San Carlo era ancora presidiata da barriere che delimitavano i cantieri e non ho trovato alcuna traccia di "imbellettamento" olimpico. Piazza Vittorio è stata decorata con gli shangai che sono stati dislocati in tutta la città (questa Cina è sempre così vicina!), ma camminarci non è del tutto agevole tra pavimentazione sconnessa e barriere sfollagente.
Mi sarei aspettata di veder sveltolare uno stendardo dalla Mole Antonelliana, ma finora resta la sola illuminazione notturna. Niente coreografia diurna.
In compenso non ho avuto grandi difficoltà di circolazione. I mezzi pubblici, anche se deviati in alcuni punti dai loro percorsi ordinari, sono stati potenziati ed è facile spostarsi. Anche con l'auto, sono riuscita ad attraversare la città lungo corso Unità d'Italia e corso Massimo senza troppi ingorghi, ma certo non erano le ore di punta. Le corsie olimpiche hanno ridotto la capacità della carreggiata per le auto private, ma bisogna considerare che Torino ha lunghe arterie a tre corsie, quindi con un po' di pazienza si arriva dappertutto. Il traffico è critico di mattina e verso le sei di sera, ma questo è tipico di tutte le grandi città anche senza l'apporto di un grande evento.
Sono state dislocate in tutta la città postazioni di informazioni con volontari della provincia poliglotti e quindi dappertutto ci sono queste piccole baite segnalate da un palo rosso con in cima una sorta di ricciolo, molto visibili e soprattutto utili per chi non conosce la città. Un servizio doveroso.
La grande atmosfera olimpica la creano le troupes televisive. In ogni angolo della città capita di imbattersi in operatori con le loro telecamere, alla ricerca di qualcosa da raccontare di questa Torino un po' sconosciuta. E' così che anche i torinesi si sono accorti di essere al centro del mondo e stanno cadendo le ultime resistenze dovute alla loro naturale scontrosità verso i cambiamenti. In più si stanno accorgendo che la città è più pulita, sono spariti gli spacciatori e i borseggiatori dalle piazze del centro (il contingente di polizia e forze dell'ordine è davvero ingente e deve averli convinti a soprassedere per un po'), i mezzi pubblici viaggiano con efficienza mai vista prima, i locali della città sembrano improvvisamente pieni di persone cortesi. Ma come è diventata vivibile Torino! Quei torinesi che avevano deciso di lasciare la città per due settimane per lasciarla in mano ai "barbari" invasori, forse ci staranno ripensando. Gente di poca fede! Si saranno accorti di quanto è bello condividere le proprie grazie con l'ospite e stanno tirando fuori tutto il loro orgoglio di savoiardi, felici che anche gli altri riconoscano i meriti di una città mitteleuropea.
Credo non si sia mai vista la città così allegra e colorata, non foss'altro per tutte le divise che capita di incrociare: oltre quelle dei volontari, ci sono quelle delle squadre degli sponsors (mc donald's le più belle), dei lavoratori dello spettacolo -- giacche gialle e nere o rosse e nere - delle delegazione sportive e degli atleti.
Ovunque si sentono conversazioni in inglese. Il francese arriva in qualche battuta.
Un'occasione per rispolverare le nostre conoscenze linguistiche e per sforzarsi di approfondire l'inglese (per me ancora abbastanza ostico, anche se un americano ha avuto l'ardire di dirmi: your english is very good!!)
I più espansivi sono gli americani, e molti cercano di esprimersi con le poche parole che sanno in italiano. Ma ho trovato in generale tutti molto cortesi ed aperti al superamento degli ostacoli "comunicativi"
Il cambiamento più visibile è quello dello spirito delle persone. C'è una gran voglia di comunicare, di condividere le emozioni. Sui mezzi pubblici si parla con il primo che aggancia la conversazione. Si scambiano notizie, informazioni, impressioni. Quasi tutti sono più disponibili ed anche quelli che abitano nelle zone critiche (con le strade che vengono chiuse per motivi di sicurezza o di circolazione dei mezzi olimpici) mugugnano con una certa allegra rassegnazione.
Domani la fiamma olimpica, che ha vissuto i suoi travagli per arrivare fin qui, rendendo alla massima potenza la piccolezza di chi organizza certe proteste senza costrutto, brucerà nel braciere dello Stadio Comunale. La XX Olimpiade invernale si aprirà mettendo in moto questa macchina diesel che sicuramente saprà prendere velocità. Sono sicura che lo spettacolo sarà all'altezza e forse ci perdonerete qualche piccola ruga che scoprirete qua e là su un viso un po' agé che ha comunque una gran voglia di sorridere e di accogliere il mondo.
Va Olimpiade, va!
29.06.2006 18:49
Opinione molto interessante... Anche se oramai... Un salutone, ciao.
24.04.2006 22:08
non c'è niente da fare...torino è stata unica...e alla fin fine ne abbiamo beneficiato un pò tutti...ciao Simona
19.02.2006 16:43
un bel racconto di un'esperienza stupenda!!!