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Triora - Il paese delle streghe

5  28.05.2007 (01.06.2007)

Vantaggi:
per chi ama il mistero

Svantaggi:
.

Consiglio il prodotto: Sì 

NIKNIT

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Ciao ragazzi, oggi voglio condurvi in un viaggio misterioso in un paese da me visitato qualche mese fa: Triora, il paese delle streghe, in provincia di Imperia, nella splendida Liguria.
Non è un viaggio qualsiasi: è un'avventura in un posto dove il varco tra la vita e la morte si sovrappongono l'una con l'altra.


IL PAESE
Triora si trova in provincia di Imperia; per raggiungere il paese con la macchina la strada da percorrere è molto tortuosa; ci sono un sacco di curve e la visibilità non è delle migliori.
Da secoli in questo paese si sente parlare di streghe e di soprannaturale, un luogo in cui si dice che i morti possono risvegliarsi dal loro sonno eterno.
Il paese è incastrato nelle montagne tra il confine italo-francese, sulla cima del monte Trono.
La radice del nome è di origine latina è significa tre bocche. Il riferimento del termine è da collegare al cerbero, mostruosa figura mitologica di cane a tre teste che nella cultura classica indica il regno dei morti.
Le montagne tutte attorno sembrano la dimora perfetta dei diavoli e dei loro amici, e proprio qui si è svolto uno dei più terribili processi di stregoneria della storia; un processo che alla fine del 1500 coinvolse più di 200 donne.


LA STORIA
La vicenda del processo inizia nell'estate del 1587; Triora è affetta da una terribile carestia che dura da più di due anni, il popolo muore di fame; il parlamento del paese disperato chiede aiuto alle autorità chiedendo che fossero arrestate le cosidette streghe che secondo loro erano la causa di questa carestia dei campi.
Queste streghe non erano altro che donne povere, che vivevano in solitudine fuori dalle mura della città; il loro sapere era anche il loro stile di vita: curavano la gente con intrugli di erbe e radici. Ma questo fù visto come la cusa dell'avvelenamento dei campi e del latte e quindi della carestia.
Il podestà di Triora, convocò due vicari che si occupassero della faccenda.
Ne derivò un processo che durò più di due anni in cui una ventina di donne furono uccise barbaramente subendo delle atroci torture. Per costringerle ad ammettere la loro colpa furono usate le più dispare macchine della morte, molte di queste informazioni le si possono avere visitando il museo della stregoneria che si trova nel paese.
Dopo svariate sofferenze inflitte, quasi sempre confermavano tutto: i rituali, i sacrifici di bambini, i malefici pur di far terminare le torture che però quasi sempre portavano alla morte.
Era un meccanismo perverso per cui una volta che ti trovavi coinvolto difficilmente ne uscivi vivo perché in un modo o nell'altro ti costringevano a dire il falso; questo meccanismo si chiamava Inquisizione, una delle pagine più nere della Chiesa.
Incantesimi e malefici, sacrifici di vite umane, scomparsa di bambini: erano questi i capi di imputazione.
I loro unguenti e le loro pozioni dovevano servire a questi fini insieme a misteriose e potenti formule magiche.
Secondo gli accusatori della santa inquisizione a queste donne tutto era lecito e tutto era possibile, anche il contatto con l'aldilà e con il demonio.
Naturalmente la vicenda si sviluppò

Fotografie per Triora
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Triora Fotografia 4315555 tb
il cimitero
in maniera spropositata creando il panico e il terrore all'interno del paese e nei villaggi circostanti; tutti si accusavano a vicenda e quando iniziarono ad uscire anche nomi di casate importanti, il Consiglio degli anziani cercò di prendere in mano la situazione prima che il paese fosse tutto coinvolto in questo processo, e scrisse una lettera al doge di Genova senza però alcun risultato immediato.
Il paese era divenuto una via obbligata di tutti gli inquisitori della zona, il cui unico scopo era solo quello di giustiziare e torturare le povere malcapitate.
Il processo terminò solo dopo due anni lasciando alla spalle, si pensa tredici vittime e un numero non stabilito di prigioniere.


LUOGHI DA VISITARE
Il paese è molto caratteristico; è un borgo di epoca medievale, tutt'ora le sue case e la sua struttura sono rimaste pressoché inalterate nel tempo; le case sono in pietra e costeggiano le strade, i piccoli vicoli la maggior parte fatti di ciottoli, ci conducono in un tuffo nel passato, dove leggenda e verità si mescolano dando spazio all'immaginazione. Il percorso termina in quello che poi viene definito il luogo dove queste donne si radunavano per i loro rituali.
Naturalmente è presente anche l'aspetto moderno del paese, però la parte che merita più attenzione è quella medievale.
La visita inizia da via Roma, si raggiunge il castello, per poi arrivare a Largo Tamagni: è costituito da una stradina in discesa, un vicolo molto stretto ai cui lati ci sono le facciate di alcune case in pietra; si scendono dei gradoni e si arriva al posto secondo me più affascinante, la Sambughea: c'è un arco che dà l'accesso a una cava interna dove vivevano queste signore accusate di stregoneria. Ci sono ancora le vecchie abitazioni incavate nella pietra e le finestre che si affacciano sui vicoli provocano un senso di disagio, ti senti quasi osservato di nascosto; in questo posto non c'è un filo di luce e l'unica illuminazione garantita e quella di alcune torce accese ai lati delle pareti. Tutto è rimasto come secoli fa; si respira un aria strana; tra questi vicoli sembra di sentire ancora il lamento delle condannate che vengono rubate dalle loro abitazioni per essere giustiziate e uccise.
Sempre proseguendo lungo la stradina in salita si arriva alla Collegiata, anche questo luogo è tutto in pietra e ricco di rovine; è presente la chiesa rurale di San Bernardino che si accorda con la struttura in pietra circostante; la storia racconta che i preti che vi abitavano andarono via dal paese subito dopo che queste donne furono accusate di stregoneria, maledicendolo.
La strada si fa più pericolosa e irta di ostacoli, prima in salita e poi in discesa ci conduce alla fine di questa visita, la Cabotina che si trova fuori dalle mura del paese; nel 1500 era la zona più povera ed è qui che avvenivano i rituali e le danze con il demonio; c'è una targa degli anni quaranta in ricordo degli avvenimenti del XVI secolo e nel punto esatto in cui queste donne danzavano con il demonio c'è un cartello in cui è scritto: "qui le streghe danzavano con il diavolo".
Le case in pietra sono in uno stato di degrado avanzato, la zona è molto trascurata e la strada termina con uno strapiombo; non c'è una via di uscita, per tornare indietro bisogna ripercorrere tutta la strada fatta in precedenza.
Si dice che la strada in discesa e lo strapiombo servivano a facilitare il volo delle streghe ed è per questo che scelsero questa zona per i loro rituali.
Caratteristico è anche l'antico cimitero che si erge sui colli del paese ed è visibile anche dalla strada che conduce al paese.


MUSEO ETNOGRAFICO E DELLA STREGONERIA
Particolare attenzione merita il "Museo etnografico e della stregoneria" situato in quelle che un tempo erano le prigioni che ospitavano le centinaia di donne accusate di stregoneria.
È molto interessante, ricco di informazioni e curiosità e ben curato.
Si divide in due aree: una dedicata alla stregoneria e si trova nei sotterranei del museo e l'altra dedicata all'etnografia del posto.

Area dedicata alla stregoneria: è costituita da 4 stanze:
  • la prima rappresenta scene di vita quotidiana delle streghe e gli strumenti di tortura utilizzati dagli inquisitori;
  • la seconda è dedicata alla storia delle streghe e agli atti riguardanti il processo; vengono mostrati i documenti originali dell'epoca;
  • la terza rappresenta due streghe, una che accoglie il visitatore e l'altra mostrata sulla propria macchina di tortura;
  • l'ultima raccoglie tutte le piante medicinali utilizzate dalle streghe e ci sono anche le miniature dei posti più caratteristici della zona.

Area etnografica: in queste sale, grazie all'uso di documenti, fotografie, racconti, oggetti di vita comune come gli utensili o i macchinari agricoli, viene mostrata la storia del paese, la sua evoluzione, i suoi prodotti tipici, i suoi mestieri, la vita dei campi.


COS'E' L'INQUISIZIONE
Il suo termine deriva dal latino e significa ricerca. Nasce nel periodo medievale per combattere gli eretici e tutti quelli reputati colpevoli di qualsiasi comportamento strano nel proprio modo di vivere. Si diffuse in epoche diverse in tutto il territorio europeo ma la tecnica utilizzata per estorcere le confessioni era identica per tutte le aree: la tortura. Essendo queste persone giudicate colpevoli di qualcosa che non esisteva realmente,visto che venivano giudicate solo per sospetti e dicerie popolari, venivano torturate affinchè dopo un'atroce sofferenza confessassero le loro colpe. Quasi tutti confessavano con questo metodo solo per far smettere le torture e chi non confessava morira per le sofferenze subite. In entrambi i casi l' accusata sarebbe morta lo stesso, con o senza confessione. Era un circolo chiuso dove una volta accusati non si usciva più vivi.


COME VENIVANO TORTURATE LE STREGHE (per chi non si impressiona)
Alcuni di questi metodi servivano per estorcere confessioni, altre per condannare a morte gli accusati
  • Le turcas: strumento utilizzato per strappare le unghie
  • La vergine di NOrimberga: nata in Germania, esternamente aveva le sembianze di una tipica ragazza tedesca; era simile a un sarcofago al cui interno erano presenti degli aghi che trafiggevano la vittima; il meccanismo era fatto in modo che gli aghi non intaccassero gli organi interni in modo da procurare una morte lenta e atroce.
  • L'impalamento: già il nome spiega le modalità; era un palo che penetrava la carne lacerandola (di solito gli organi che venivano intaccati erano quelli genitali)
  • Il rogo: è lo strumento di morte più conosciuto; la vittima veniva condotta al rogo in due modi; se confessava le sue accuse veniva prima strangolata e poi una volta morta bruciata (secondo una credenza le streghe bisognava bruciarle per non farle tornare in vita); se invece l'imputata non confessava veniva bruciata vita; questa cerimonia avveniva nelle piazze pubbliche del paese.
  • Annodamento: veniva fatto solo alle donne le quali venivano legate e appese per i capelli.
  • Sedia delle streghe: è simile a una comune sedia, solo che sullo schienale sono presenti degli aculei, quindi si cercava di far confessare la vittima a causa delle sofferenze provocate dagli aculei
  • Il topo: veniva inserito nell'ano o nella vagina un topo vivo, veniva poi chiusa l'entrata e il topo per poter uscire lascerava le interiora della vittima.
    Sega: il condannato veniva appeso a testa in giù, con le
    gambe aperte, e con una sega veniva tagliato in due
    partendo dai genitali fino ad arrivare alla testa. La vittima veniva lasciata a testa in giù per far affluire più sangue al cervello e per rendere più lenta e atroce la morte.
  • Pulizia dell'anima: si faceva ingerire al condannato acqua bollente o sapone per ripulire la sua anima
  • Strappaseni: venivano utilizzate delle tenaglie ardenti per strappare i capezzoli della vittima.
  • Tortura dell'animale: veniva messa la testa dell'accusato in un contenitore pieno di animali feroci
  • Dissanguamento: il condannato veniva dissanguato fino a farlo morire perché si ritenesse che il male fosse presente proprio nel suo sangue.

PER RIFLETTERE
Per chi ha letto alcune delle tantissime torture utilizzate dalla "Santa" Inquisizione... la chiamano pure santa, bisogna davvero riflettere sulla natura dell'uomo, sulle atrocità che sono state commesse per ignoranza, per superstizione, e che purtroppo tutt'ora vengono ancora commesse.
Ricordiamoci che, a parte la leggenda, l'Inquisizione è davvero esistita, ha torturato ed ucciso in questo paese, come in migliaia di altri posti, donne e bambini, quindi penso che dovremmo accostarci nella visita di questi luoghi anche con un po' di rispetto per la sofferenza subita da queste persone e riflettere sulla crudeltà degli esseri umani.


CONSIDERAZIONI
È davvero un luogo speciale dove i vivi e i morti sembra che comunichino tra loro. Foreste stregate e spiriti maligni in una terra ignota, un posto diverso dal solito.
Le foreste, l'altitudine, la solitudine in cui è situato il paese arricchiscono notevolmente il mistero e la storia.
Parlando con alcuni abitanti del posto, molti di essi ci raccontarono di essere gli antenati delle famose "bàgiue", streghe nel loro dialetto e che anche loro tutt'ora si dedicano agli infusi di erbe e alla creazione di pozioni miracolose; la maggior parte sono contadini però è bello vedere come la tradizione a distanza di secoli sia comunque continuata senza lasciarsi intimorire da nessun ostacolo.

COME RAGGIUNGERE IL PAESE
* Percorrere la riviera fino alla città di Arma di Taggia, proseguire poi per circa 30 km sulla strada statale 548.
INDIRIZZI E NUMERI UTILI
  • Museo Etnografico e della Stregoneria - Corso Italia, 1 - Tel 018494477
  • Comune di Triora - Tel. 018494049
  • Associazione Turistica Pro Triora - Tel. 018494477

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MMDV

MMDV

27.03.2010 01:28

Interessantissima in tutti i suoi aspetti! Amo molto anch'io scoprire le storie dei paesini e la nostra bell'Italia è una fonte inesauribile di deliziose sorprese grazie

Dia86

Dia86

26.02.2008 15:45

opinione molto interessante, penso che ci farò anc'io un salto..

B_Dan9

B_Dan9

15.09.2007 12:54

tra qualche ora indirizzo le mie due ruote proprio verso Triora, la tua descrizione mi convnce ancora di più di aver scelto la giusta destinazione per il week end!

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